Rosh Hashanà

martedì, settembre 7th, 2010

Domani è Rosh Hashanà, il capodanno ebraico. In Florida un tetragono e baffuto capo di una setta cristiana che usa quasi il termine della colomba, la Dowe World Outreach Center, ha annunciato che brucerà una copia del Corano al giorno fino all’11 settembre, il capo dei militari Usa in Afganistan lo ha stigmatizzato temendo un effetto farfalla, insomma altri morti. In Italia il rabbino capo Di Segni ha scritto un messaggio di auguri al capo della comunità islamica Redouane per la fine del ramadan. Rosh Hashanà è la festa del miele e della melograna, i rimonim d’Israele. In Israele l’ufficio statistiche ha contato 7,6 milioni di abitanti e oltre 14 mila immigrati giunti nell’ultimo anno. Intanto, rivela Haaretz, altri “pacifisti” stanno preparando un atterraggio segreto di aiuti a Gaza dove durante un nuovo raid aereo sono morti altri palesrtinesi. Però uno dei tunnel colpiti puntava dritto verso Israele, paese che è stato colpito da kamikaze come sappiamo che in passato hanno causato oltre 3 mila morti. Hamas ha salutato l’avvio dei nuovi negoziati ammazzando quattro coloni, tra cui una donna incinta. E’ successo ad Hebron. Hamas dice che Israele deve scomparire. Lo dice anche Amhadinejab, che parla spesso a nome dei palestinesi per i quali il portavoce dell’Autorità Paslestinese  ha respinto la ripetuta ingerenza. Intanto è un nuovo Rosh Hashanà, gli ebrei si scambiano rimonim, melograni, e miele. E’ il momento in cui fare i conti con se stessi e chiedere perdono agli offesi. Così dice la Torah. Io qui mi limito a fare i miei auguri all’amica Diane, un’americana che vive nel nord d’Israele e che da anni cerca di lavorare per la pace con donne arabe, ebreee e druse (nel mio blog trovate un suo scritto per il New York Times, Arabic lesson…). Buon capodanno, Diane, a te e ai tuoi otto figli.

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