Ardovino: ecco perché non mi vogliono sovrintendente a Pompei
mercoledì, ottobre 6th, 2010Dal Corriere della sera online del 6.10.2010:
«A Pompei progetti oscuri: per questo
non mi hanno voluto soprintendente»
Il j’accuse di Angelo Mario Ardovino: la mia nomina
all’area archeologica revocata perchè vedo troppe cose
non mi hanno voluto soprintendente»
all’area archeologica revocata perchè vedo troppe cose
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| Degrado a Pompei (foto Controluce) |
ROMA -
«Che io sia indagato e che perciò questo impedisse la mia nomina a soprintendente di Pompei è una pura invenzione. Un pretesto. E sospetto anche chi possa essere stato a mettere in giro questa fantasia, un soprintendente che è stato licenziato salvo poi essere ricollocato in servizio…». Angelo Mario Ardovino, sovrintendente in pectore dell’area archeologica di Pompei – che è senza guida da oltre sei mesi – si ribella e denuncia il pasticcio della mancata nomina.
SEMAFORO ROSSO - La sua è una nomina che sembrava tale e che invece all’improvviso è stata revocata dal ministero dei Beni Culturali che ha optato per un reggente provvisorio, Jeanette Papadopoulos. Insomma semaforo rosso per l’ex sovrintendente archeologico di Milano e ancora dirigente del ministero con un passato anche da ispettore.
«La mia nomina è stata bloccata con una procedura assolutamente senza precedenti – spiega Angelo Maria Ardovino -. La dirigente Recchia ha revocato le nomine di Roma e Pompei, sostituite con due interim. Contro di me è stata esercitata una pressione straordinaria, finalizzata alla revoca. Sono stato bloccato perché non sto bene a qualcuno molto influente del seguito del ministro». Paventa dunque oscuri progetti sull’area archeologica di Pompei, il mancato soprintendente.
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| Scavi a Pompei |
SOVRINTENDENTE A MILANO -
E prosegue: «Sono stato sovrintendente a Milano e ho fatto anche l’ispettore. Forse vedo cose che uno più giovane non è in grado di vedere. E forse a questo punto mi viene da dire: c’è chi desidera fare a Pompei chissà cosa senza la presenza di uno come me». Insomma un j’accuse che piomba su una situazione problematica come quella di Pompei, dove le prime piogge hanno già fatto cedere una trave del tetto della casa di Polibio.
«Non mi hanno permesso di poter accedere al sito di Pompei e di verificarne le condizioni in generale – prosegue Ardovino -. Considero questo il fatto più grave». E il ministero dei Beni Culturali che cosa risponde nel merito? Interpellato, l’ufficio stampa del ministro Bondi fa sapere che l’amministrazione non intende replicare.
Paolo Brogi
06 ottobre 2010© RIPRODUZIONE RISERVATA
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