Lucio Magri

martedì, novembre 29th, 2011

Pena e tristezza. Lo immagino in viaggio verso la Svizzera, il paese dove si può andare a morire se uno lo vuole. Lucio Magri ci avrebbe provato per tre volte. Due volte è tornato indietro, la terza no. E ora lo porteranno a Recanati, nelle Marche di sua moglie che morendo l’aveva lasciato in difficoltà. Va nel cimitero di Recanati.

Stasera  Monti è attraversata da un piccolo corteo convocato dietro una frase di Mario Monicelli: “Solo gli stronzi muoiono”. Mi ricorda ora la frase che c’è sulla lapide di Vittorio Gassman: Mai fu impallato…

Gergo di spettacolo, gergo della vita, eppure qualcosa non va…

Sono stati tanti i suicidi che si ricordano, lasciano dietro di sé un grande problema. Gli altri. Quanti avevano frequentato Salita del Grillo, la casa di Magri? Ho letto come tutti oggi Simonetta Fiori su Repubblica. Povera: le tocca seppellire di parole parecchie persone ormai, e le parole sono spesso inadeguate…Tanto basta però per farci apprezzare il ritardo con cui arriva un po’ trafelato e un po’ ricurvo Valentino Parlato, a un appuntamento che dipende infine da una telefonata glaciale che viene da molto lontano.

Il suo gesto scatena sentimenti distanti e diversi. Tra questi, anche l’ammirazione. Ma forse è solo compassione.

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One Response to Lucio Magri

  1. Angeko Guarnieri says:

    La morte tragica di Lucio Magri è una sconvolgimento. Per quelli che gli hanno camminato accanto è anche un ribollire di ricordi, idee, vissuti, passioni, di vari calore e segno. Lucio in the sky, titola il Manifesto. Un titolo ricercato, di testa,che non annienta il cuore. Irridente l’ha definito un bravo giornalista di Rai3. Nel campo della libertà ha risposto il buon Campetti. Ecco appunto la libertà : credo che il lascito più profondo che il gesto di Magri può lasciarci è proprio un ripensamento del “campo della libertà nelle umane cose”.

    A questo riguardo mi permette di riportare un mio commento all’intervento su NicroMega di Flores D’Arcais di oggi, dal titolo”Eppure la vita è tua”. A cui rimando.

    No non condivido, non posso condividere. Un grande dolore mi avvolge per la morte di Magri e una grande compassione. E non giudico nessuni. Proprio nessuno. Nel suicidio non c’è mai libertà, é l’atto parlante della perdita irrimediabile della libertà E non c’è scelta. E la vita non è Tua, non è mai stata tua. Per fortuna. E’ sempre il frutto di un intreccio di relazioni d’amore dalla nascita alla morte. E’ tua nella misura in cui amorevolmente appartiene anche agli altri. E gli altri ti possono salvare oppure rimanere intrappolati nella desertificazione raggelante delle relazioni umane. E piangono, condividono la disperazione, cercano di capire, la sventura di colui che non incontrava più il sorriso degli altri(T.Mann). Anche degli altri amati.
    Angelo Guarnieri, psichiatra per40 anni.

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