Torino e la caccia ai rom: piccoli assassini, magari con la tessera di sinistra, sono tra noi…

lunedì, dicembre 12th, 2011

Ci ricordiamo tutti come Erica e Omar a Novi Ligure non avevano finito di raccontare la loro versione che già si parlava di caccia allo straniero per le strade della città. Somno stati gli albanesi…

Ci ricordiamo che le salme del piccolo Yussuf e di sua madre non erano ancora fredde ad Erba che già tutti erano convinti della colpa del padre la cui unica colpa era di essere tunisino.

Vi ricordate tutti della condanna unanime delle due “bestie rumene” del parco della Caffarella a Roma e del silenzio assordante che ha seguito l’annuncio della loro innocenza.

Ci ricordiamo come a Brembate sono apparsi striscioni razzisti non appena si è parlato di possibile colpevole… straniero…

Ci ricordiamo o forse non ci ricordiamo. Forse è questo il problema. Le storie si ripetono, simili, quasi uguali, e noi facciamo finta che è sempre la prima volta.

Ogni volta si fa finta di chiedersi: ma Novi é una città razzista? Ma Roma è una città razzista? Ma Torino è una città razzista? L’Italia è razzista?

Riprendo questo inizio di testo che mi arriva da Torino; a scrivere è Karim Metref, algerino. Ma potrebbe essere anche chi scrive ora qui.

Nel raid incendiario di Torino si scopre che di mezzo ci sono poi perfino aderenti a partiti della sinistra italiana. Del Pd, del Pdci…Il consiglere dei comunisti italiani – che è citato perché rappresentante di tifoserie estreme – nega la sua presenza. E’ importante che neghi? Cerrto, resta il fatto che è un rapprresentantre di ultrà estremi…

Di mezzo c’è poi un quartiere come le Vallette. Una volta, tanto tempo fa, le Vallette erano un dormitorio di operai della Fiat e di altre fabbriche dell’hinterland torinese. E ora?

I rom non stanno simpatici a nessuno, forse è vero. E forse non è neanche vero. Ma gli assassini? Chi tenta le stragi? A Torino non ci sono stati morti per puro caso. Di certo chi ha dato fuoco non era in grado di evitare stragi.

Questo è il punto. E di questo si dovrà parlare ancora in futuro. Piccoli assassini sono tra noi. Magari con la tessera in tasca. Orrore, no?

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