A Torino bocciata l’intitolazione di un ponte a Rostagno (il Pd si astiene). A Trapani in udienza il confronto Cannas-Carla Rostagno

giovedì, marzo 29th, 2012
A Trapani udienza del processo pere l’omicidio Rostagno. Intanto da Torino arri va una notizia: la  commissione toponomastica del Comune ha bocciato la richiesta avanzata da oltre mille firmatari di intitolare un ponte a Rostagno. Il Pd si è astenuto (in calce all’udienza il comunicato di Libera Piewmonte e il resoconto di Repyubblica, pagine di Torino con tanti sì’ ad alrtre intitolazioni – Donat Cattin, Bellisario, Pecchioli ecc – e quell’unico tristissimo no).
Veniamo all’udienza di Trapani. Dal consueto resoconto di Rino Giacalone apprendiamo che in  aula è presente un folto numero di studenti del liceo Rosina Salvo di Trapani – quinte classi sezioni A ed E – accompagnate dal prof. Andrea Tilotta docente di diritto, presenza programmata nell’ambito del progetto per la legalità organizzato dalla stessa scuola superiore.
l presidente Pellino comunica che agli atti verrà acquisita la sentenza di primo grado del processo per la loggia massonica deviata Iside 2.

Comincia il confronto tra Carla Rostagno e il luogotenente dei Cc Beniamino Cannas. Il maresciallo ancora una volta è teste in aula, per lui il secondo confronto dopo quello con Chicca Roveri. Intanto il pm Del Bene avvia le domande.

Chiede se Cannas ricordi un incontro con Carla Rostagno…..La difesa (avv. Galluffo per Vito Mazzara) oppone la non compatibilità della presenza in aula di Carla Rostagno durante questa fase. Il presidente respinge l’opposizione. Cannas prosegue. C’è però un problema di audio…Risolto si riprende…..

“Carla Rostagno mi chiese se avevo davvero ottimi rapporti col fratello, confermai che era così che ci si vedeva ogni tanto…mi parlò di Graffeo, mi esternò dubbi su Cardella dicendo che non fece nulla per evitare l’omicidio…Lei era informata su tutto mi disse che aveva sentito altri. Lincontro avvenne a 4 anni dal delitto e mi chiedeva come mai non fosse accaduto nulla, sapeva di una pista relativa ad uno spaccio di droga…..

Il pm Del bene chiede notizie sugli spostamenti di Cardella il giorno del delitto. Se cioè sono stati fatti accertamenti. Le risposte del maresciallo rispetto a questi aspetti e allo scambio di opinioni con Carla Rostagno, esterna che quelle di allora erano supposizioni….

Lei parlò di una perquiisizione da lei fatta nella stanza di Rostagno?

“Lo escludo – risponde – perché non l’ho fatta”.

E a proposito di prelievi di guanto di paraffina nei confronti di indagati del delitto?

“Non ho partecipato a nessuna attività del genere e che mi risulti non credo siano stati fatti guanti di paraffina”.

E quindi non ha fatto nulla nei confronti di un certo Saverio Barbera?

“Parlammo di Barbera ma non mi risulta che venne fatto guanto di paraffina, l’escussione di Barbera venne fatta da altri…..ci fu una attività di sommarie informazioni…se ne occuparono il maggiore Montanti e il maresciallo Santomauro….difensore di Barbera era l’avvocato Vito Galluffo, è qui e può dire se fu fatto il guanto di paraffina….”.

Ma il generale Montanti disse che lui era un passacarte….

“Chi dice una cosa di questo genere è abberrante”…..risponde Cannas

Il pm Paci torna a chiedere dell’incontro con il boss di Campobello Natale L’Ala…..

“Non conoscevo non ho mai saputo nulla di questo incontro….A distanza di anni la memoria può essere sfocata, certo mi rendo conto che la memoria della signora Rostagno può essere ferrea…Un argomento del genere per me sarebbe stato interessato, ma io non lo conoscevo, se l’avessi saputo me ne sarei interessato…..”.

Il maresciallo Cannas continua a prendersela con i resonconti giornalistici, il pm lo richiama a parlare di quello che ricorda, di ciò che ha fatto, senza lasciarsi andare a esternazioni sulla stampa…..

Le domande del pm Lanfranca…..Presenza di Gelli a Trapani….questa notizia l’ha approfondita? “Già era stata approfondita e c’è un rapporto giudiziario del 22 giugno ‘86 o ‘87 dove noi carabinieri ne parlammo, per noi era certa ma non documentata….presenza fisica non accertata ma risultava da un diario di bordo redatto dal massone Tranchida Pietro…ci fu una “Agave” a Pacco, c’erano presenti dei soggetti e si parlò della visita a Trapani di Gelli, Parenti, cardinale ortodosso, e Salvini gran maestro…Gelli fu sentito a Parma, nel carcere di Parma, smentì e lui disse che qui non era venuto….che fosse venuto a Trapani per noi era certo ma chi aveva incontrato non lo sappiamo….”. E incontrò L’Ala o Mariano Agate? “Non lo sappiano, peraltro Agate era latitante lo arrestai io tanto per inciso”.

In un momento delle risposte il maresciallo Cannas esterna la protesta nei confronti della stampa, i giornali mi hanno maltrattato dice, sono stato ingiustamente attaccato…..Rispetto al colloquio con Carla Rostagno ad un certo punto sostiene quasi che era la sorella di Mauro Rostagno a parlare di notizie in maniera più compiuta rispetto a lui stesso….”Si era addirittura licenziata per sapere di più sulla morte del fratello…..”.

E l’interesse su un incontro tra Mauro Rostagno e il boss mafioso di Campobello, Natale L’Ala, iscritto alla massoneria deviata della Iside 2…..

“Non c’è nessuna prova su questo”, risponde Cannas……

La testimonianza del maresciallo Cannas esclude addirittura che i carabinieri che si occuparono del delitto Rostagno fecero accertamenti su queste circostanze…

Le domande adesso le comincia a fare il pm Gaetano Paci…..

Ma le indagini sul delitto Rostagno chi le fece?

“Per quello che mi è dato da sapere le fecero il maggiore Montanti e il maresciallo Santomauro….io mi occupavo di un altro omicidio….io non mi occupavo del delitto Rostagno…..(ma non fu il maresciallo che eseguì il sopralluogo? ndr)….

Cannas apre nuovi scenari: nell’ufficio corpi di reato furono violati i sigilli della loggia coperta Iside 2, “feci un esposto al Csm e ne parlai col giudice istruttore Patronaggio”.

Cannas affronta i temi dei veleni al Palazzo di Giustizia di Trapani per indicare il clima nel quale si indagava anche sul delitto Rostagno.

“Noi lavoravamo molto con il pm Taurisano una sorta di valvola impazzita nel senso buono, e che subì minacce, violazioni dei suoi uffici…in questo contesto al Csm andai a parlare anche dei sigilli violati negli scatoloni che contenevano gli atti della Iside 2″….

Ancora domande dell’avv. Lanfranca…..

Pone domande su un verbale di sommarie informazioni reso da Mauro Rostagno sulle sue scoperte a proposito di mafia e massoneria….

“Quando Rostagno mi disse che non ricordava la fonte capii che non voleva dirmelo….”.

“Lui mi parlò di una indagine giornalistica, chiesi chi gli aveva dato le notizie, mi disse di non ricordare e se l’avesse ricordato me l’avrebbe detto….poi non ci siamo più visti”…..

Cannas esterna ancora: “Io le cose le scrivevo, mi dispiace che questo non sia piaciuto alla famiglia Rostagno”….

Ancora una volta tenta di citare la stampa, ancora viene ripreso….

.Ma nel momento in cui Rostagno gli fece i nomi dei soggetti su mafia e massoneria lei è possibile che non disse nulla? Nessun consiglio sebbene vi fossero atteggiamenti di simpatia tra lei e Mauro? “Non mi posso mettere oggi a ricordare,” risponde Cannas…..

“C’era poi poco da commentare sui soggetti indicati da Rsotagno, Agate Mariano e Natale L’Ala….cosa gli dovevo andare a dire sul loro conto, sulla loro pericolosità?”.

All’esito della sua indagine su Iside 2, la visita di Gelli trovò nelle sue indagini un perché?

“L’esito è nella Cnr (e allora non l’ho capito, dice l’avv. Lanfranca), non abbiamo certezza della presenza…”.

Altro inciso di Cannas: “Palazzolo Giuseppe nel corso di quelle indagini riferì che lui ebbe mandato dal gran maestro Grimaudo di potare una lettera a Gelli ad Arezzo….Palazzolo aprì la lettera e lesse che era un invito per Gelli ad essere a Trapani per inaugurare il tempio massonico….la cosa strana è che Palazzolo aveva una attività commerciale ad Arezzo….questo ci fa pensare che Gelli venne ma non lo abbiamo provato, non abbiamo riscontro preciso qualcuno che lo vide….il vice di Gelli certamente c’era….”.

Interviene l’avv. Carmelo Miceli….

“Le cene di mafia e massoneria a casa di Agate quando avvennero?

“Tra l’81 e l’82”.

E la rilevanza di questi fatti nel 1988?

“Non si trattava di scoperte, noi le avevamo già documentate queste circostanze…..”

L’interrogatorio si riscalda quando ad un certo punto il maresciallo Cannas obietta sulla natura delle domande….Il presidente lo rimprovera.

Domande dell’avv. Vito Galluffo….

Sulla Iside 2. “Non c’era un elenco di loggia segreta C se ci fosse stato un elenco non c’era una loggia coperta….c’era una agenda in possesso del gran maestro Grimaudo dove c’era scritto loggia C…una agenda con tutti i nominativi…tutto è scritto nel rapporto”.

Termina l’esame del maresciallo Cannas, il pm Del Bene chiede il confronto tra il teste Cannas e la sorella del sociologo ucciso, Mauro Rostagno….
La Corte si ritira per decidere, mentre Cannas va a salutare Carla Rostagno, presto saranno di fronte.
La Corte ammette il confronto Cannas-Carla Rostagno

Il presidente Pellino spiega il confronto…..indica le circostanze: e cioè, sul fatto che avrebbe appreso da Cannas che nell’immediatezza del delitto Cannas avrebbe fatto un sopralluogo nella camera del fratello, Cannas dice di no, sul fatto che avrebbe appreso da Cannas circa attività tecniche su tale Pasquale Barbera su un omicidio commesso a Paceco, avrebbe proceduto al guanto di paraffina, ma lei poi disse che aveva scoperto che questo guanto di paraffina non era stato fatto, e che ancora Cannas le avrebbe detto che da Mauro Rostagno aveva saputo di un incontro con Natale L’Ala dal quale sarebbe uscito sconvolto e che l’incontro riguardava la Iside 2, anche su questo Cannas ha negato la circostanza.

Su questi punti la Corte ha registrato il contrasto.

Carla Rostagno: “Quando mi incontravo con qualcuno non potevo fidarmi della mia memoria e su quello che mi si riportava nei colloqui io prendevo immediatamente degli appunti…io sono andata da lui in assoluta fiducia…Mauro lo considerava un suo amico e quindi avevo grande fiducia, andai da lui per sapere cosa era successo quel pomeriggio dell’agosto 1988 in via Torrearsa quando Mauro gli disse che gli avevano regalato un mese di vita…Lui negò e la presentò in altro modo….parlammo a lungo fu lui ad aprire certi scenari e presi questi appunti, lui mi disse dell’ispezione nella camera di Mauro, io so che ci furono due ispezioni, una dei carabinieri e una della polizia….Cannas interrompe dicendo che a lui non risulta alcuna perquisizione da parte della Polizia…..Carla Rostagno si riferisce alle perquisizioni apprese dagli atti. Cannas: io non c’ero.

Prosegue Carla Ristagno: “Poi Cannas mi disse del guanto di paraffina a Saverio Barbera per l’omicidio Salvatore Cusumano, giovane di 16 anni, delitto efferato che aveva colpito Mauro che era stato insultato in modo anonimo, l’avv. Galluffo lo ricorda perché difendeva Barbera….Io in quegli anni raccoglievo più informazioni possibili per capire….scrivevo…scrivevo immediatamente….In quell’incointro parlammo della dinamica, della droga dentro la comunità, di Francesco Cardella.

Cannas: “Certamente nel nostro colloquio abbiamo parlato di tante cose….io non c’ero a Paceco quando fu sentito Barbera…Barbera fu sentito dal maresciallo Santomauro….Non ho mai parlato di guanto di pafaffina….”.

“E che interesse avevo io a scrivere una cosa per un’altra” dice Carla Rostagno….Com’è che nessuno disse che c’era un altro testimone del famoso incontro Pellegrino-Cardella, il dott. Boris che era con Pellegrino in aeroporto a Milano (Cardella sarebbe giunto in aeroporto per partire verso Palermo quando ancora non si sapeva del delitto Rostagno e però con Pellegrino avrebbe parlato del delitto)…..

Cannas sollecita Carla Rostagno a ricordare quando Pellegrino fu sentito, la signora Rostagno tira fuori gli appunti…..

“Ma è possibile che nessuno sente il dott. Boris?”, chiede ancora Carla Rostagno…….

Come fece Cardella a imbarcarsi all’ultimo minuto? “Non lo accertammo”, risponde Cannas.

Carla Rostagno: “Ma quante cose mi ha detto, lei mi disse che Cardella aveva una carta speciale, lei mi disse della perquisizione, del guanto di paraffina, sulla cosa di Natale L’Ala me lo disse lei dell’incontro, lei mi disse che Mauro ne uscì sconvolto e che dietro c’era un giro di miliardi….Mauro da quel momento comincia a essere preoccupato….e queste cose me le ha dette lei.”.

Cannas: per il guanto di paraffina non c’ero, nella Iside 2 dietro non c’erano giri di miliardi.

Carla Rostagno: Mauro esce fuori sconvolto dal colloquio con Natale L’Ala, e se Mauro avesse appreso da quel colloquio che volevano ucciderlo?

Cannas: “Se Mauro mi avesse detto, hanno decretato la mia morte, dalla mia stanza non sarebbe uscito….”.

Carla Rostagno: ”Ma se Mauro parlava in giro mostrandosi impaurito qualcosa sarà accaduto, non mi pare che potesse sconvolgersi se avesse scoperto un giro di miliardi, poteva nausearsi e non sconvolgersi.”.

Cannas: “Se io gli avessi detto certe cose, Mauro sconvolto, lo avrei scritto…..

Carla Rostagno: “le posso concedere quella sulla carta che Cardella avrebbe avuto per imbarcarsi in aereo, posso darle atto che me ne parlò come supposizione, ma il guanto di paraffina a Barbera, lei me lo disse, io ho trascritto subito, subito dopo il colloquio”.

Cannas: “Io non parlai mai con lei di un incontro tra suo fratello e Natale L’Ala..”.

Carla Rostagno: “Io ricordo perfettamente, me lo disse lei come mi disse di avere fatto un guanto di paraffina a Barbera….”.

La Corte prende atto che ognuno dei testi mantiene le sue posizioni e il confronto può essere concluso.
L’avv. Ingrassia pone però una domanda a Carla Rostagno: chiede del rapporto con Monica Serra sul fatto che lei ha appena detto di non potere certo registrare i colloqui.
Carla Rostagno: registrare quei colloqui significa compromettere la genuinità di ciò che raccoglievo, lo facevo con tutti…”.
Pm Gaetano Paci: utilizzo del termine guanto di paraffina, so cosa fosse ma non ne avrei parlato se non l’avessi sentito
L’avv. Esposito (parte civile Saman) rinuncia a citare i testi della sua lista….Avv. Lanfranca: Marcenaro Andrea, Monreale Michele e on. Ino Vizzini. Prossima udienza, l’11 aprile.

Libera Piemonte apprende con dispiacere la mancata intitolazione di un luogo dignitoso alla memoria di Mauro Rostagno: non ci fermeremo!

Ieri, 27 marzo 2012, si è insediata la commissione consigliare Antimafia a Torino, strumento importante per il contrasto alle mafie e per una cultura della legalità che si deve anche fondare sulla memoria di chi è stato ucciso per “una società nella quale valesse la pena trovare un posto“, come affermava Mauro Rostagno, giornalista e sociologo torinese ucciso a Trapani dalla mafia il 26 settembre 1988.

Nella stessa giornata di ieri, la commissione Toponomastica del Comune di Torino ha votato l’ordine del giorno riguardante l’intitolazione di un luogo della città a Mauro Rostagno. Con grande rammarico abbiamo appreso che la proposta firmata da oltre mille torinesi nel 2008 è stata respinta.

In un momento storico come quello che stiamo vivendo, caratterizzato da inchieste e indagini giudiziarie che svelano definitivamente il radicamento della ‘ndrangheta sul nostro territorio, non ultimo lo scioglimento per infiltrazioni mafiose del Comune di Leinì, crediamo sia importante legare un luogo dignitoso di Torino alla memoria di un concittadino che si è battuto contro le mafie e che per questo impegno è stato ucciso.

Il 21 marzo, in piazza Castello, dove con i familiari e le istituzioni abbiamo letto 824 nomi di vittime innocenti delle mafie, abbiamo ricordato anche Rostagno.

Oggi, 28 marzo, a Trapani è in corso l’ennesima udienza del processo volto ad individuare i mandanti dell’omicidio di Rostagno. Insieme alla sua famiglia, speriamo che presto si ottengano verità e giustizia.

Nonostante la decisione di ieri, non ci fermeremo e continueremo a chiedere alla commissione toponomastica di essere auditi per un confronto sulle perplessità e sulla definizione di un luogo dignitoso della città alla memoria di Mauro Rostagno.

la Repubblica, pagine Torino | 28 Marzo 2012


La commissione Toponomastica boccia l´idea di Sel, Idv e 5stelle. Il Pd si astiene. I primi dubbi da Bragantini: “Per quell´infrastruttura vorremmo un nome più istituzionale”

IL NUOVO ponte sulla Dora in via Livorno non sarà intitolato al sociologo e giornalista Mauro Rostagno morto per mano della mafia nel 1988 all´età di 46 anni. Dopo due anni abbondanti di discussioni e di rinvii la commissione toponomastica del Comune ha bocciato la proposta. Si sono espressi a favore Sel, Idv e Movimento 5 Stelle. Lega e Pdl hanno votato contro, mentre Pd e Moderati, dopo un acceso dibattito, hanno preferito astenersi.

Alla fine i gruppi si sono divisi sulla figura di Rostagno, che pochi giorni fa è stato ricordato nella giornata della memoria e dell´impegno di Libera, non per le sue denunce di collusione tra la politica siciliana e la mafia, ma per l´attività degli anni ‘70. Ha fondato nel ‘69 Lotta Continua con Adriano Sofri, Guido Viale, Marco Boato, Giorgio Pietrostefani, Paolo Brogi ed Enrico Deaglio. Rostagno non venne mai coinvolto in fatti di sangue, né direttamente né indirettamente. Solo nel 1988, pochi mesi prima di essere ucciso con quattro colpi di pistola vicino alla comunità Saman, che aveva fondato, ricevette un mandato di comparizione da parte dei giudici che stavano indagando sull´omicidio del commissario Calabresi.
Un quadro di luci e ombre per alcune forze politiche, ad iniziare dal Pdl: «La figura di Rostagno è limpida e meritoria nella sua lotta alla mafia – sottolinea il capogruppo del Pdl, Andrea Tronzano – ma controversa negli anni di appartenenza a Lotta Continua. Non mi è parso opportuno intitolargli un luogo della città, nessuno ha chiarito i suoi trascorsi nei primi anni Settanta». Una figura controversa, di parte.
La discussione è partita in salita. La presidente della Circoscrizione cinque, Paola Bragantini, esprime perplessità sulla scelta del ponte su via Livorno: «Preferiremmo una figura più istituzionale, di Stato». Viste le difficoltà il capogruppo del Pd, Stefano Lo Russo, propone di rinviare ancora la questione. Alla fine si vota, Democratici e Moderati si astengono, e la proposta viene bocciata. «Speriamo e ci auguriamo che questa sciagurata scelta possa essere dimenticata e si possano rimettere le lancette del tempo indietro. Non vogliamo credere che la Circoscrizione 5 e la Città non vogliano intitolare un ponte ad uomo che si è battuto per la verità e il contrasto alle Mafie vittima di un attentato», dicono Michele Curto e Marco Grimaldi di Sel. «Sulla intitolazione delle vie è necessaria la maggioranza più ampia possibile – sottolinea Lo Russo – per questo abbiamo proposto un rinvio. Piena disponibilità a riesaminare la questione».
È passata invece all´unanimità la proposta, avanzata da Lo Russo, di intitolare il nuovo sottopasso di corso Mortara all´ex ministro e leader della Dc, Carlo Donat-Cattin. A Marisa Bellisario, top manager, verrà dedicato il giardino in strada Altessano 130, mentre le Vittime delle Foibe saranno commemorare alla cascina Maletta, in strada delle Vallette. Il giardino di via Badini Gonfalonieri ricorderà il partigiano e parlamentare Ugo Pecchioli e a San Camillo De Lellis, patrono dei malati e degli ospedali, sarà intitolato il tratto di via dei Mercanti tra le vie Pietro Micca e Santa Teresa. Decise altre intitolazioni, tra cui l´attrice Anna Magnani e la scienziata Marie Curie, ma devono essere ancora individuate le strade.

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