Fresia Cea…”gracias a la vida”

mercoledì, marzo 7th, 2012

Sono tante le donne che scrivono a Fresia Cea, rivolgendosi direttamente a lei anche se è il suo funerale.

Nella chiesa un po’ sperduta nella campagna bolognese di Marano, lì dove c’è un prete che neanche sembra un prete e dove c’è una comunità che Fresia frequentava, si cantano le canzoni di Violeta Parra e Mercedes Sosa. E intanto vengono lette le lettere che arrivano dal Cile, dall’Argentina, dalla Spagna…Come Titti Almeida, Madri di Plaza de Mayo linea fundadora. O le donne di Temuco che la ricordano come fondatrice del loro centro di donne e che comunicano che sarà intotalata a lei Fresia la biblioteca del centro.

Fresia come i fiori gialli che Maria Paz, la figlia, è andata a cercare dai venditori di fiori a Bologna non senza ritrovarsi a discutere con un bengalese che di due piccoli mazzi gliene voleva vendere uno solo. Posizioni curiosa, alla fine però il bengalese ha capitolato, le fresie gialle sono ora tutte per questa donna che ne ha portato il nome e che nelle lettere è ricordata per com’era, luchadora ma anche dalla risata squillante, con un sogno di libertà e di parità da portare avanti.

Risuonano le parole di “Gracias a la vida” e di “Cambia todo cambia”, nella chiesa che sente la voce del cantante accompagnata da quella di molti presenti. Canta anche lei, Fresia , in una registrazione.

E’ il funerale che in punto di morte ha predisposto proprio lei, rivela il prete amico chje poi dirà messa. Le lettere, le canzoni, i ricordi, la funzione religiosa, e poi nella canonica una cena preparata dalle donne della comunità. Per Fresia Cea Villalobos, vedova di Omar Venturelli, madre di Maria Paz detta Pacita e di Victor avuto col suo nuovo compagno Maurizio. A Marano, dove la campagna emiliana brilla stasera sotto una luna quasi piena.

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3 Responses to Fresia Cea…”gracias a la vida”

  1. Isabella Casci Ceccacci in Castro says:

    Ho conosciuto Fresia tanti anni fà, ho condiviso con lei le sue passioni politiche, abbiamo manifestato e cantato insieme contro la dittatura di Pinochet e per la liberazione dei popoli di El Salvador e del Nicaragua. E’ stata la mia insegnante di spagnolo e spesso frequentavo la sua casa di San Donato dove abitava con David, il suo compagno chileno e con le sue meravigliose e bellissime figlie Pachita e Milly. Anni dopo, ho avuto la fortuna di conoscere anche Victor, grazie a MIilly che adorava il suo fratellino che finalmente riaveva con lei a Bologna. Volevo dare solo la mia testimonianza per ricordare che Fresia aveva tre figli meravigliosi e spiace che Milly sia stata cancellata dai suoi ricordi.

  2. Maddalena says:

    Ho conosciuto Fresia qualche anno fa (tramite il mio compagno Ivano, suo collega di lavoro ai tempi in cui lavorava alla Donini).
    Mi è stata subito simpatica. Indubbiamente una donna combattiva, affascinante, che diceva “pane al pane vino al vino”. Ho condiviso i suoi commenti a quei cattolici che non vivevano/vivono il vangelo di Cristo, infatti lei si dichiarava “cristiana”, ma non cattolica. Mi piaceva il suo modo di pensare.
    Ma, prima ancora di conoscere Fresia, circa vent’anni fa ho conosciuto Milly la “dada” di un mio carissimo alunno, Simon. Una ragazza dolce e disponibile, che, come ogni figlio, ha avuto “disaccordi” con la madre. La conoscevo come figlia di David. Qualche anno dopo ho saputo che era anche figlia di Fresia.
    Mi è spiaciuto molto non essere riuscita a far riconciliare Milly e Fresia, ma ho tanto sofferto durante tutta la cerimonia (dalle 17.30 alle 22.30) perché un pezzo di vita di Fresia era stato cancellato. Sono stata un po’ vigliacca, non mi sono sentita di intervenire durante la cerimonia, anche perché l’unica cosa che mi veniva da urlare era “Ma quanto siete cristiani? Non credo proprio che Cristo avrebbe condiviso l’operato di cancellazione di una vita (come un aborto, se non peggio), visto che diceva di perdonare “70 volte 7”!
    Come madre, chiedo scusa a Milly per non aver fatto qualcosa di più …

    • Maurizio Betti says:

      Prima di tutto voglio ringraziare Paolo per il bel articolo scritto che, a mio parere, rende molto bene lo spirito di quella cerimonia che Fresia stessa aveva abbozzato nei suoi ultimi giorni.
      Un funerale con la partecipazione della comunità con cui aveva condiviso questi anni del suo secondo esilio e chiaramente aperta a tutti coloro che volessero esserne parte. Una partecipazione segnata dalla parola, dal canto, dai messaggi di chiunque volesse ricordare e celebrare la vita, la vita di Fresia e dai messaggi che lei stessa aveva pensato per noi.

      la mia seconda osservazione sorge dopo aver letto i due commenti precedenti.
      Rispettando il diritto di chiunque a esprimere le proprie opinioni e comprendendo che sia Maddalena sia Isabella possano sentire, partendo dalle loro più o meno profonde e/o datate relazioni con Fresia, che non era presente una parte della storia di Fresia, cito testualmente: “un pezzo di vita di Fresia era stato cancellato” e “spiace che Milly sia stata cancellata dai suoi ricordi”.
      Posso solo assicurare che da parte mia e di chi ha pensato e voluto partecipare a quella cerimonia, cosi come ha voluto essere parte del percorso di malattia che ha portato fino alla morte di Fresia, non c’è mai stata intenzione alcuna di cancellare Millaray dalla sua storia.

      Sul perché Millaray non fosse presente al funerale, come non è stata presente in questi ultimi anni, preferisco non entrare in dettagli che non servono per ricordare Fresia e possono solo fare danno a chi non vuole essere coinvolta.

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