Noam Shalit: “E ora liberate Rossella Urru…”

giovedì, maggio 17th, 2012

Noam Shalit rimane molto colpito quando viene a sapere che lì in Campidoglio dove c’era fino all’ottobre scorso la foto di suo figlio Gilad oira c’è quella di un’altra persona sequestrata, Rossella Urru proprio da ottobre nelle mani di predoni del deserto legati ad AlQaeda. Noam Shalit di cui qui sotto allego l’articolo intervista per corriere.it è un uomo piuttosto straordinario. Socialista del Labour party israeliano ha annunciato che si sarebbe candidato per la Knesset, il Parlamento israeliano, alle prossime elezioni. Dovevano essere imminenti, ma un rimpasto di Netanyahu col centro di Kadima le ha ora rinviate, spostando più al centro però l’asse di un governo finora piuttosto di destra. Questo vuol dire che le possibilità per ritrovare un cammino di intesa in Medio Oriente migliorano? Noam Shalit è cauto, dice che starà a vedere. A Roma per una cerimonia di consegna della cittadinanza onoraria a suo figlio Gilad, Shalit padre eccolo qua:

“Grazie a nome della mia famiglia…grazie alla città di Roma, al sindaco, al Comune…”. Noam Shalit accompagnerà alle 20,45 di giovedì suo figlio Gilad sulla piazza del Campidoglio. Gilad Shalit, il giovane soldato israeliano liberato nello scorso ottobre dopo oltre cinque anni dall’inizio del suo sequestro per mano di un commando di Hamas, è a Roma per ricevere la cittadinanza onoraria. Ancora non del tutto ristabilito dalla lunga e drammatica prigionia è arrivato mercoledì sera con la madre Aviva e il padre Noam. Gilad Shalit non vuole rilasciare dichiarazioni. Lo fa al telefono il padre Noam, che si è impegnato a lungo per la sua liberazione. Durante il sequestro Noam Shalit che vive nella Galilea del nord, nel villaggio Mitzpe Hila a poca distanza dal confine col Libano, aveva innalzato sulla sua casa la bandiera di Israele e da lì ha animato la mobilitazione per liberare il figlio. Munito di un cellulare su cui era riuscito a immagazzinare vari numeri scovati corrispondenti alle utenze di capi di Hamas li ha tempestati di telefonate senza mai arrendersi. Poi in ottobre l’attesa liberazione di Giklad ha chiuso un tunnel durato cinque lunghi anni.

“Siamo felici di ritrovarci a Roma – spiega Noam Shalit -. Sono già venuto due volte, qua, la prima per la costituzione del “Comitato per Shalit” e poi una seconda volta. Il fatto che in Campidoglio sia stata esposta l’immagine del volto di mio figlio, durante la prigionia, è stato molto importante.  Abbiamo ricevuto solidarietà da varie città nel mondo, a Parigi è stata molto forte la mobilitazione del XVI arondissement. Ma Roma con questo atto si è distinta in modo particolare. Ricordo anche l’iniziativa di due anni fa al Colosseo, con la fiaccolata notturna. Insomma tutto questo, lo ripeto, ci ha aiutato molto e fatto sentire meno soli”. Noam Shalit ha appreso che nello stesso posto in cui fino a metà ottobre campeggiava il volto di  Gilad ora c’è la foto di una giovane volontaria italiana, Rossella Orru, sequestrata nel Sahara proprio quando veniva liberato suo figlio. La circostanza lo ha colpito e dice: “Mi dispiace per questa giovane. Noi chiediamo libertà per tutti i prigionieri e i sequestrati, militari o civili che siano…”.

“Un primo passo verso la pace”. La frase pronunciata da Gilad Shalit al momento del rilascio è una frase che sta a cuore anche al padre Noam. Che dice: “Sì, liberare mio figlio è stato un primo passo verso la pace. Dobbiamo arrivare a una pace in Medio Oriente. E la soluzione è quella di due stati e due popoli. Non c’è altra soluzione possibile. Ora in Israele il governo si è allargato con dentro Kadima. Staremo a vedere. Vogliono promuovere la pace? Finora, in passato, abbiamo assistito a dichiarazioni mon seguite da atti corrispondenti. Israele ha bisogno di trovare la pace”.  Gli Shalit resteranno a Roma ancora alcuni giorni e Gilad ha espresso il desiderio di assistere ad alcune gare sportive, di tennis e calcio. Intanto Gilad, Aviva e Noam – una famiglia tornata a sorridere- si apprestano a  partecipare alla cerimonia sul piazzale del Campidoglio. Da lì Gilad ringrazierà stasera Roma.

Paolo Brogi

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4 Responses to Noam Shalit: “E ora liberate Rossella Urru…”

  1. Francesca… Raffaella…. Ma è ROSSELLA!!!!!!

  2. E anche il cognome è URRU!!!!!!

  3. Alessandra says:

    Credo che postare un articolo in cui si sbaglia il cognome della persona citata sia piuttosto da dilettanti. Meglio non parlare di certe cose se non si ha l’adeguata preparazione. E’ piuttosto un insulto alla famiglia che attende sue notizie.

  4. Rossella Orru. Non c’è niente da fare. SI CHIAMA ROSSELLA URRU!!!!!!!!

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