La turista e la violenza subita. La Procura spazza via le ricostruzioni di comodo. Pessima figura dei cronisti
venerdì, luglio 13th, 2012E per fortuna c’è una Procura della Repubblica presieduta da Pignatone. Per ore ed ore a Roma c’è chi, Campidoglio in prima persona, ha voluto risolvere la violenza sessuale ai danni della giovane ragazza australiana come la conseguenza quasi ovvia di un rapporto consenziente.
Il fatto che una ragazza si trascini per trecento metri perdendo sangue con una grave emorragia in corso, nel cuore della città e a due passi dalla Stazione Termini, evidentemente diventa secondario ed è stato oscurato dal cosiddetto rapporto consenziente.
Evidentemente a qualcuno, Campidoglio in primis, è stato più a cuore l’immagine della città che non la sorte di questa ragazza, una turista della città.
Trovo vergognoso che questa ricostruzione, spazzata via ora dalla decisione della Procura della repubblica, sia stata “subita” pronamente dai media.
Trovo vergognoso che i cronisti che l’hanno accreditata, perché questo usciva dalle fonti ufficiali, abbiano scritto di conseguenza senza sollevare in pratica critiche di sorta.
Vorrei vedere se fosse capitato a loro sorella, seppure un po’ alticcia, che cosa avrebbero scritto e detto.
Vergogna. Una pagina nera per l’informazione a Roma.
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La tua nota pone in evidenza come ancora si cerchi di trovare giustificazione alla “violenza sulle donne” e la questione è ancora più preoccupante quando a trovare le giustificazioni sono coloro che dovrebbero aprire le porte dell’informazione, segno che sulle nostre, non solo italiana ovviamente, società occorre ancora lavorare per togliere gli schermi di una cultura medievale che ancora ci portiamo dietro. La violenza sulle donne viene perpetrata in tutto il mondo a volte mascherata da usanze e regole , sociali o religione, a volte dai fumi dell’alcol a volte dai muri della casa. Non esiste la violenza “senza alcun motivo” esiste ancora lo zoccolo duro a rimuovere nella mentalità degli uomini che la violenza sulle donne non è un diritto bensì è un delitto.
Andrea