Prevedere con certezza i terremoti, no. Ma studiare un po’ meglio le aree a partire dalle manifestazioni geotermiche sì…

lunedì, ottobre 22nd, 2012

Vulcanologi e grandi esperti di sismologia non si fascino il capo. Invece di continuare a trattare la colazione come minus habens a cui non si possono dire le cose altrimenti scatta il panico facciano meglio il loro mestiere.

Fa bene ad esempio l?ing col Comune di Napoli a trivellare ai Campi Flegrei nella caldera, per capire parecchie cose compreso aver un termometro in più su quello che si muove là sotto.

Esistono oggi sistemi a fibre ottiche in grado di intercettare i movimenti strani del sottosuolo.

In Emilia lo scontro delle zolle era noto da tempo e uno dei punti segnalati dai sismologi – vedi il post su questo blog, relativo a studi pubblicati e non presi in considerazione da nessuno – indicava Mirandola nel modenese.

Insomma, non facciamo i furbi. I terremoti non si possono prevedere? Sì ma se mi preparo con i sistemi più avanzati a intercettare l’intercettabile, se studio un po’ meglio le manifestazioni geotermiche e le monitorizzo ecc ecc forse qualcosa di più si riesce a sapere.

Tra tutto e nulla c’è di mezzo un bel po’.

Che la condanna ai grandi commis di stato serva dunque a qualcosa.

Ad esempio che serva a far fare qualcosa ai dirigenti delle aree più preoccupanti dal punto di vista sismico e vulcanico, Campania e Sicilia. Tanto per cominciare.

Glu ululati pro Boschi e Barberi, francamente, meglio non farli sentire ai parenti delle vittime.

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