Germania-Italia, 0-700.000

venerdì, novembre 23rd, 2012

Faccia a faccia italo-tedesco alla Farnesina il 28 novembre sul contenzioso degli “schiavi di guerra”, i 700 mila italiani deportati in Germania per i quali è negato ogni risarcimento. Qui di seguito ripoorto la lettera dell’avvocato Joachim Lau che da anni si dedica a questo contenzioso irrisolto.

Egr. Giornalisti, cari amici                                                                            TALLA , 11.11.12

Per il 28 novembre 2012 “ durante un evento pubblico per la stampa al ministero degli esteri a Roma è prevista la presentazione della relazione conclusiva della commissione degli storici tedesca – italiana.   Saranno presenti il ministro degli esteri tedesco ed italiano. Questo evento, anche se non inteso probabilmente in questo senso dagli organizzatori va visto in connessione con la questione delle richieste di risarcimento danno da parte dei lavoratori coatti della seconda guerra mondiale nei confronti dello stato tedesco.  Dopo anni ed anni di processi la questione sembra aver  trovato la sua conclusione nel diniego definitivo da parte della Germania di pagare il dovuto con l´argomento che il diritto di un Stato all´immunità sussiste  anche nel  caso in cui questo commetta dei gravi crimini contro l´umanità e che sia superiore al diritto delle vittime di questi crimini ad ottenere il risarcimento come invece era stato confermato dalla Magistratura Italiana .

Di comune consenso ed in base ad un’esposizione selezionata dei fatti storici e giuridici  dalle parti il governo tedesco ed italiano  in 2008 avevano iniziato una causa dinanzi alla Corte Internazionale  – senza  la partecipazione nemmeno indiretta degli interessati – per  censurare i giudici italiani.

Purtroppo ma  non imprevedibile  la Corte Internazionale con la sentenza del 3.02.2012 ha confermato il principio invocato dalla Germania vanificando le tante battaglie legali e gli alti principi esposti dalla Suprema Corte di Cassazione italiana che aveva ritenuto prioritari i diritti fondamentali dell’uomo rispetto al diritto all’immunità e impunità degli Stati.

Il ribaltamento del principio esposto dalla Suprema Corte italiana, da parte della Corte Internazionale ha degli effetti non solo limitati ai lavoratori coatti della seconda guerra mondiale ma nega anche il diritto individuale al risarcimento  alle vittime delle stragi delle Fosse Ardeatine, di Sant’anna di Stazzema, etc.. e rappresenta al livello mondiale un arretramento, se non un definitivo abbandono della  cultura giuridica sulla tutela dei diritti fondamentali  e del principio della responsabilità dello stato per le sue  gravi violazioni  del diritto dell`uomo.

Per questo motivo sarebbe auspicabile  se, in occasione della relazione conclusiva della commissione degli storici italo-tedeschi, l’argomento del risarcimento delle vittime dei crimini contro l’umanità non venga dimenticato e che dalla stampa presente a questo evento arrivassero dei commenti  anche critici su tale aspetto.

Cordiali saluti

Avv. Joachim Lau

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