L’assessore Varvazzo si dimette per il marito indagato: ma chi l’aveva rifilata a Zingaretti? Perché Zingaretti non ha scelto Cecchini o Touadì?

venerdì, aprile 5th, 2013

Brutta partenza per Zingaretti e la sua giunta: il viceprefetto Paola Varvazzo (assessore alle Politiche sociali) si è dimessa oggi perché ha il marito indagato per una tangente. Ahi ahi. Ma chi aveva rifilato questo assessore a Zingaretti? Mi risulta che neanche la conoscesse, così come il mondo dell’associazioinismo che si occupa di immigrati. Paola Varvazzo in prefettura si è occupata di aspetti amministrativi, non certo di impegni concreti sul campo. Perché Zingaretti non si è rivolto al vasto mondo dell’associazionismo (Dall’Arci a Capodarco ecc ecc) e invece si è ritrovato con un viceprefetto? Perché non coinvolgere Claudio Cecchini o Jean Léonard Touadì? Mistero C’è chi vi vede la mano di esponenti della cosiddetta Margherita. La conseguenza è questo primo incidente che mostra (fermo restando che sarà l’inchiesta giudiziaria a dire l’ultima sul marito della Varvazzo) le ragioni piccine delle scelte del centrosinistra.

Regione, si dimette l’assessore Varvazzo
dopo le accuse di concussione al marito

Paola Varvazzo è stata chiamata dal governatore ad occuparsi delle Politiche sociali. Stamane la notizia che il coniuge è iscritto nel registro degli indagati della procura di Roma: funzionario delle dogane, avrebbe preteso una tangente. La lettera a Zingaretti e la sua risposta.

Ha rassegnato le dimissioni l’assessore regionale alle Politiche sociali Paola Varvazzo, dopo che suo marito è stato indagato per concussione dalla Procura di Roma.

Si tratta di Marzio Micucci, funzionario dell’ufficio delle dogane, accusato di aver preteso una tangente al fine di intercedere presso uffici regionali per velocizzare il pagamento di alcune fatture della pubblica amministrazione nei confronti di un’azienda.

L’imprenditore titolare della ditta ha denunciato l’episodio ai carabinieri alcuni mesi fa e le accuse sono state poi ribadite al pubblico ministero Erminio Amelio che ha iscritto Micucci nel registro degli indagati. Il pm ha ascoltato anche diversi testimoni come il titolare dell’azienda e alcuni impiegati, che hanno confermato come il funzionario delle dogane nel settembre scorso avesse preteso una tangente di trentamila euro per sbloccare il pagamento delle fatture che ammontava a circa novecentomila euro.

LA GIUNTA “ROSA” DI ZINGARETTI

La somma chiesta per la sua intercessione, secondo quanto emerso dall’inchiesta, non sarebbe mai stata versata. Tutti gli accertamenti sono stati compiuti dai carabinieri di Fiumicino che nel corso delle indagini, coordinate dalla procura di Roma, hanno anche eseguito diverse perquisizioni nell’abitazione romana di Micucci, nel suo ufficio presso l’agenzie delle ogane all’Eur e nel suo studio al Torrino.

Paola Varvazzo, chiamata dal neogovernatore della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, a guidare l’assessorato alle Politiche sociali il 20 marzo scorso, è vice prefetto aggiunto. Per anni ha incentrato la propria attività all’interno dell’amministrazione pubblica sui temi dei diritti civili, cittadinanza, condizione giuridica dello straniero, immigrazione e diritto d’asilo.

Paola Varvazzo ha inviato a Zingaretti una lettera in cui annuncia le proprie dimissioni. Di seguito la lettera dell’assessore Varvazzo e la risposta del presidente Zingaretti.

“Apprendo con rammarico, dalle agenzie di stampa, che la vicenda privata di mio marito ha assunto un rilievo mediatico e pubblico, in seguito agli eventi delle ultime ore. Sono sicura che in tutte le sedi si dimostrerà l’innocenza del mio consorte e che tutto si risolverà in una bolla di sapone. Tuttavia, consapevole dell’importanza e della delicatezza del ruolo che ho assunto, solamente lo scorso 21 marzo, nella tua Giunta, e desiderosa di proteggere il mio profilo di servitrice delle Istituzioni ma, soprattutto, la tua esperienza di governo appena avviata da qualsiasi polemica o speculazione, ritengo opportuno rimettere nelle tue mani con effetto immediato il mio mandato di assessore”, scrive Varvazzo.

“Ho ricevuto la lettera in cui mi comunichi la tua decisione di rassegnare le dimissioni da assessore.
Comprendo, con rammarico, le ragioni di una scelta che dimostra la tua sensibilità e il tuo profondo rispetto per le Istituzioni. Ti ringrazio per questo atto di responsabilità, a tutela del tuo profilo professionale e della nostra esperienza di governo, e sono certo che, come da te sottolineato, questa vicenda potrà risolversi in modo rapido e completo sul piano giudiziario”, ha risposto Zingaretti.

(05 aprile 2013)

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One Response to L’assessore Varvazzo si dimette per il marito indagato: ma chi l’aveva rifilata a Zingaretti? Perché Zingaretti non ha scelto Cecchini o Touadì?

  1. Irene Giacobbe says:

    L’ASSESSORE , è ovviamente una ASSESSORA , poichè nel resto dell’articolo con grave spregio di grammatica italiana e sintassi si parla del “Marito” della stessa, si declinano al femminile gli aggettivi qulificativi e poichè l’italiano non prevede il neutro si può sempre dire che la stessa ricopriva la “carica di” prefetto … studiate prima di scrivere assurdità in italiano cari/e colleghe/i ….

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