Un nuovo intervento su Pasolini – Frocio e basta – per denunciare l’acquiescenza degli intellettuali italiani. E l’inchiesta? E perché il Pm non ha ancora sentito Misha Bessendorf?

martedì, aprile 16th, 2013

Pasolini. Colgo l’occasione di questo libro in cui Carla Benedetti e Giovanni Giovanetti tornano a denunciare il modo con cui molti cercando di chiudere il delitto Pisolini come un delitto tra “froci”. Ed è l’occasine per chiedersi anche dove andrà a finire l’inchiesta che il Pm Francesco Minisci ha riaperto da un po’ di tempo e di cui non si sa più nulla. In particolare mi chiedo perché mai il Pm non abbia ritenuto opportuno “sentire” Misha Bessendorf, il testimone di quella notte di cui ho pubblicato su corriere-roma l’intervista pochi mesi fa e per il quale il Pm mi ha chiesto conto attraverso la polizia giudiziaria (i carabinieri del reparto operativo). Finora infatti Bessendorf, che risiede a New York, non mi risulta sia stato sentito. Il Pm sente me e non lui, curioso no?

Ecco qui di seguito l’annuncio della presentazione oggi a Roma del libro “Frocio e basta”.

FROCIO E BASTA

(Effigie, 2012)

con Walter Veltroni

Gianni Borgna, Claudio Marincola

e gli autori Carla Benedetti e Giovanni Giovannetti

Martedì 16 aprile ore 18

Casa del Cinema

L.go Marcello Mastroianni Roma

Sulla versione ufficiale dell’omicidio di Pasolini si è ricamato per

anni con pochi scrupoli di verità. A pochi venne il dubbio che quel

traballante e contraddittorio scenario sessuale, fosse una

messinscena per coprire un altro tipo di delitto. Perché una parte

della cultura e del movimento gay in Italia si è fatta complice

involontaria di un depistaggio durato quasi quarant’anni?

Il brutale massacro di Pasolini (1975) resta uno dei buchi neri

della notte repubblicana. Così come l’assassinio di Enrico Mattei

(1962) o del giornalista Mauro De Mauro (1969). Pasolini e De

Mauro muoiono forse per la stessa ragione, perché troppo vicini

alla verità sull’omicidio di Mattei, che si preparavano a divulgare

accusando Eugenio Cefis, successore di Mattei alla presidenza

dell’Eni e fondatore della P2. Di Cefis Pasolini fa un personaggio

centrale del suo incompiuto romanzo Petrolio. In lui vede la

«mutazione antropologica della classe dominante», quel nuovo

Potere finanziario che avrebbe portato alla cattiva società cetuale di oggi, «in un Paese orribilmente sporco».

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