Ipocrisia. Tutti addosso a Becchi per aver evocato i fucili. E quando lo diceva e ripeteva Bossi?

giovedì, maggio 2nd, 2013

Stasera processo da Santoro al professor Paolo Becchi (Cinquestelle)  per una frase che ha lasciato andare nel programma satireggiante “La zanzara” sulla possibilità di arrivare ai fucili in Italia (“non lamentiamoci poi se qualcuno prenderà il fucile visto che abbiamo messo un altro banchoiere all’economia”).

L’ipocrisia regna sovrana. Senzaa particolari simpatie per Becchi e i cinquestelle bisognerebbe ricordarsi di ciò che è appena stato.

Umberto Bossi, ad esempio.

26 agosto 2007: “«Finora gli è andata bene. Noi padani pagavamo e non abbiamo mai tirato fuori il fucile, ma c’è sempre una prima volta».

6 aprile 2007: “”Se non cambiano le schede la lega imbraccerà i fucili” –

7 aprile 2008: “Imbracciare il fucile e andare a prendere la carogna centralista…”.

8 aprile 2008: “Avremo tutti il mitragliatore in mano e sarà un piacere portarmene un po’ all’altro mondo…”

7 dicembre 2012: “…«A meno che non decidiamo di tirar fuori i fucili, di non venire più a Roma e di passare a mezzi più espliciti e rumorosi».

In precedenza Bossi aveva anche parlato di «300 mila uomini armati pronti a marciare su Roma» e di proiettili per i giudici «che dalle nostre parti costano solo 300 lire».

E nel 2003, da ministro del governo Berlusconi, aveva criticato il suo collega Pisanu per la gestione del problema degli sbarchi di clandestini dicendo di voler «sentire il rombo dei cannoni», ovvero gli abbattimenti forzati delle imbarcazioni con cui gli immigrati giungono sulle coste italiane.

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