La rabbia ai Castelli che ha impedito il funerale di Priebke e i loro caduti alle Fosse Ardeatine

mercoledì, ottobre 16th, 2013

Ialuana Sebastiano fu arrestato in una vigna a Velletri, dove era riparato dopo l’8 settembre. Il padrone del vigneto nascondeva inglesi. Così Ialuana, che aspettava la Liberazione per tornare in Sicilia, è finito alle Fosse Ardeatine, dove ha condiviso la sorte con molte altre vittime che venivano dai Castelli Romani. Ad Albano è tornata ieri la memoria vivida di questo tributo di sangue che non si dimentica. Nel sacrario delle Fosse Ardeatine sono molti i caduti che vengono da paesi come Genzano, Velletri o Montecompatri.

Erano infatti di Genzano Sebastiano Silvestri, arrestato perché dava ospitalità ai soldati alleati sbandati, Vittorio Buttaroni che a Roma poi era impegnato in azioni antinaziste all’Aurelio, il bracciante Ivano Scarioli. Mentre Ettore Ronconi, sempre di Genzano, era stato arrestato il 23 marzo subito dopo l’attentato a via Rasella perché si trovava in zona, in via del Boccaccio.

Di Velletri erano invece i fratelli Italo e Spartaco Pula: erano stati arrestati il 12 gennaio del ’44, appartenevano a bande partigiane. Così come lo era il più noto dei partigiani dei Castelli, Marco Moscati, la cui salma è stata identificata nel sacrario delle Fosse Ardeatine solo pochi anni fa. Velletrani erano anche i fratelli Augusto e Pio Moretti, contadini, arrestati il 7 marzo del ’44 nella loro abitazione e portati a Regina Coeli. Stava per recarsi da Roma nella natia Velletri l’azionista Edmondo Fondi, commerciante, quando la sua attività di collegamento nella resistenza fu bloccata dalle Ss italiane.

Di Labico era invece il capitano dei carabinieri Raffaele Aversa catturato in casa di Frignani, l’ufficiale che aveva arrestato Mussolini. Un altro carabiniere, Giuseppe D’amico, aveva messo in piedi nella sua Genazzano la banda partigiana che prendeva nome da lui. Da Zagarolo proveniva poi Antonio Fabrini, idraulico, torturato a via Tasso prima di morire alle Ardeatine. Infine il calzolaio Mario Intreccialagli, di Montecompatri: fu portato nella Pensione Oltremare della Banda Koch, subì supplizi vari prima di raggiungere le altre vittime alle Fosse Ardeatine.

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