La grande battaglia di Tor Marancia. Dopo l’intervento della magistratura, le incertezze di Italia Nostra e dell’VIII Municipio. Altro che opere provvisionali mal fatte. Il bubbone resta lo sproposito chiamato I-60, la grande madre di tutte le compensazioni edilizie a Roma

martedì, novembre 26th, 2013

Che cosa succede tra Tor Marancia e Grotta Perfetta?

La magistratura ha appena sequestrato una serie di interventi – parcheggi, parco giochi, pista ciclabile ecc – nel Parco dell’Appia legati al megaprogetto “ palazzinaro” I-60, che nel suo cuore – 32 palazzine da quattro ad otto piani – è formalmente fuori del parco, in una posizione di adiacenza al Parco dell’Appia.

Ad essere “bloccate” al momento sono dunque le cosiddette opere provvisionali, varate dall’assessorato all’urbanistica del Comune nel 2011, sotto Alemanno sindaco, Corsini assessore.

Ora la magistratura attraverso il Corpo forestale dello Stato le ha “bloccate” perché costituiscono uno scempio dell’ambiente naturale. Questa l’accusa.

Bloccandole il gip ha di fatto riacceso i riflettori anche sull’opera primaria che ha determinato quelle opere e che da quest’altra parte di via di Grottaperfetta è fuori dal parco dell’Appia Antica.

Le 32 palazzine (alte dai 4 agli otto piani) del megainsediamento che interessa i costruttori Mezzaroma, Parnasi, Associazione italiana casa (cooperativa di area Pd), Carlino (legato a Caltagirone e a Berlusconi). furono approvate sotto la giunta Veltroni nel 2003.

Il ritrovamento successivo nell’area destinata all’insediamento di un complesso di reperti archeologici – una villa, una necropoli e un lungo tratto di strada in basolato – ha poi ulteriormente complicato la situazione. I resti sono stati poi ricoperti dalla Sovrintendenza, che come al solito non ha quasi mai i mezzi per “valorizzare” ciò che viene riportato alla luce e quindi in ragione della “tutela” che la legge le impone torna a sotterrare inesorabilmente i ritrovamenti a futura memoria. La colpa non è tanto della Sovrintendenza, depauperata di uomini e mezzi, ma deigoverni che non forniscono gli strumenti adeguati (sotto, nella foto, la strada romana in basolato che è stata ricoperta di terra insiemne alkla villa romana adiacente)

Ma qual è dunque il problema del megaprogetto, di cui le opere provvisionali sequestrate dal gip costituiscono l’addentellato?

E’ innanzitutto di essere “figlio” del duro scontro degli anni ’90 su Tor Marancia quando la grande colata di cemento sotto Rutelli sindaco fu impedita e fu riaffermato il valore strategico del parco di Tor Marancia, un’area più grande di Villa Borghese e di Villa Doria Pamphili che sono a tutt’oggi i primi due parchi di Roma. Da quell’impedimento nacquero però le prime grandi “compensazioni” che hanno concesso ai palazzinari coinvolti quattro volte tanto di cemento (4,8 milioni di metri cubi) da sversare in altri siti delle periferie: I-60 è una di queste conseguenze, la più grande e vorace. Gli stessi costruttori che poi hanno elaborato questo insediamento sovradimensionato – 32 palazzi in gran parte a otto piani, qualcosa tra l’altro di non facilmente vendibile, che interverrà con la sua nuova popolazione su una strada consolare come l’Ardeatina già in perenne crisi da traffico aumentato esponenzialmente negli ultimi anni – non mostrano più la soddisfazione d’un tempo.

E quindi che cosa si verifica dopo l’intervento della magistratura?

Il primo fenomeno è quello di non veder gioire per l’intervento della magistratura realtà che si sperava posizionate diversamente.

Subito dopo l’intervento della magistratura rappresentanti di Italia Nostra e l’VIII Municipio si sono affrettati a convocare una conferenza stampa in cui più volte sono risuonate frasi tipo “la magistratura faccia presto”. “Il Municipio chiede indagini rapide e scrupolose”, ha riassunto un giornale online. Non solo: è stata rivendicata la Convenzione firmata dall’assessore Corsini come la Stella Polare del tutto. Insomma non solo ci si dimentica come e da dove nasca quella Convenzione, ma si mostra disappunto per un intervento che invece finalmente ha dato una risposta a esposti presentati dai cittadini.

Va ricordato infatti che su I-60 il Comitato Ballarin ha condotto una battaglia e che a suo tempo il senatore Pedica (Idv) presentò interrogazioni ed esposti raccogliendo il punto di vista dei cittadini.

E allora, verrebbe da chiedersi rispetto a Italia Nostra e all’VIII Municipio, che cosa significa tutta questa richiesta di agire in fretta, se non la malcelata intenzione di procedere così come stabilito dalle precedenti amministrazioni. Non so quali siano al momento le posizioni degli assessori comunali all’urbanistica e all’ambiente, Caudo e Marino (Estella).

Quello che si capisce è però che finalmente in questa annosa controversia legata a Tor Marancia è stato effettuato un intervento della magistratura che – si spera – dovrebbe contribuire a far riposizionare la situazione che non è a quanto pare fuori misura solo per le opere provvisionali nel Parco dell’Appia Antica ma lo resta anche di fatto per l’eco-mostro che per fortuna non è ancora sorto dall’altra parete della via di Grotta Perfetta nell’agro romano. E che il famigerato Piano Casa della Regione intenderebbe peraltro aggravare.

Tutti dicono oggi, almeno lo hanno detto e ripetuto in campagna elettorale, basta cemento nell’agro. Lo ha ripetuto più volte anche Zingaretti, lo ha detto Marino, lo dice Sel, poi però si scopre che invece non sarà esattamente così, in ogni caso non lo è per l’I-60 che comunque la si voglia mettere resta un intervento urbanistico senza senso, un eccesso, uno sproposito. E’ un’eredità del passato? Diciamo che è un frutto avvelenato.

In ogni caso a favore dell’VIII Municipio si rileva che il suo assessore Massimiliano Mozzi si è dichiarato nel corso dell’incontro citato “rammaricato ed anche indignato perché l’assessore all’urbanistica Caudo avrebbe dovuto chiarire tutti gli aspetti di quella Convenzione nominando una Commissione di Vigilanza che più volte ho chiesto personalmente. Noi, come Municipio non abbiamo la possibilità di vigliare quel cantiere, fino a quando non ci sarà consegnato”.

Da parte sua poi il presidente dell’VIII Andrea Catarci dopo aver ricordato che il parco è costato a Roma ben 4 milioni e 800mila metri cubi di compensazioni, una parte delle quali gli si trovano di fronte, ha chiesto alla magistratura la stessa attenzione che si è rivolta al parco di Tor  Marancia, anche per la questione dell’I 60. “E lo facciamo da tempo visto che già da quest’estate il nostro Municipio – ha concluso Catarci – ha presentato una denuncia in Procura relativamente all’abbattimento dei casali presenti  nell’area e per i quali anche il Movimento Cinque Stelle, a settembre, ha presentato un’interrogazione all’assessore comunale competente”.

Infine i rilievi dei cittadini: durante l’incontro all’VIII Municipio Giovanna Arcangeli,  portavoce dello Sportello per il Disagio Abitativo, e Giuseppina Granito, del Coordinamento Stop I-60, hanno teso a sottolineare come, a loro avviso, tutta quella fretta invocata per l’intervento della magistratura non sia auspicabile. “Non è vero che i cittadini stiano aspettando con il fiato sul collo questo parco – ha ricordato Arcangeli  –  che sarà finito tra molti anni e sarà fruito solo in minima parte, come ci è stato detto nei tre incontri all’Urban Center. Tutta questa fretta verso la magistratura, non c’è. I lavori vanno fatti con calma, perché quella è un’area archeologica e come tale è stata sventrata”.

In conclusione: tra Tor Marancia e Grotta Perfetta grazie a un Gip e all’intervento della Forestale come Polizia giudiziaria sono stati riaccesi i riflettori su uno scempio che dai parcheggi e da altre opere provvisionali contestate (per il modo con cui sono state fatte) può ricondurre allo scempio ancora peggiore che si chiama I-60. Su, coraggio, diamo una mano ai costruttori che da tempo si sono pentiti di aver chiesto così tanti metri cubi in compensazione? A chi volete che vendano le loro esagerate costruzioni a otto piani? Non è l’ora di pensare a decongestionare quella povera strada già oggi così intasata che è l’Ardeatina ?

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  1. giusy says:

    i cittadini hanno votato il sindaco Marino perché a Roma ci fosse una svolta rispetto al passato; gli stessi cittadini attendono un segnale in tal senso, che non sia soltanto Foro romano e centro città. L’archeologia periferica, specie quella inserita nel contesto dell’Appia antica, merita tutta l’attenzione delle istituzioni, delle forze culturali e sociali perché diventi valore aggiunto per la comunità

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