Quando Kennedy definiva leggendario Hitler e riteneva il fascismo in Italia la cosa giusta

sabato, novembre 23rd, 2013

Il libro sugli apprezzamenti di John Fitzgerald Kennedy sul nazismo e sul fascismo è uscito in Germania nello scorso maggio. Non senza clamore. L’ha scritto lo storico tedesco Oliver Lubrich e s’intitola “John F. Kennedy – Unter Deutschen. Reisetagebücher und Briefe 1937-1945”. Aufbau Verlag, Berlin 2013, 256 Seiten. Insomma “John Kennedy. Fra i tedeschi. Diari di viaggio e lettere 1937-1945″ .

In Italia non è stato ancora pubblicato.

In questi giorni di solenni rivisitazioni per il mitico Kennedy forse bisognerebbe trovare un po’ di spazio anche per queste annotazioni dell’anteguerra in cui il giovane Kennedy diceva pure che il fascismo era la cosa giusta per l’Italia. Imbarazzante? Certamente. Ma ecco un articolo uscito su Lettera 43 (sotto JfK in viaggio per l’Europa con l’amico Ossie).

Adolf Hitler secondo John Fitzgerald Kennedy? «Era fatto della stoffa di cui sono fatte le leggende». Le parole di quello che divenne uno dei più famosi presidenti americani sono state scritte in appunti e lettere da un ancora giovanissimo Jfk, che raccontano il suo viaggio in Europa. Una testimonianza che risale a un periodo ampio, a cavallo della Seconda Guerra mondiale, raccolta in un libro.
«AVEVA QUALCOSA DI MISTERIOSO». Che svela come il futuro presidente Usa – che aveva visitato Italia, Germania, Polonia e Francia, fra il 1937 e il 1945 – fosse affascinato dalle dittature europee. Soprattutto da quella del Führer.
Di prossima uscita in Germania, il volume di Oliver Lubrichd è intitolato John Kennedy. Fra i tedeschi. Diari e lettere 1937-45. Sul quotidiano tedesco Frankfurte Allgemeine Zeitung giovedì 16 maggio sono comparsi ampi stralci dell’entusiasmo giovanile di Kennedy per i tedeschi e per la Germania di Hitler.
FASCISMO GIUSTO PER ROMA E BERLINO. È nell’annotazione del 3 agosto 1937, targata Milano-Piacenza, che Jfk sembra approvare i regimi di Mussolini e Hitler. «Dormito a lungo, e con un Tour dell’American-Express arrivato a Milano. Bella cattedrale, una delle più grandi del mondo. Letto Gunther e arrivo alla conclusione che il fascismo sia la cosa giusta per Germania e Italia, il comunismo per la Russia, e la democrazia per gli Stati Uniti d’America».
A Monaco, il 18 agosto, si imbattè in un «grande fan di Hitler»: «Non vi è alcun dubbio», annotò, «che questi dittatori nei loro Paesi, grazie alle loro efficaci propagande, siano più amati che fuori. I tedeschi sono davvero troppo bravi. Perciò ci si mette tutti assieme contro di loro, per proteggersi».
AFFASCINATO DA ADOLF HITLER. Parrticolarmente suggestivo è il passaggio annotato l’1 agosto del 1945 a proposito del Fürher. «L’illimitata ambizione per il suo Paese lo ha reso una minaccia per la pace nel mondo, eppure aveva qualcosa di mistrerioso nel suo modo di vivere e nel suo modo di morire, che gli sopravviverà e che crescerà. Era della stoffa di cui sono fatte le leggende».
«Fa un effetto sconcertante», è stato il commento di Lubrich. Lo studioso è però convinto che Kennedy non provasse ammirazione per il dittatore nazista: «Non credo che Kennedy ammirasse Hitler, e soprattutto non la sua politica. Più che altro ci si trova qui di fronte a quella che Susan Sontag ha descritto come ‘fascinazione del fascismo’. Jfk tenta di capire questa fascinazione, che Hitler evidentemente continuava a emanare».

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