Taniuzza disoccupata calabra scrive a Renzi sulle pensioni

domenica, novembre 10th, 2013

Riprendo da questo blog di Taniuzza Calabra la lettera aperta a Matteo Renzi. Riguarda la pensioni di reversibilità, su cui Renzi non ha mostrato grande intelligenza.

Ecco cosa ha scritto TaniuzzaCalabra (cioè Tania Ruffa, disoccupata) nel suo blog Il fantastico mondo di TaniuzzaCalabra

8 novembre 2013

Lettera aperta a @matteorenzi: #Pensione di reversibilità, solidarietà ed ultimi.

Strano che chi si professa di centrosinistra e pure cattolico dichiara, nella trasmissione di Santoro “ Servizio Pubblico” di essere contro la pensione di reversibilità.

Cerchiamo di fare chiarezza.

La pensione scaturisce da un versamento contributivo trattenuto sulla busta paga dei lavoratori, con il patto tra Stato e cittadini, regolato dalle leggi, che dia sostentamento nei momenti della vita critici e di bisogno.

Nella vecchiaia perché non si ha la forza di lavorare o, nella malattia.

Il versamento è come un’assicurazione , lo Stato OBBLIGA i cittadini al versamento.

Uno Stato serio se obbliga il cittadino deve rispettare i patti, sennò si profila l’appropriazione indebita, oppure , nel caso contrario si deve togliere l’obbligatorietà, ma questo significherebbe oltre che privatizzare la previdenza (discorso più di destra che di sinistra), far saltare l’architettura del nostro sistema previdenziale e lo stato sociale stesso. Le pensioni si sostengono ancora sul pagamento dei contributi di chi ancora lavora, senza obbligatorietà come si pagherebbero le pensioni?

Riguardo allo specifico delle pensioni di reversibilità, una vedova (i beneficiari sono a maggioranza donne), che magari non lavora ed era sostenuta dallo stipendio del marito, in caso di morte, dopo che lo Stato ha regolarmente trattenuto sulla busta paga i contributi, con il patto cui dicevo prima, non riconosce il diritto di avere ciò che il coniuge ha versato, che Stato è?

Dovrebbe come minimo tornare alla vedova i contributi versati per gli anni lavorati, con gli interessi legali e la rivalutazione monetaria e dargliele una tantum, e lo stesso dovrebbe fare col datore di lavoro che versa circa il 34% mensile sulla busta paga come monte contributivo, sennò sarebbe uno Stato disonesto, paramafioso.

Alla vedova vi ricordo che spetta il 60% della pensione che spetterebbe al marito se fosse rimasto in vita, quindi una famiglia si troverebbe col 40% in meno di reddito già con le leggi vigenti, se non ha figli minorenni o studenti fino ad un massimo di 26 anni di età e se nel corso legale di laurea.

Una vedova con figli maggiorenni, universitari fuori corso o maggiori di 26 anni, magari disoccupati o precari, si trova di  colpo il 40% in meno di entrate, aggiungiamo dramma al dramma. Uno Stato che nei momenti di difficoltà della vita non aiuta i propri cittadini (con soldi che loro stessi hanno versato) è uno Stato barbaro. Il discorso cambia col sistema contributivo ma andrà a regime tra decenni . Noi giovani avremo pensioni da fame verso i 70 anni di età, bisogna rivederlo specie sulle rivalutazioni.

Dov’è la solidarietà, la tutela degli ultimi? la maggioranza delle pensioni di reversibilità sono pensioni al minimo o poco più, intorno i 500 euro mensili, ma se fossero superiori sono sempre frutto di trattenute e versamenti, non sono un regalo dello Stato.

Con tanti sprechi, stipendi d’oro che generano pensioni d’oro, privilegi , per non parlare delle pensioni liquidate con contributi “ figurativi”, cioè non di lavoro come le aspettative, spesso fasulle (meglio chiudere la parentesi) Renzi con chi se la prende… con le vedove!!!  sempre protette anche quando non esisteva ancora l’INPS con costruzioni di orfanotrofi e aiuti che la solidarietà umana e cristiana ha sempre sostenuto.

Mi chiedo cos’è la sinistra e cos’è di sinistra. La parola proletario deriva dalla parola “prole”;  quando un tempo moriva il coniuge e la donna rimaneva  con prole e senza sostentamento, la società dava alla vedova la possibilità di prendere il posto del marito, non la lasciava da sola. Si trattava di lavori faticosi e il concetto di “proletario” ha un significato storico e associato agli ultimi. Un conto è razionalizzare il welfare un altro è smantellarlo, un conto ancora più grave è smantellarlo partendo dal basso, dagli ultimi.

Le assicurazioni private e le banche si stanno già sfregando le mani… piatto ricco mi ci ficco, a spese di chi? Tiferanno tutti per Renzi. Mi chiedo che tipo di società abbiamo in mente, e da che parte ci schieriamo, se  queste proposte allargano o diminuiscono la forbice sempre più larga tra chi ha e chi non ha. Mi chiedo se la sinistra esiste più o siamo buoni solo a scopiazzare, e pure male, concetti di destra liberista, finanziaria, monetaria, dove non c’è posto per le persone, diventano algoritmi e misurate in base alla produttività, ai bilanci, allo spread e ammennicoli vari e se piacciono alla BCE o alla Merkel.

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