A Ventimiglia dopo ore di blocco dei Forconi la polizia spara lacrimogeni ma non carica, a Roma invece riprende il tran tran: dopo una bomba carta contro il portone del Rettorato caricati gli studenti

giovedì, dicembre 12th, 2013

“Prendiamone qualcuno”, si sente dire a un poliziotto durante le cariche alla Sapienza, nel video postato su repubblica.it.

Come? Uno qualunque? Un tanto a peso? Il più malcapitato? Quello che inciampa? Lo studente qualunque, entra anche questo nel gergo.

Come diceva una studentessa “oggi forse faceva freddo, ecco perché non si sono tolti i caschi anche con noi”.

Andiamo con ordine.

1-Lanciare bombe carta non è ammissibile. Stop. Chi tra gli studenti della Sapienza l’ha fatto ha messo a repentaglio i suoi stessi compagni, prima ancora che il portone del Rettorato sbarrato ed eventuali passanti.

2-L’occasione era la “Green Economy”, per la quale erano convenuti tre ministri. Come ha rilevato un’altra studentessa (vedi corriere.it) rivolgendosi ai convenuti: “Bravi, voi dite una cosa ma poi ne fate un’altra. Altro che green econony, voi fate il Muos, la Tav ecc ecc”.

3-A fare gli onori di casa il rettore Luigi Frati che è attualmente indagato per una serie di cose relative all’aver spianato la strada al figlio creandogli una struttura ad hoc.

4-Infine le cariche. Definite in genere di “alleggerimento”, sarà pure…ma pur sono sempre cariche tanto che una terza studentessa gridava: “Hanno spaccato la testa a uno studente”. Vero, non vero. Poco importa. Importa invece quella differenza di sostanza fatta notare in relazione al comportamento degli agenti con i Forconi. Sarebbe interessante appurare perché non vengono caricati i Forconi che bloccavano questa mattina il confine con la Francia (la polizia ha alla fine sparato dei lacrimogeni, ma non ha caricato) e invece vengono caricati gli studenti (antica abitudine che evidentemente non tramonta mai).

Aspettiamo di sapere, siamo tutto orecchie.

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