Ai sette fratelli Cervi portati via dai tedeschi nella notte del 24 dicembre ’43

mercoledì, dicembre 25th, 2013

E poi li uccisero il 28 dicembre.

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6 Responses to Ai sette fratelli Cervi portati via dai tedeschi nella notte del 24 dicembre ’43

  1. Per noi non sono morti invano.

  2. Per noi non sono morti invano

  3. Carpi Mauro says:

    Per fare memoria bisogna almeno conoscere i fatti,evoi non li conoscete!!!
    Vergogna , prima di scrivere le cazzate del ” “Falso Quotidiano” INFORMATEVI !!!

  4. paolo brogi says:

    In merito al post precedente, mi chiedo di cosa parla Mauro Carpi. Non sono stati arrestati la notte del 24 dicembre del ’43? Non sono stati uccisi al poligono di Reggio Emila il 28 dicembre del ’43? Sono tutto orecchi…

  5. carlo caponi says:

    Ammetto di essere anch’io curioso di conoscere le sorprendenti rivelazioni del signor Carpi, finora ho sempre saputo che i fratelli Cervi erano contadini antifascisti arrestati e fucilati senza processo dai nazifascisti per pura rappresaglia, visto che non avevano mai imbracciato un’ arma contro i repubblichini o i tedeschi, aspetto di sapere qual è l’altra verità a conoscenza di Carpi.

  6. carlo caponi says:

    Questo è quanto mi risulta sull’attività armata della banda Cervi, praticamente quasi niente, neanche il tentativo di eliminare un federale andò a buon fine, quando li arrestarono la banda si era già sciolta.

    Ottobre – I fratelli Cervi creano la prima formazione partigiana della regione Emilia-Romagna, precisamente nella zona della Bassa ovest: Campegine, Castelnuovo Sotto, Gattatico, Poviglio e Sant’Ilario. Nei primi dieci giorni la cosiddetta “banda Cervi” composta da alcuni fratelli e da altri compagni di lotta, si sposta nell’area montana per costituire la formazione resistenziale nei pressi di Cervarezza, frazione Talada dove incontra alcuni esponenti del comitato militare del P.C.I. di Reggio Emilia. Si sposta successivamente nell’oratorio del Monte Ventasso. Uno dei fratelli Cervi s’incontra con Don Pasquino Borghi.
    26 ottobre – La “banda Cervi” compie la prima azione contro il presidio dei carabinieri di Toano disarmandolo. Successivamente la formazione partigiana si rifugia a Tapignola, frazione di Villa Minozzo, dove incontra Don Pasquino Borghi.
    Novembre – Nei primi giorni torna in pianura. Qui attacca il presidio dei carabinieri di San Martino in Rio disarmandolo e recuperando armi e altri materiali.
    13 novembre -Alcuni dei fratelli Cervi prendono parte al tentato sequestro e omicidio di Giuseppe Scolari, federale fascista di Reggio Emilia.
    16 novembre – Alcuni membri della “banda Cervi” partecipano ad una rapina ai danni degli industriali Landini a Fabbrico con lo scopo di finanziare l’attività resistenziale.
    25 novembre – Alle ore 6.30 la casa dei Cervi viene attaccata e incendiata, dopo essere stata circondata nella notte, da un gruppo appartenente alla Guardia nazionale repubblicana: i fratelli Cervi, il padre, alcuni ex prigionieri di guerra e altri compagni di lotta vengono arrestati e trasferiti rispettivamente dapprima al Carcere dei Servi e successivamente a quello di san Tommaso i Cervi col padre, mentre i restanti alle Carceri della Cittadella a Parma.
    28 dicembre – In seguito all’uccisione di Davide Onfiani, segretario comunale di Bagnolo avvenuta il 27 dicembre, un tribunale speciale riunitosi straordinariamente ordina la morte di otto persone per rappresaglia. La reazione fu immediata. All’alba i sette fratelli e Quarto Camurri vengono condotti al Poligono di Tiro di Reggio Emilia e uccisi da un plotone d’esecuzione. Il padre dei Cervi rimane in carcere.

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