Mario Fontana, il ricordo di Giancarlino Benedetti

venerdì, gennaio 24th, 2014

Ricevo da Giancarlino questo ricordo di Mario Fontana:

Mario   Fontana se ne è andato. La sua voglia di  vivere nell’ affrontare la sua malattia è stata esemplare: a   Santa. Marinella era   lui  che  ci  cucinava  dei  manicaretti, lo spezzatino alla  romana, le fettuccelle col   sugo  di  triglia e pachino, ci  teneva moltissimo  a  riproporre  a   ospiti   stanchi  e non volitivi la nostra grande cucina  romana .Mario  nei  nostri racconti a pranzo  al  bar barnum  a  via  del pellegrino era di  casa  ….. poi  insieme dicevamo  che   il  mondo di  oggi  si  e’  trasformato  in  una specie….di  circo  barnum   e anche   i  personaggi  della  politica  di  oggi si sono  trasformati  in  un  circo orribile….nei  nostri   racconti  il tempo  oscillava  tra  le storie nostre degli  anni ’70  e  le  occupazioni  di san Basilio e i  tanti  compagni  e amici   comuni  e le occupazioni che lui  aveva  continuato a organizzare e  a costruire col movimento di lotta per  la  casa.

Mario  non  aveva conosciuto  la parola riflusso e  mi ha  confidato  di aver fatto ottenere  la casa con le lotte con  tanti  altri  compagni a  più  di 900 persone. Ma  lui  abitava   lontanissimo, a borgata Fidene in una casa minuscola   e  non  aveva di   certo avuto  nessun frutto  personale dalle lotte, una struttura antica  di persona  che  pensava al  movimento  e  al prossimo  con idee forti e già questa era una gratificazione  di vita   poter   mettere  in  pratica delle idee,ma le idee guida rimangono  sovrane.

Mario si è occupato dei senza tetto e dei migrantes  e metteva nelle lotte che faceva tutta la sua conoscenza tecnica dei problemi della casa  e la storia delle periferie e dell’istituto delle case popolari, non era un teorizzatore di piani iperbolici  mai  realizzati, era un grande  conoscitore di Roma  e dei  suoi  problemi dell’emergenza   abitativa….  e non aveva mai  chiesto finanziamenti per  progetti  “progressivi”  come  va di moda oggi  lucrare su progetti dove c’e’ un contenuto  filantropico o culturale o  politico per poi  magari  non  fare nulla o fare delle  cazzate  .

Non mancavano in lui  le staffilate verso alcuni vecchi  compagni che avevano ricevuto posti di prestigio nella   società ma che avevano usato male… e  tradito questa  opportunità. Il  suo grande rammarico rimaneva che quando si sciolse lotta  continua molti  compagni erano andati allo sbaraglio.  

Gincarlino Benedetti Colcos

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