“Butterò le ceneri di Carla e Rosario nel fiume”. La denuncia di Elena, la figlia dei gappisti Capponi e Bentivegna. Le prime reazioni

venerdì, marzo 14th, 2014

Le ceneri di Carla Capponi e Rosario Bentivegna, non c’è posto per loro a Roma. Lo ha denunciato la figlia Elena che se nulla cambia si appresta a gettare nel Tevere le ceneri dei due gappisti che comew pochi altri rappresentano la Resistenza di Roma.

L’articolo uscito oggi sul Corriere della Sera – Roma (qui di seguito) ha provocato una presa di posizione dell’Anpi (che quy riporto) dove si apprende che il sindaco di Monterotondo mette a disposizione il cimitero della cittadina per le ceneri dei due partigiani. E ancora: una lettrice ha telefonato al Corriere della Sera, la signora Maria F., per offrire assistenza ad Elena Bentivegna (contribuire al restauro della tomba di famiglia al Verano oppure ospitare nella propria tomba le ceneri dei due gappisti).

Una telefonata mni è giunta anche dalla Regione, dallo staff del vicepresidente Smeriglio.

So poi da Georges de Canino che anche la persona citata nell’articolo, come suo interlocutore della segreteria del presidente Zingaretti, ha telefonato spiegando di essere dispiaciuto.

In sintesi, il problema è molto semplice: trovare un posticino per queste due urne al Cimitero acattolico di Testaccio che ha il pregio di essere assolutamente adiacente a Porta Sanm Paolo, il luogo in cui Bentivegna e Capponi iniziarono la loro lotta armata contro i nazifascisti.

E’ così difficile trovare una giusta soluzione?

Altrimenti ha ragione Elena Bentivegna che stanca di aspettare risposte che non vengono ha deciso di fare ciò che in ultima analisi i suoi genitori le hanno consigliato, disperdere le ceneri nel fiume di Roma.

L’articolo uscito oggi sul Corriere:

“A Roma non c’è posto per mia madre Carla e mio padre Rosario…Mi appresto a disperdere le loro ceneri nel Tevere…”. Loro sono Carla Capponi, medaglia d’oro al valor militare, e Rosario “Sasà” Bentivegna, la più celebre coppia di gappisti della Resistenza italiana, i partigiani che hanno legato il loro nome soprattutto a via Rasella, a quell’attentato che la Resistenza ha sempre rivendicato come legittima azione di guerra e a ciò che seguì, l’orrenda strage delle Fosse Ardeatine.

Lei invece è Elena, la loro unica figlia, la donna malata da anni che con coraggio cerca di gestire questa ultima parte della lunga vita dei suoi due grandi genitori, subendo da tempo nel piccolo paese in cui vive – Zagarolo – attentati, sabotaggi, azioni violente con cui qualcuno cerca di farle pagare il fatto di essere la figlia di Carla e Sasà.

E ora le loro ceneri – Carla Capponi è morta il 24 novembre del 2000, Rosario Bentivegna il 2 aprile 2012 – saranno a giorni disperse nel fiume di Roma da Elena.

“E’ inutile, nessuno ci sta più a sentire, non ho i denari necessari per riparare la tomba della famiglia di papà al Verano e tutti i tentativi che abbiamo fatto per cercare un’altra soluzione come rimettere le loro ceneri nel cimitero Acattolico di Testaccio sono finiti nel nulla…Eppure lì è accanto a Porta San Paolo, dove i miei avevano iniziato a battersi dopo l’8 settembre.. Ma ormai quando chiamo alla Regione non si fanno neanche trovare”.

C’è amarezza nelle parole di Elena Bentivegna. “Mia madre Carla l’aveva capito fin dall’inizio: se non riesci a rimettere a posto la tomba del Verano, allora disperdi le mie ceneri. Papà mi ha detto lo stesso. “Così vediamo per l’ultima volta Roma…” Tutti e due nel Tevere che va verso il mare, farò così, ho appena chiesto indicazioni al cimitero del paese in cui vivo, aspetto la risposta…”.

Il resto è il silenzio delle istituzioni. “A che serve aver donato la medaglia d’oro di mia madre al Gonfalone di Roma se poi devo subire questa ultima umiliazione, non trovare un posto degno per lei e per mio padre? – si chiede Elena -. Le ceneri di mamma sono restate dal 2000 fino all’aprile 2012, per la morte di papà, affidate alla tomba del professor Guido Guida imparentato con mamma. Dal settembre 2012 si sono ricongiunte con quelle di papà, a casa nostra a Zagarolo, ed io ho avvertito il cimitero. Appena l’ho fatto sono iniziate le azioni notturne contro casa nostra, avrò avuto danni per oltre ventimila euro in poco tempo: mi hanno spaccato a colpi di martello l’impianto idrico, rotto la pompa del pozzo, frantumato parabrezza e lunotto dell’auto, poi bucate le quattro ruote, poi rubate due gomme su quattro, manomesso il volano della frizione…Spesso s’interrompe per qualche giorno la linea telefonica. E pochissimo tempo fa mi sono perfino entrati in camera da letto a rovistare portandosi via pochi gioielli da delle teche che non vorrei fossero state scambiate inizialmente per quelle delle ceneri…”.

Nel frattempo Elena Bentivegna ha provato e riprovato a trovare un degno posto ai suoi. L’ideale era il cimitero inglese di Testaccio, anche perché Carla e Sasà non sono stati credenti cattolici. Ad aiutarla è intervenuto allora un amico della Comunità ebraica, il pittore e poeta Georges de Canino. “Elena mi ha parlato delle telefonate fatte al gabinetto del presidente della Regione Nicola Zingaretti. Sia lei che io abbiamo parlato più volte con Roberto Tavani , della segreteria di Zingaretti, ne sono seguite rassicurazioni varie, poi ogni interlocutore è sparito nel nulla, ora si fanno negare. Ne abbiamo più volte parlato in Comunità. Che vergogna!”.

“E pensare che per Priebke si sono fatti tutti in quattro, per trovare soluzioni…”, commenta Elena Bentivegna. “Poco tempo fa ho chiamato il Verano, sapevo che alle medaglie d’oro danno spazi, pensavo di risolvere così mettendo i miei genitori in un unico posto insieme. Mi hanno risposto: lei si compri prima di tutto un loculo, poi vediamo…”.

Carla Capponi, eletta deputato per dure volte, la seconda nel 1972 nel collegio di Roma, conseguendo il più alto numero delle preferenze di lista dopo Enrico Berlinguer. Wikipedia scrive che è sepolta al Verano. Non è così. E tra pochi giorni qualcuno dovrà correggere: le sue ceneri sono disperse nel Tevere. Per lei e per Sasà a Roma non c’era posto.

Paolo Brogi

Il Presidente di ANPI Roma sul caso delle ceneri dei Partigiani Capponi e Bentivegna:
“Siamo sicuri che il Comune di Roma trovi una soluzione alle loro sepolture”.

“Abbiamo appreso oggi che le ceneri di Carla Capponi e Rosario ‘Sasà’ Bentivegna saranno disperse nel Tevere dalla figlia Elena perché non ci sarebbe posto per loro nei cimiteri capitolini” Lo dichiara il Presidente dell’Anpi di Roma Ernesto Nassi a seguito di un articolo apparso oggi sul Corriere della Sera. “Esprimiamo la nostra più grande solidarietà alla figlia dei due Partigiani, Carla, decorata con Medaglia d’oro e Rosario con quelle d’argento e di bronzo al valor militare. Siamo sicuri che il Comune di Roma troverà una rapida soluzione per consentire una degna sepoltura ai due combattenti della Resistenza”. “Ringraziamo il Sindaco di Monterotondo che si è reso disponibile a trovare una soluzione. Auspichiamo tuttavia che le ceneri dei due gappisti – conclude Nassi – siano sepolte qui nella capitale, affinchè si possa testimoniare a Roma, città medaglia d’oro per la Resistenza, il loro prezioso  contributo alla lotta di liberazione. L’Anpi di Roma è a completa disposizione di Elena Bentivegna affincè si possa tyrvare un esito positivo alla vicenda.”
Roma, 14 marzo 2014

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