Processo Rostagno, le arringhe in difesa dell’accusato Vincenzo Virga, su pentiti e dna

martedì, aprile 29th, 2014

Processo per l’omcidio di Mauro Rostagno,m 28 aprile 2014, 72° udienza, parola agli avvocati Vezzadini e Ingrassia difensori di Vincenzo Virga (nella foto).

La parola all’avv. Vezzadini

Ringrazia la Corte per la pazienza avuta quando ci si é inoltrati nella parte tecnica e scientifica delle perizie.
Argomenti da lui poco conosciuti, per questo a volte ha fatto degli errori.
Parlerá dei collaboratori, della balistica e della perizia del dna.

Principi della prova imdiziaria
L’esistenza di un fatto non puó essere provata da una circostanza indiziariante,la quale é solo un punto di partenza .
Gli indizi non devono contrastare tra loro.
Le dichiarazioni dei collaboratori non possono essere prese per oro colato, ma devono essere verificate.
La materia dei collaboratori di giustizia é materia complicata.
C’é differenza tra le dichiarazioni dei collaboratori “sotto contratto” con lo stato che fanno dichiarazioni su tutti i fatti di cui sono a conoscenza e i collaboratori spontanei.
( avv. Vezzadini)

Si potrebbe dire che quando si prendono le dichiarazioni di alcuni collaboratori si deve sempre tener conto del vantaggio che il collaborante pensa di ottenere dalla propria dichiarazione
Quando ad esempio Calcara raccontó del marchingegno di fare dichiarazioni false sull’omicidio Lipari per farsi estradare in Italia; sappiamo che i collaboratori ricevono sterminati benefici, ad esempio la riduzione della pena, cose che fanno sorgere dubbi sul disinteresse delle loro dichiarazioni.
La Corte deve chiedersi se possono essere attendibili persone appartenenti alla criminalitá organizzata, che sicuramente hanno nel tempo accumulato acredine nei confronti degli altri criminali.
Il malessere di Milazzo nei confronti di Virga , o le dichiarazioni di Marino Mannoia non sono l’argomento per la sua difesa a Virga.
Milazzo Francesco é quello degli incarichi a metá, l’ordine di sopralluogo a Rtc ma poi gli fu detto che non serviva piú, sopralluogo sul luogo dell’omicidio Giacomelli ma poi il tutto si fece senza dire niente a lui

Si continua sull’inattendibilitá di Giovanni Brusca

“La schiena di Mauro Rostagno non si piegava neanche di un centimetro”( avv. Vezzadini)

Fa specie la disinvoltura della procura nel credere alle dichiarazioni dei collaboratori quando, fino a qualche anno prima, le posizioni era no diametralmente opposte ( avv. Vezzadini)

Pausa di qualche minuto

L’avvocato Vezzadini parla delle indagini balistiche

La perizia dei dottori Manetto e Garofano: alcune parti sono mancanti e scheletriche, sopratutto non ci sono foto sulle comparazioni delle striature tra le cartucce dell’omicidio Piazza a Sciacca e le cartucce trovate a Lenzi

Finisce l’intervento sulla balistica , l’avvocato Vezzadini ha focalizzato l’attenzione sul fatto che le comparazioni balistiche fatte dai periti dei PM presentano molte lacune

Pausa
Si riprenderá con la parte finale dell’intervento dell’avvocato Vezzadini sul DNA, poi toccherá all’avv. Ingrassia

Corte in aula, si riprende parlando delle perizie sul DNA

L’avv. Vezzadini continua riferendosi alle perizie delle dottoresse Carra e De Simone come perizie fatte da laboratorio non validato,

Indubbia arbitrarietá delle perizie dell’accusa, dice Vezzadini.

“Tanti volevano la morte di Mauro Rostagno, non certo il mio assistito” avv. Vezzadini.

Avvocato Ingrassia

Non é possibile che Mauro Rostagno non sapesse della mancata contabilitá a Saman e di tutti i soldi che giravano ma che venivano gestiti da Cardella che gestiva il potere. Rostagno era sociologo e sapeva perfettamente cosa succedeva ma scelse di non andare via per non far finire l’esperienza in Saman. Rostagno non aveva possibilitá economica né di aprire una sua comunitá né di avere una televisione privata.

Ingrassia chiede come mai, se Rostagno dava cosí fastidio a Mariano Agate per le sue riprese in aula durante il processo, l’imputato oggi é Virga e non Agate

“Esempi di coraggio in tutta questa storia ce n’é stato solo uno e si chiama Mauro Rostagno” avv. Ingrassia

Riprende l’avvocato Ingrassia
“Io conosco un movente migliore delle trasmissioni televisive che potevano dare fastidio a Cosa nostra e questo movente é il denaro, non Denaro nome di persona ma denaro inteso come soldi”

Cardella aveva trovato modo di fare denaro, amicizie con Craxi e Martelli.
Tramite la legge Jervolino-Vassalli ci sarebbero stati soldi a pioggia verso le comunitá di recupero

Rostagno, in quanto grande sociologo, non poteva essere proibizionista e quindi non poteva essere d’accordo con l’impostazione della legge , quindi scoppia il conflitto con Cardella. Cardella che manda via Rostagno dal Gabbiano ma non da Saman, luogo di morte di Mauro

Ingrassia critica ironicamente “la logica” secondo la quale l’arma del delitto viene cercata a casa dell’imputato Mazzara e,siccome, non viene trovata, significa che é stato lui e che ha fatto sparire l’arma, ma ovviamente sarebbe stato lui se l’arma fosse stata trovata nella sua abitazione.
“La logica” secondo la quale siccome il fucile é esploso, è stato Mazzara percéè da esperto di armi ha sovraccaricato le cartucce

Ingrassia dice che se Mauro si ferma é perché vede sulla strada qualcuno che conosce e che lo aspetta in strada, qualcuno che fa scendere dalla macchina Monica Serra la quale infatti non si sporca minimamente di sangue

Questo é un processo storico perché é un processo dove testimoni oculari vedono tizio e caio e noi da tre anni processiamo sempronio.

Quando entrerete in camera di consiglio fate uso del buon senso

L’avvocato Ingrassia chiede l’assoluzione per non avere commesso il fatto.

Udienza conclusa.

Prossima udienza il 30 aprile: ore 9.30, avvocati difesa dell’imputato Vito Mazzara.

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