I familiari dei desaparecidos ricevuti dal Papa. “Ci aiuti a ritrovare i resti dei nostri cari…”. E intanto in Cile è stato di nuovo arrestato Podlech

mercoledì, maggio 28th, 2014

Ho avuto l’occasione di accompagnare questa mattina una delegazione di familiari di “desaparecidos” dell’America Latina all’udienza generale del mercoledì a San Pietro con Papa.

Familiari di “desaparecidos”, come Maria Paz Venturelli (nella foto sotto) figlia del sacerdote ucciso a Temuco in Cile e scomparso nel 1973 e come Margarita Maino sorella di Juan, il militante cileno del Mapu ucciso nella Colofonia Dignidad retta da immigrati tedeschi tra cui alcuni ex nazisti. Con loro c’era anche Jeremias Levinao, un mapuche torturato per due anni e oggi esule in Francia dove è operaio metallurgico: Jeremiah era con la figlia Tania che lavora in una ong a Barcellona.

Con loro c’era suor Geneviève Janningros, nipote di una suora “scomparsa” in Argentina, suora Léonie Duquet.

E poi due uruguaiane sequestrate e torturate, con evidenti segni lasciai nella loro vita, come Anna Milazzo e Mena Narducci.

Infine la nipote di Monsignor Romero, il vescovo assassinato nel Salvador, Cecfilia Romero.

La Santa Sede, grazie all’intervento delle ambasciate di Argentina, Uruguay e Salvador, aveva riservato a questa delegazione la prima fila sul sagrato di San Pietro, quella che di solito viene destinata a ospiti di rango. Bene.

Poi dopo la lunga cerimonia in varie lingue .- segnata dalla riflessione del Papa sul recentissimo viaggio in Terrasanta – le persone citate sono sfilate di fronte a Papa Francesco, al cospetto della piazza gremita da delegazioni di ogni dove.

Per dire cosa, in quei rapoidi istanti dedicati all’incontro?
Maria Paz Venturelli ha ricordato al Papa la Chiesa di Temucom con quel vescovo ormai in pensione che è venuto in Italia a testimoniare a favore di Alfonso Podlech sotto processo con l’accusa di aver ucciso il prete Omar Venturelli. Era il vescovo Pinera.

Maria Paz ha aggiunto che è convinta che la Chiesa di Temuco sappia dove sono finiti i resti di suo padre.

Mena Narducci ha regalato al Papa la maglietta: Somos todos familiares.

Cecilia Romero ha saputo che il processo di beatificazione di suo zio sta andando avanti.

Jeremiah Levinao ha consegnato un dossier sulla repressione del suo popolo, i mapuche.

Anna Milazzo ha regalato il libro in cui ha scritto tutto l’orrore subito. Con lei il marito Paolo, con cui vive oggi a Firenze.

Margarita Maino ha portato il filmato su Colonia Dignidad.

Tutti hanno chiesto impegno, solidarietà, appoggio.

Sulla battaglia per i dirtitti umani la risposta di Papa Francesco è stata in spagnolo: “Siguendo adelante…”. Andate avanti.

Andranno avanti.

P.S.: intanto dal Cile è giunta proprio stanotte una notizia, la Corte di SAppello di Temuco ha di nuovo arrestato Alfonso Podlech, che con altri 26 imputati deve rispondere dell’assassinio di sette detenuti a Temuco nel 1973

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