Adele

lunedì, ottobre 13th, 2014

Adele. Una morte improvvisa, un male che in soli due mesi…

E prima di lei, Tito, che ne era stato il primo marito. Spazzato via anche lui. Poveri Miguel e Diego, i figli.

Adele Costanzo stava ancora in Passo della Tortora, in un quarto piano dove lei e Tito mi accolsero per in periodo piuttosto lungi quando nei primi anni ’70 ero a Genova per Lotta continua e avevo bisogno di un letto, la sera.

Avevo preso anche residenza lì, prima di spostarmi a fine ’73 a Roma.

E lì andarono a cercarmi nell’88 inquirenti che poi dissero di me che ero irreperibile. Lo dissero, fine anni ’80, quando già lavoravo all’Europeo e firmavo pezzi su quel settimanale che era diffuso in tutta Italia e che era stato il primo newsmagazine di questo assurdo paese.

Lì sotto di noi, al terzo piano, l’Ufficio politico della Questura (non c’era ancora la Digos) aveva messo anche a vivere, come un qualunque residente, un agente, tale Papa. Lo aveva appreso in tempi recenti Tito Capponi, perché glielo aveva rivelato il soggetto stesso durante un incontro casuale. E Tito l’aveva pure mandato a quel paese.

Ci spiavano dunque, in quei primi anni ’70, chissà con quali strumenti: spero non solo col bicchiere rovesciato attaccato alla parete.

Avranno sentito Adele che dava da mangiare a Miguel, avranno sentito quando ci mettevamo a tavola, avranno ascoltato le nostre chiacchiere a base di volantini da distribuire di mattina presto all’Italsider o al Cantiere navale. Oppure al vicino porto, che si vedeva dalla finestra di quella casa.

Adele insegnava, aveva spesso le guance rosse per i sentimenti che faceva trasparire con dolcezza.

Anche Tito insegnava. E Miguel era allora così piccolo.

Un abbraccio a tutti.

P.S: la foto che ripubblico è del 1972, vacanze di Natale, siamo nell’appennino a Bedonia (Pr) in una casa di Andrea Marcenaro. Molti purtroppo non ci sono più. Adele è la prima a destra. Ciao Adele

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2 Responses to Adele

  1. Angelo Guarnieri says:

    Adele (grazie Paolo per l’intenso ricordo)
    Ci troveremo ancora per un ultimo saluto ad Adele, domani alle 11,45 ad Oregina. Malinconici per questo strappo doloroso. E poi la stringente consequenzialità con la dipartita di Tito. Per stare vicini ai figli, deprivati in un attimo. E anche per smuovere un po’ di nostalgia e fare i conti con l’inesorabile ala rude del tempo che continua a sottrarre attori al teatro sempre vivo della nostra memoria. Ciao Adele, che nei miei venti anni anche a me hai dato da mangiare e da dormire.

  2. Mauro Sessarego says:

    “aveva spesso le guance rosse per i sentimenti che faceva trasparire con dolcezza”. Sì, una delle persone più dolci che ho incontrato finora nella mia vita. Ci siamo rivisti al funerale di Tito, dopo più di 40 anni, piacevolmente sorpresi. Ci siamo abbracciati intensamente, ritrovati in una dimensione temporale rimasta intatta. Pochi attimi, ci siamo ringraziati a vicenda per essere ciò che siamo, chi siamo. Senza parole, con profondità. Ciao, Adele.

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