Caro Marino, ecco il calvario di un manutentore di caldaie quando deve operare nel centro di una città come Roma…

mercoledì, novembre 5th, 2014

Caro sindaco di Roma, dice Salvatore Settis nel suo nuovo libro “Se Venezia muore” che le città vengono distrutte per tre motivi. Tralascio i tre motivi di Settis (quando le distrugge un nemico spietato, quando un popolo straniero vi si insedia con la forza, o quando perdono la memoria di sé) e ne aggiungo un quarto: ignoranza degli amministratori.

L’ignoranza mi è stata descritta oggi da un “manutentore” di impianti, nel caso di caldaie. Come è noto le caldaie devono essere controllate ogni anno – tra rilevazione dei fumi e allegati vari -, meno noto è che per poterlo fare nel centro di una città come Roma il manutentore deve affrontare un calvario.

Che deve fare infatti un manutentore per poter visitare i propri clienti, almeno quei pochi che ancora resistono a vivere nel centro di Roma?

Il manutentore deve pagare un ingresso auto nella ztl che è molto caro.

Quando poi scattano le nuove regole per una parte del centro di Roma come il Tridente il manutentore dovrà sobbarcarsi probabilmente altre spese onerose per poter raggiungere i clienti almeno in scooter.

Non solo dovrà pagare ulteriori balzelli, ma sa anche che non saprà dove parcheggiare il motorino.

In ultima analisi queste spese e queste incertezze finiranno sul conto di chi? Ma è così semplice: sul conto dei residenti clienti del manutentore.

Che senso ha tutto ciò?

Probabilmente qualche residente rinuncerà al controllo degli impianti, infrangendo la legge.

Tutti gli altri pagheranno più caro il servizio, c’è poco da discutere.

Come incentivo all’inflazione non c’è male.

Aggiungiamo un altro aspetto di questa vita da “blindati” e “tartassati”: non è solo il manutentore a non sapere dove mettere l’auto o lo scooter, questo problema è aperto da tempo per tutti i residenti dentro Ztl.

Com’è noto i residenti sono i più discriminati di tutti, nel senso che dentro la ztl i commercianti godono dei servizi di carico e scarico. E i residenti?

Cosa può fare un residente se vuole raggiungere casa sua in una zona ztl magari con un mobile o più semplicemente con la spesa del supermercato? Deve entrare infrangendo la normativa, perché il suo ingresso per un carico-scarico non è previsto.

Torniamo ora a Salvatore Settis che affronta il caso Venezia col suo svuotamento progressivo come città abitata e la trasformazione in un giocattolone a uso turistico.

Roma da questo punto di vista è ancora peggio: non solo svuotamento del centro a favore del turismo ma anche allargamento a dismisura come metastasi delle strutture cosiddette istituzionali, parlamento ecc.

Morale: lei signor sindaco rendendo la vita difficile al manutentore (e ai suoi clienti) non si accorge di contribuire alla desertificazione della città?

Caro Marino: che cosa risponde?

Paolo Brogi

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