Cari ministri, per avere indietro i marò cominciate col disdire l’obbrobrioso accordo Larussa-Confitarma…E poi qualche volta provate anche a pronunciare i nomi dei pescatori indiani vittime…

mercoledì, dicembre 17th, 2014

Chi decide quando sparare in mezzo all’oceano quando si avvicina una imbarcazione sospetta?

Decidono lì per lì dei semplici marò che totalmente privi di una catena di comando devono fare da soli.

E’ così che dall’alto di una nave alta 25 metri sono state esplose le raffiche di mitragliatore contro i pescatori del Kerala, uccidendone due.

Non è una situazione totalmente anomala quella originata dall’accordo che l’allora ministro della difesa Ignazio Larussa fece pochi anni fa (nella foto la sigla)  con l’associazione degli armatori?

Trasformare 60 marò in nient’altro che “contractrors” privi di una chiara catena di comando e mandarli allo sbaraglio imponendo loro di decidere cose assai delicate  come contrastare con la forza presunti atti di pirateria questo è il problema che il governo Renzi e i suoi ministri sembrano totalmente dimenticare.

Invece di prendersela con la Corte Suprema indiana i ministri Gentiloni ecc dovrebbero innanzitutto prendersela con questo protocollo varato da Larussa e tutt’ora salvo smentite in vigore.

La vicenda dei marò è nata per questo accordo inaccettabile che è stato fatto: prestare per 500 euro al giorno militari italiani agli armatori e gettarli allo sbaraglio.

Il ministro Gentiloni dovrebbe sapere che se i due marò avessero ucciso due pescatori iraniani – paese in cui vige la pena di morte e che per applicazioni è il secondo al mondo dopo la Cina – a quest’ora Latorre e Girone sarebbero stati  già impiccati.

Perché il ministro Pinotti non vede che il contratto obbrobrioso Larussa-Confitarma è tutt’ora in vigore? Perché non lo sospende?

Fin dall’inizio la vicenda dei due marò è partita dunque piuttosto male.

A poco tempo di distanza dalla sparatoria il comandante della nave fu indotto a mandare mail con informazioni sballate.

Poi a rincarare la dose sono subentrati sacerdoti cattolici – andavano bene per il Kerala che ha una forte componente cattolica – che si sono presentati alle famiglie dei due pescatori per offrire denaro. La notizia ha fatto scalpore in Kerala accendendo ulteriormente gli animi.

Queste le premesse, il seguito non è stato meglio. E francamente vedere manifestare in piazza in Italia per i marò quel Larussa che ha ideato il guaio è stato assai spiacevole.

Così come è stato spiacevole vedere Napolitano scambiare effusioni con i due marò, neanche fossero chissà quali eroi.

Buonsenso vorrebbe riconoscere i propri errori. Il primo è quell’accordo che andrebbe eliminato con relativo annuncio pubblico.

Un buon gesto riparatore che allora sì potrebbe consentire a Gentiloni, Pinotti ecc di chiedere una soluzione del caso giudiziario nato come sappiamo dalla morte di due giovani pescatori di cui a lungo il Belpaese neanche ha avuto il coraggio di ricordare i nomi.

Si chiamavano Valentine Jelistine e Ajesh Binki. Cari Napolitano, Gentiloni, Pinotti: riuscirete mai a pronunciare questi nomi?

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