Difetti di pronuncia: il problema non era la “Panda” di Marino, ma la “Banda” della mafia capitolina con Pd aggregati a terroristi neri e a boys di Alemanno. Una banda figlia legittima del pantano “larghe intese”

mercoledì, dicembre 3rd, 2014

A Roma c’è la panda (del sindaco Marino) e c’è anche la banda (del centro destra di Alemanno & boys capace di intortare anche esponenti del Pd).

Da quanto emerge il problema “panda” è questione di contravvenzioni, odiose contravvenzioni ma pur sempre solo contravvenzioni.

Altro è il problema “banda”.

Fa abbastanza ribrezzo vedere come questi “neri” siano stati capaci di lucrare sugli immigrati, a quanto pare un business rilevante (più della droga, dice nelle intercettazioni, il capo della 29 giugno Buzzi).

Fa ancor più ribrezzo vedere che insieme a personaggi come Carminati ci siano almeno tre esponenti del Pd romano, Coratti, Ozzimo, Patané.

Il Pd che nei giorni scorsi dava l’aut aut al povero Marino  chiedendo azzeramenti di giunta appare gravemente compromesso in questa nuova inchiesta sulla mafia capitolina.

Perché di mafia si tratta, ha spiegato il procuratore capo.

Ma sul sistema anche altri, oltre al Pd “intortato”, dovrebbero rivedere le proprie carte. Tutti quelli che hanno dato credito ad Alemanno e ai suoi rappresentanti (nella foto Alemanno e Mancini): che dicono ora?

Dopodiché i Coratti-Ozzimo-Patanè di che cosa sono frutto?

Perché così facilmente recrutabili nel giro degli alemanniani?

Il fatto è che – se le accuse che sono loro mosse saranno convalidate – sono oggettivamente figli delle larghe intese, quel sistema barbarico con cui si è cercato di eliminare ogni opposizione ricreando artificialmente il sistema dell’alleanza sinistra-destra che ha già fatto danni gravi sul finire degli anni ’70 e inizio anni ’80.

E’ stato proiettato in queste sere su Raiuno un filmato su Giorgio Ambrosoli e i telespettatori hanno potuto sentire e vedere l’impudenza con cui Giulio Andreotti non solo difese Sindona ma ne coprì anche l’attività spinta come sentenziato nei tribunali  fino all’omicidio di Ambrosoli (e non solo).

Perché quell’impudenza di Andreotti, capo del governo?

Perché Andreotti riuscì a gestire in quegli anni l’eliminazione di Aldo Moro, formalmente eseguita dai sicari delle Brigate Rosse?

Perché al funerale di Giorgio Ambrosoli non c’era in pratica nessuno salvo i familiari e gli amici?

La risposta è una sola: larghe intese. Il Pci di allora ne fu partecipe complice.

Il Pd di oggi – almeno quello romano – mostra che le larghe intese possono essere di nuovo davvero crininogene.

Oggi il governo Renzi ha deciso di porre di nuovo la fiducia per far passare una legge, stavolta il Job’s Act al Senato.

Renzi mostra di aver imparato bene da Berlusconi.

Larghe intese più fiducia posta ininterrottamente: è questa ancora democrazia?

Che ricavarne in termini di futuro politico comprese le inevitabili prossime scadenze elettorali?

Bisognerebbe azzerare il Pd, altro che giunta Marino. Bisognerebbe…

Peraltro poi lo spappolamento a sinistra e a sinistra del Pd è il dato preoccupante da cui partire.

Però bisogna partire da lì per uscire da queste secche. Non certo però trastullandosi di nuovo con nuove Barbara Spinelli che nelle ultime rilevazioni dell’europarlamento (dove è voluta andare nonostante avesse detto il contrario) risulta piuttosto assente.

Una grande convention di tutta la sinistra è il vero punto di partenza per ripartire in avanti.

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