Il dopo-Charlie: Europa, immigrati e fanatici, c’è qualcuno che si pone il problema dell’accoglienza?

lunedì, gennaio 12th, 2015

E dunque Hollande non avrebbe voluto Netanyahu a Parigi.

Ed eccolo correre ad invitare Abu Mazen per bilanciare la situazione.

Non è un gossip, è quanto rivela Haaretz.

Punto secondo: ora che la Francia, come già era avvenuto in Gran Bretagna, scopre che c’è un problema nelle banlieues qualcuno suggerisce che forse prima o poi di fronte alll0unicverso “immigrati” bisognerà occuparsi anche di accoglienza.

Chi accoglie gli immigrati?

Quali sono le politiche sociali per l’integrazione di queste grandi realtà che sono gli immigrati in arrivo in Europa?

Come evitare che si creino zone abbandonate in cui cresce qualsiasi gramigna?

Come impedire poi a 30-40 mila assassini tagliagole dell’Isis di ricattare 7 miliardi di persone nell’intero mondo, reclutando disgrasziati anche in Europa?

Nessun governante ha mai visto il filnm “L’odio” di Mathieu Kassovitz?

Eppure in quel film si descriveva bene il rapporto tra le periferie e una città brillante e luminosa come Parigi.

Che cosa se ne è imparato?

Nulla.

Che cosa se ne impara in Italia?

Mi pare nulla.

Chiedo infine al Pd, tanto per fare un nome: che intende fare per l’integrazione degli immigrati e dei poveri del mondo che arrivano in Italia?

Che cosa si sta facendo?

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