Incidente di Auschwitz con Pacifici e gli altri trattenuti per sei ore e mezzo: l’Ambasciata polacca si arrampica sugli specchi…

venerdì, gennaio 30th, 2015

Ecco che cosa comunica la simpatica ambasciata di Polonia in merito all’incidente con Riccardo Pacifici, Fabio Perugia e David Parenzo più altri della troupe televisiva trattenuti per ore dentro Auschwitz e poi in un posto dio polizia la notte del 27 gennaio scorso:

Ambasciata della Repubblica di Polonia in Roma

Dichiarazione dell’Ambasciata di Polonia relativa all’incidente che ha coinvolto il Signor Riccardo Pacifici, il Sig. Fabio Perugia, il Sig. David Parenzo e l’équipe televisiva del programma MATRIX nell’area del Campo di Sterminio Nazista Tedesco Auschwitz-Birkenau.

In riferimento all’incidente che ha coinvolto il Signor Riccardo Pacifici, il Sig. David Parenzo e l’equipe televisiva del programma MATRIX nell’area del Campo di Sterminio Nazista Tedesco Auschwitz-Birkenau si ritiene opportuno chiarire quanto segue:


Il 27 gennaio ad Auschwitz erano in corso le celebrazioni del 70° anniversario della liberazione del campo alle quali hanno partecipato oltre 50 delegazioni, tra cui numerose guidate da monarchi, capi di stato e di governo. Il carattere particolare di queste celebrazioni ha richiesto l’introduzione di misure di sicurezza drasticamente potenziate.

Qualsiasi comportamento fuori dagli standard delle persone presenti doveva pertanto suscitare allerta nei servizi d’ordine preposti, il cui intervento era dettato esclusivamente dalla volontà di garantire l’ordine e la sicurezza in quel luogo particolare e in quel giorno.

I servizi di sicurezza del campo hanno seguito le procedure previste che prevedono, in caso di disordini o distruzione dei beni anche se involontaria, la convocazione delle Forze di Polizia al fine di garantire il necessario chiarimento e un’adeguata documentazione dell’accaduto.

Esprimiamo il nostro profondo rammarico per quanto occorso, ma la premura di assicurare un carattere dignitoso alla commemorazione delle vittime dell’Olocausto unitamente alla particolarità del contesto e della ricorrenza, obbligavano le forze dell’ordine a trattare in maniera non difforme rispetto alle procedure qualsiasi genere di violazione alla dignità di questo luogo e al senso di sicurezza.

Riteniamo pertanto che i suddetti chiarimenti pongano fine all’incidente.

Ambasciata di Polonia a Roma

Polska wersja oświadczenia na stronie internetowej Ambasady:
http://www.rzym.msz.gov.pl/…/oswiadczenie_ambasady_rp_w_spr…

Qual è il problema?

Il fatto che tre ebrei come Pacifici, Perugina e Parendo siano stati “trattenuti” dentro il campo di sterminio di Auschwitz dalle 11 di sera fino alle 2,30 e poi portati in un posto di polizia dalle 2,30 alle 5,30 del mattino. Francamente sei ore e mezzo appaiono un tempo straordinariamente lungo. Così come il fatto che per “liberare” i tre ebrei trattenuti sia stata attivata in Italia l’Unità di crisi della Farnesina. Neanche si trattasse dell’Iraq…

Quanto al fatto poi che c’era una cerimonia internazionale l’Ambasciata omette il particolare che essa si svolgeva a Birkenau e non ad Auschwitz, teatro del cosiddetto incidente.

Che cosa ha impedito alle autorità polacche di risolvere iun poco tempo il cosiddetto incidente? Forse bastava una telefonata a qualunque autorità italiana. E’ stata mai fatta dall’efficiente apparato di sicurezza?

Quanto all’efficiente apparato di sicurezza vantato dalle autorità polacche il fatto fa un po’ ridere: ci dovrebbero spiegare come Pacifici e la troupe tv abbiano potuto fare una trasmissione tv senza che l’apparato li vedesse…Per non parlare del fatto che in quel campo, poco tempo fa, è stata perfino rubata l’insegna fatidica in ferro “Arbeit macht frei”, furto che sarà stato commesso con impiego di scale, frullini, arnesi rumorosi ecc., senza che la vigilanza se ne accorgesse se non a furto commesso.

Ho già commentato alla notizia di questa macabra vicenda polacca (Pacifici ha i suoi due nonni eliminati in quel campo, il rabbino capo di Genova che si chiamava come lui e la moglie; il rabbino capo che pur avendo la possibilità di emigrare in Brasile non volle lasciare la sua comunità e fu portato ad Auschwitz per trovarvi la morte) e la prima cosa che mi è venuta in mente è quanto racconta Primo Levi in “La Tregua”, appena uscito dal campo liberato dai soldati dell’Armata rossa. In che cosa s’imbattè Levi? Nell’antisemitismo da parte polacca. Per dirlo Primo Levi, che era uomo mitissimo, ce ne voleva…

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