“Impiccateli !”, di Paolo Brogi: Cesare Battisti e Nazario Sauro a cento anni dalla loro morte

venerdì, febbraio 26th, 2016

Da fine febbraio 2016 nelle librerie il mio nuovo lavoro:

fronteimpiccateli

PAOLO BROGI, IMPICCATELI. Le storie eroiche di Cesare Battisti e Nazario Sauro a cento anni dalla loro morte, Imprimatur, 2016

 

Il 12 luglio 1916 Cesare Battisti veniva impiccato a Trento al termine di un processo per “tradimento” sbrigato in sole due ore. Nazario Sauro ne seguì le sorti, a Pola, il 10 agosto di quello stesso anno. Catturati dagli austriaci, per i due ex sudditi passati a combattere contro Vienna sotto le insegne italiane non c’era stata pietà. Il trentino Battisti aveva 41 anni, l’istriano Sauro 36. Che cosa resta dei due irredentisti a un secolo di distanza da quelle giornate tetre in cui si compiva il loro destino?

Due vite vissute con coraggio e determinazione, con la passione del ricercatore e del militante

che sogna la sua terra trentina libera e con la generosità del marinaio istriano capace di salvare piroscafi in mare che proprio in quel Mare Adriatico sarà tradito al momento della sua cattura.

Due figure che appartengono alla nostra storia più vicina e che l’anniversario del loro sacrificio imponeva di rimettere a fuoco.

Cesare Battisti, geografo, socialista, antimilitarista prima e poi irredentista, militante convinto e grande oratore, editore e creatore di giornali, deputato al parlamento di Vienna e rappresentante trentino alla Dieta di Innsbruck, sposo di Ernesta Bittanti sua grande compagna di fede e di debiti, padre di tre figli, esule dall’Austria e poi volontario tra gli alpini dell’esercito italiano nella Grande Guerra in cui avrebbe perso la vita una volta catturato nel corso della battaglia del Pasubio per mano poi di un boia fatto arrivare da Vienna…

Nazario Sauro, di Capodistria, marinaio provetto e capace di operazioni ardite in mezzo al mare, convinto irredentista, volontario allo scoppio della guerra nella Regia marina militare italiana, tradito a bordo del sottomarino Pullino dalle secche di uno scoglio dell’Adriatico, alla Galiola…E portato poi al capestro.

I loro corpi interrati in modo anonimo dovevano addirittura scomparire. Ma non è stato così…

 

Paolo Brogi, giornalista e scrittore, a questi temi ha dedicato anche il suo recente “Eroi e poveri diavoli della Grande Guerra” (Imprimatur)

 

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