Jo Cox “uccisa dall’odio”

giovedì, giugno 16th, 2016

Scrive il Guardian a proposito del clima di odio che ha innescato l’assassinio della giovane parlamentare laburista: “Nigel Farage ha presentato in questi giorni un poster di ripugnanza senza precedenti. Lo sfondo era una linea lunga e fitta di sfollati in fuga. Il messaggio: “L’UE di tutti noi non è riuscita.” Il titolo: “Punto di rottura”…

Conclude l’editoriale del Guardian: “L’idealismo di Jo Cox era l’antitesi di tale cinismo brutale. Onore alla sua memoria. Poiché i valori e l’impegno da lei incarnate sono tutto ciò che dobbiamo usare per  tenere a bada la barbarie”.

 

Jo Cox era diventata parlamentare laburista nel 2015, in un collegio del West Yorkshire tradizionalmente di centrosinistra, era figlia della working class inglese, il papà operaio in una fabbrica di dentifricio e la mamma segretaria di scuola, ma il suo impegno è sempre stato nelle organizzazioni non profit, con Oxfam, con Save the Children, con la fondazione di Melinda e Bill Gates.

 

Era entrata a Westminster, Camera dei Comuni, perché l’avevano scelta dal basso per il lavoro di mediazione e di cooperazione che aveva sempre svolto nello Yorkshire, apprezzata dalle forti comunità di migranti musulmani, apprezzata dalle comunità cattoliche e anglicane, apprezzata anche dagli avversari conservatori.

 

Si era unita in matrimonio a un volontario (nella foto al momento del matrimonio) con il quale ha poi avuto due bambini, Cuillin e Leila. Nel 2008 era volata negli Stati Uniti per partecipare alla campagna presidenziale di Obama nel North Carolina, rientrando successivamente e cominciando la collaborazione coi laburisti, fino all’elezione in parlamento. La sua casa ora a Londra era una barca sul Tamigi, a Wapping, vicino al Ponte di Londra.

 

Era una convinta femminista e dirigeva il Labour Women’s Network, che cerca di portare più donne in parlamento. Jo Cox era stata poi una dei 36 parlamentari che hanno dato l’appoggio iniziale alla candidatura di Jeremy Corbyn. Ma non era una «corbynista» convinta. Aveva firmato per consentirgli di partecipare alla corsa alla leadership (è necessario l’appoggio di un minimo di parlamentari per potersi presentare alle primarie).

 

Presiedeva il comitato parlamentare degli «amici della Siria». Non aveva votato a favore dell’intervento britannico e dei bombardamenti. Ma nemmeno contro, come chiedeva Jeremy Corbyn. Si era astenuta perché credeva giusto l’impegno contro l’Isis ma altrettanto giusto l’impegno contro il dittatore Assad e, parallelamente, una politica di aiuti alle popolazioni.

 

“Jo Cox uccisa dall’odio”, titola l’Independent.

Quale odio?

Quello ospitato nei giorni scorsi anche da giornali come il Telegraph, Daily Star e  Daily Express, che non hanno esitato a pubblicare l’ignobile manifesto della campagna di Nigel Farage per Brexit.

Ecco il manifesto della paura, che Farage ha fatto circolare per l’Inghilterra. Quel Farage che a Bruxelles è schierato con i suoi accanto a quelli di Cinquestelle.

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