La stampa del 10 maggio 1978 su Peppino Impastato. Una vergogna

mercoledì, maggio 9th, 2018

Ecco che cosa uscì il 10 maggio del 1978 sulla stampa italiana per la morte di Peppino Impastato. E’ un quadro che fa impressione: solo Lotta Continua e il Quotidiano dei Lavoratori scrissero quello che doveva essere scritto.
Il resto rimase appeso alla versione del maggiore dei carabinieri Antonio Subranni sposando molto spesso la tesi dell’incidente sul lavoro da parte del terrorista morto. Un “ultrà” e comunque come scrisse poi abbastanza sprezzante l’Espresso, un “gruppettaro”.
Ecco il quadro desolante per chi come me ha fatto il giornalista, c’è solo da vergognarsene. Lotta Continua era presente a Cinisi con due giovani giornalisti, Gabriele Giunchi e Lillo Venezia con cui avevo lavorato fino a pochi giorni prima, grazie anche a loro il giornale diretto da Enrico Deaglio scrisse allora pagine molto solitarie. E importante fu da Palermo l’impegno di Giuseppe Barbera. Ma ecco cosa uscì:

Lotta Continua titolò in prima pagina: “Un compagno assassinato dalla mafia a Cinisi”. Il titolo d’’apertura era su Aldo Moro, sotto in basso quello su Impastato. A pagina due quasi interamente dedicata alla notizia il titolo era: “Assassinato dalla mafia il compagno Giuseppe Impastato”. Un altro titolo era: ““Vogliono infangare il nome di Giuseppe”.

Il Quotidiano dei Lavoratori titolò: “La mafia conta sull’omertà della stampa, dicono a Cinisi”. L’altro titolo era: “Giuseppe faceva paura alla mafia, per questo l’hanno ucciso”.

Il Manifesto invece relegò la notizia in un piccolo trafiletto nelle pagine interne sotto la testatina Elezioni. Il titolo era: “Un’eplosione sulla linea Trapani-Palermo dilania il capolista di Democrazia Proletaria alle elezioni comunali di Cinisi. Si parla di mafia”. A scrivere era Gianni Riotta.

E poi ecco il peggio. Partiamo dai giornali siciliani:
L’Ora di Palermo non mise la notizia in prima pagina. Il titolo interno era: “Ucciso da bomba, oscura la mano”. Nel sommario “Tre ipotesi: attentato, delitto, suicidio”.
Il Giornale di Sicilia titolava: “Dilaniato da una bomba sulla Palermo-Trapani. Azione terroristica, delitto, suicidio?”
La Sicilia Gazzetta del Sud: “Giovane di sinistra dilaniato da un ordigno sulla linea ferroviaria Palermo-Trapani”

E ora vediamo la stampa nazionale:
L’Unità: “Militante di Dp: attentatore o suicida? Dilaniato da una carica di esplosivo sulla ferrovia fra Trapani e Palermo”.
Paese Sera: “Candidato di Democrazia Proletaria dilaniato da un ordigno sui binari. Attentato o suicidio?”.
La Repubblica: “Era un candidato di Dp in Sicilia. Si è ucciso o è un delitto di mafia? Dilaniato da una bomba sui binari”
Stampa Sera: “Ultrà di sinistra dilaniato dall’esplosione. Suicidio?
La Stampa: “Suicidio, delitto mafioso o attentato?”
Corriere della Sera: “Ultrà di sinistra dilaniato dalla sua bomba sui binario. All’ipotesi dell’attentatore si intreccia quella del suicidio”.
Il Giornale nuovo: “Delitto, suicidio o incidente sul lavoro?”
L’Avanti: “Attentatore dilaniato da una bomba. Esponente di DP voleva far saltare la linea ferrata Trapani-Palermo?”
Il Popolo: “Dilaniato da un ordigno giovane esponente di Dp. Probabilmente stava preparando un attentato lungo i binari”.

Vita Sera; “Ultrà di sinistra muore a Palermo preparando un attentato”.
L’Ansa fece vari take dipingendo l’immagine di un terrorista o al massimo di un terrorista impazzito.
Cronaca Vera: “E’ saltato in aria da solo”.
L’Espresso: “Dinamitardi. Ai funerali c’era tutta Mafiopoli. Peppino Impastato “gruppettaro” salta in aria. Uno strano suicidiio. E se fosse stata la mafia?

Per chi voglia approfondire consiglio questa tesi di laurea: http://www.liberanet.org/…/TESI_SIMONA_DELLA_CROCE_Quinto_c…

Infine due cenni su Subranni:
Antonio Subranni generale di corpo d’armata dei carabinieri andato in pensione nel 1996 è stato più volte indagato dalla magistratura ed è stato condannato a12 anni il 20 aprile scorso dalla Corte di Assise di Palermo, nella sentenza del cosiddetto “Processo Trattativa Stato Mafia”.Oltre a 12 anni di reclusione. Subranni dovrò pagare in solido con gli altri condannati, il risarcimento di un milione di euro nei confronti della Presidenza del Consiglio dei Ministri, costituitasi parte civile. Subranni era il maggiore che si occupò dell’uccisione di Peppino Impastato. In seguito divenuto colonnello ha comandato i carabinieri di Palermo e poi dal 1990 il primo raggruppamento dei Ros. Sua figlia Danila è una stretta collaboratrice di Angelino Alfano.
https://www.ilfattoquotidiano.it/…/trattativa-stat…/4305623/

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