Per Giuseppe Pinelli, un libro contro il buio della sua morte

venerdì, maggio 24th, 2019

Cinquanta anni fa mentre ancora erano in corso  i funerali delle vittime della strage di Piazza Fontana un innocente moriva durante un interrogatorio nella Questura di Milano. Giuseppe Pinelli, anarchico,  bersaglio di una ignobile montatura che cercava di nascondere i veri responsabili dello stragismo fascista.

“Vittima due volte – ha detto il presidente Napolitano nel 2009 – , prima di pesantissimi infondati sospetti e poi di un’improvvisa, assurda fine”.

Nessuno ha pagato per questa scia di morti che ha trasformato l’Italia inaugurando una lunga stagione di stragi e di attentati alla democrazia.

Pinelli, una morte su cui occorreva tornare su.

L’ho fatto con un libro che esce ora per Castelvecchi, in libreria dal 30 maggio: “Pinelli l’innocente che cadde giù”.

 

In questo libro le due figlie di Pinelli, Claudia e Silvia che all’epoca erano bambine, ripercorrono le tappe di una lunga storia che non ha ancora avuto giustizia. Inedita la confessione del magistrato “democratico” inquirente di allora, che poco tempo fa ha privatamente ammesso con loro di aver fatto quello che poteva: “Avevo tutti contro…”.

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Però ecco dalle carte un “graffio” a cui il magistrato non ha dato molta attenzione.

Un graffio sulla mano del brigadiere Panessa, il poliziotto più vicino a Giuseppe Pinelli la notte tra il 15 e il 16 dicembre del ’69 in cui il ferroviere anarchico è morto precipitando dal quarto piano della Questura di Milano. Riferito al Giudice Istruttore, scomparso poi nella sentenza del 1975 che archiviò il caso come un malore.

Il graffio del poliziotto riemerge ora dalle carte insieme ai fantasmi degli agenti del servizio segreto degli Affari Riservati calati in massa a Milano dopo la strage del 12 dicembre del 1969 e mai sentiti dagli inquirenti di allora. Eppure erano in tanti, al seguito di Silvano Russomanno, ed erano i “padroni” delle indagini. “Portammo noi la lista degli anarchici”, rivela l’altro capo Francesco D’Agostino. Che ruolo ebbero negli interrogatori di Giuseppe Pinelli bersaglio di una ignobile montatura che cercava di nascondere i veri responsabili dello stragismo fascista?

 

Sui manovratori del servizio segreto del Viminale nuovi documenti rintracciati nei fondi dell’Archivio Centrale dello Stato, grazie alla recente declassificazione, aprono inquietanti squarci

Presenterò il libro il 13 giugno a Milano (Casa della cultura, via Borgogna 3) alle 18 con Clayudia e Silvia Péinelli, Piero Scaramuicci, Guido Salvini e Marcello Gentili, moderatore Ferruccio Capelli.

E poi Roma il 20 settembre (a Moby Dick, alle 18) e Genova (Giardini Luzzatti il 1 ottobre alle 18)…..

 

 

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