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	<title>Brogi.info</title>
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	<description>INFORMAZIONI CHE FATICANO A TROVARE SPAZIO, BLOG DI PAOLO BROGI</description>
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		<title>La bomba di Brescia? Gelignite e dinamite</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 00:01:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo brogi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Gelignite e dinamite]]></category>
		<category><![CDATA[Strage di Brescia]]></category>

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		<description><![CDATA[<div></div>Insomma, come sempre si era saputo, gelignite e dinamite sono la base della bomba di Brescia. Proprio come aveva detto Carlo Digilio. Molto distante dalla perizia del processo che ha mandato poi assolti i cinque imputati della strage e chew ha puntato sul tgritolo. Da corriere brescia online del 21.2.12 &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.brogi.info%2F2012%2F02%2Fla-bomba-di-brescia-gelignite-e-dinamite.html&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p><p>Insomma, come sempre si era saputo, gelignite e dinamite sono la base della bomba di Brescia. Proprio come aveva detto Carlo Digilio. Molto distante dalla perizia del processo che ha mandato poi assolti i cinque imputati della strage e chew ha puntato sul tgritolo. Da corriere brescia online del 21.2.12 ecco il succo della terza udienza del Processo d’Appello:</p>
<h1>Periti balistici:«Ordigno a base di Gelignite»</h1>
<h2>Il generale Schiavi e il professor Brandone sentiti per 7 ore: ribadita la perizia della prima istruttoria</h2>
<p>Ad esplodere in piazza Loggia fu una miscela di gelignite, dinamite e tritolo in bassissima percentuale. Questa in estrema sintesi la posizione del generale Romano Schiavi e del professor Alberto Brandone, i due periti balistici sentiti per quasi sette ore dalla Corte d&#8217;assise d&#8217;appello di Brescia. Sono loro che redassero la prima perizia sull&#8217;ordigno che il 28 maggio 1974 in piazza Loggia provocò la morte di otto persone ed il ferimento di altre cento. E hanno nella sostanza ribadito quanto espresso nella perizia della prima istruttoria che porta la loro firma.<br />
Proprio di dinamite e gelignite parlò il collaboratore Carlo Digilio, cardine dell&#8217;inchiesta della Procura. Una versione che è, però, in contrasto con la perizia di Paolo Egidi, Federico Boffi e Paolo Zacchei, che in Corte d&#8217;assise di primo grado avevano parlato di un ordigno a base di tritolo. Determinante per l&#8217;inquinamento delle prove dell&#8217;esplosione &#8211; hanno ribadito Schiavi e Brandone &#8211; fu il lavaggio della piazza. La Corte ha, infine, respinto l&#8217;istanza con la quale le difese avevano chiesto che venissero riascoltati anche i periti del processo di primo grado in Corte d&#8217;assise.</p>
<p>Da corriere.brescia</p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.brogi.info%2F2012%2F02%2Fla-bomba-di-brescia-gelignite-e-dinamite.html&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p><fb:share-button href="http://www.brogi.info/2012/02/la-bomba-di-brescia-gelignite-e-dinamite.html" type="button_count"></fb:share-button>]]></content:encoded>
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		<title>Kerala: una nave greca fu attaccata dai pirati? Le richieste delle famiglie delle vittime</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 23:43:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo brogi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Kerala]]></category>
		<category><![CDATA[Olympic Flayr]]></category>
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		<description><![CDATA[<div></div>Pescatori indiani uccisi nel Kerala, secondo l’Icc (camera di commercio internazionale) quel giorno i pirati avrebbero attaccato vicino a Kochin  la nave greca Olympic Flayr. La circostanza però viene negata dalle autorità marittime greche. Intanto oi parenti deki morti hanno chiesto dei veri risarcimenti per le famiglie delle vittime. L&#8217;International &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.brogi.info%2F2012%2F02%2Fkerala-una-nave-greca-du-attaccata-dai-pirati-le-richieste-delle-famiglie-delle-vittime.html&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p><p>Pescatori indiani uccisi nel Kerala, secondo l’Icc (camera di commercio internazionale) quel giorno i pirati avrebbero attaccato vicino a Kochin  la nave greca Olympic Flayr. La circostanza però viene negata dalle autorità marittime greche. Intanto oi parenti deki morti hanno chiesto dei veri risarcimenti per le famiglie delle vittime.</p>
<p>L&#8217;International Maritime Bureau (Imb) della Camera di commercio internazionale (Icc) ha comunque confermato, in una comunicazione alla Marina militare italiana, che il 15 febbraio &#8211; lo stesso giorno del presunto tentativo di abbordaggio alla petroliera italiana Enrica Lexie &#8211; <a href="http://www.repubblica.it/esteri/2012/02/21/news/india_nave_greca-30231856/">è stato attaccato dai pirati <sup>3</sup></a> un cargo, l&#8217;Olympic Flair, battente bandiera greca, che si trovava a circa due miglia e mezzo dal porto di Kochi. Secondo l&#8217;organismo internazionale, l&#8217;attacco da parte di pirati sarebbe avvenuto alle ore 16.50 locali. Nel report, in particolare, si fa riferimento a circa 20 persone che, a bordo di due imbarcazioni, avrebbero tentato l&#8217;abbordaggio di un tanker, rinunciando dopo che il personale della sicurezza della petroliera aveva fatto scattare le procedure d&#8217;allarme.</p>
<p>Nella segnalazione dell&#8217;Icc non compare il nome della nave coinvolta, che ieri però è stata identificata &#8211; sulla base di informazioni raccolte dallo stesso organismo e girate alle autorità italiane &#8211; nel cargo greco Olympic Flair. Questa mattina un portavoce della Marina mercantile ellenica ha fatto sapere che nessuna nave mercantile battente bandiera greca è stata attaccata da pirati al largo delle coste meridionali dell&#8217;India negli ultimi giorni. Ma l&#8217;Icc ha confermato che la nave coinvolta nel tentativo di attacco di cui si parla nel rapporto è proprio la &#8220;Olympic Flair, battente bandiera greca&#8221;. Della nave viene dato anche il numero Imo, International Maritime Organization (8913966), cioè il codice che identifica ogni tipo di natante superiore alle 100 tonnellate.<br />
La famiglia di uno dei due pescatori uccisi ha depositato all&#8217;Alta corte del Kerala una richiesta di risarcimento di 200mila dollari. &#8220;Riteniamo che questa sia la cifra giusta per l&#8217;educazione e le necessità future dei figli&#8221;, ha dichiarato Rajesh Martin, prete cattolico e parente di Jalastein, una delle vittime. Secondo quanto rende noto l&#8217;agenzia indiana Ians, la famiglia ha anche chiesto alle autorità che non venga consentito alla Enrica Lexie di salpare da Kochi fino a che non sarà stato versato il risarcimento.</p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.brogi.info%2F2012%2F02%2Fkerala-una-nave-greca-du-attaccata-dai-pirati-le-richieste-delle-famiglie-delle-vittime.html&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p><fb:share-button href="http://www.brogi.info/2012/02/kerala-una-nave-greca-du-attaccata-dai-pirati-le-richieste-delle-famiglie-delle-vittime.html" type="button_count"></fb:share-button>]]></content:encoded>
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		<title>Giochi e affari: lo scandalo di Valco San Paolo (Roma), piscine aperte per un mese e poi abbandonate a se stesse&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 18:25:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo brogi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<img src="http://www.brogi.info/wp-content/uploads/2012/02/piscine-11-1024x768-300x225.jpg" alt="Giochi e affari: lo scandalo di Valco San Paolo (Roma), piscine aperte per un mese e poi abbandonate a se stesse&#8230;" /><div></div>Che fine faranno le piscine incompiute di Valco San Paolo a Roma  che giacciono in un imbarazzante degrado? Per i mondiali di nuoto sono riuscite incredibilmente ad essere utilizzate, almeno un paio delle strutture, per gli allenamenti di alcune squadre in competizione. Poi da agosto è scattata di nuovo la &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.brogi.info%2F2012%2F02%2Fgiochi-e-affari-lo-scandalo-di-valco-san-paolo-roma-piscine-aperte-per-un-mese-e-poi-abbandonate-a-se-stesse.html&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p><p><strong>Che fine faranno le piscine incompiute di Valco San Paolo a Roma  che giacciono in un imbarazzante degrado? Per i mondiali di nuoto sono riuscite incredibilmente ad essere utilizzate, almeno un paio delle strutture, per gli allenamenti di alcune squadre in competizione. Poi da agosto è scattata di nuovo la chiusura. L’autunno scorso si presentavano come terra di  nessuno, cancelli mezzo aperti, materiali tossici da cantiere sparsi qua e là, degrado a vista d’occhio. In carico alla presidenza del consiglio – Ufficio Missioni e Sport – ora prevedono un servizio di vigilanza ma è ancora buio pesto  sui tempi di recupero di questa struttura costata finora 16 milioni di euro.  Azienda costruttrice la Opere pubbliche e Ambiente spa, gestita dqa quel Francesco Piscicelli che è stato intercettato mentre se la rideva sul terremoto dell’Aquila.</strong></p>
<p><strong>Roma e le Olimpiadi. Si può senz’altro ripartire da questa vicenda scabrosa di opere incompiute come Valco San Paolo per capire il problema: martedì sera se ne parla anche nella trasmissione di Raitre “Ballarò”. Trentamila metri quadri di superficie comunale, tre piscine di cui una all’aperto, una palestra, una sala conferenze, uffici, bar e ristorante. Ecco il gioiellino lanciato sul finale dell’amministrazione Veltroni ed ereditato dall’amministrazione Alemanno: primi lavori nel 2008, accelerazione per l’estate 2009 e i Mondiali consentendo un minimo di sfruttamento, successivo abbandono. Mai preso in carico dal Comune il complesso giace in questo limbo che rinvia all’Ufficio Missioni e Sport.  L’XI Municipio chiede da tempo che siano completati i lavori, bonificato il tutto e affidata la gestione con un’attenzione al quartiere. A catena il degrado del Valco San Paolo ha coinvolto intanto anche altre zone adiacenti che dovevano essere risanate, come il lungotevere Dante e alcune aree verdi da attrezzar3e. Niente di fatto su tutto il fronte.</strong></p>
<p><strong>Paolo Brogi<a href="http://www.brogi.info/wp-content/uploads/2012/02/piscine-11-1024x768.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-15842" title="piscine-11-1024x768" src="http://www.brogi.info/wp-content/uploads/2012/02/piscine-11-1024x768-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></strong></p>
<p><strong><a href="http://www.brogi.info/wp-content/uploads/2012/02/piscine-18-300x225.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-15843" title="piscine-18-300x225" src="http://www.brogi.info/wp-content/uploads/2012/02/piscine-18-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><br />
</strong></p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.brogi.info%2F2012%2F02%2Fgiochi-e-affari-lo-scandalo-di-valco-san-paolo-roma-piscine-aperte-per-un-mese-e-poi-abbandonate-a-se-stesse.html&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p><fb:share-button href="http://www.brogi.info/2012/02/giochi-e-affari-lo-scandalo-di-valco-san-paolo-roma-piscine-aperte-per-un-mese-e-poi-abbandonate-a-se-stesse.html" type="button_count"></fb:share-button>]]></content:encoded>
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		<title>Attacco al giornalismo d&#8217;inchiesta: il giornalista Formigli condannato a pagare 7 milioni alla Fiat</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 17:57:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo brogi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<div></div>Sette milioni di euro sono troppi, infinitamente troppi  per un giornalista! Un giudice civile di Torino, Maura Sabbione, ha condannato Corrado Formigli, il giornalista allora ad “Annozero” trasmissione per la quale si era pure fatto pestare i piedi da Larussa, e la Rai a pagare questa iperbolica cifra per aver &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.brogi.info%2F2012%2F02%2Fattacco-al-giornalismo-dinchiesta-il-giornalista-formigli-condannato-a-pagare-7-milioni-alla-fiat.html&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p><p>Sette milioni di euro sono troppi, infinitamente troppi  per un giornalista! Un giudice civile di Torino, Maura Sabbione, ha condannato Corrado Formigli, il giornalista allora ad “Annozero” trasmissione per la quale si era pure fatto pestare i piedi da Larussa, e la Rai a pagare questa iperbolica cifra per aver diffamato la Fiat. Sentenza esecutiva, bisogna pagare subito.</p>
<p>E quando mai un altro giornalista oserà parlare male in futuro di una ditta automobilistica?</p>
<p>Questo è un paese in cui la Rai (il Tg2) aveva tenuto a battesimo una trasmissione sui prezzi e sul carovita che poi dovette chiudere per le infinite ripicche delle industrie. Vinsero le industrie, non la popolazione italiana.</p>
<p>Stavolta scatta una condanna dai livelli impensabili. Il giudice Sabbione deve aver fatto dei conti chissà quali. E quindi eccoci di nuovo alle prese con la questione diffamazioni.</p>
<p>La legge attuale è totalmente sbilanciata a favore di chi si ritiene offeso. Diversamente che da altri paesi qui, dove le diffamazioni scattano spesso quasi in automatico e soprattutto in sede civile (tanto se poi la querela sarà archiviata, come succede spesso, chissenefrega pensano i querelanti non tenuti a risarcire i querelati), la legge non prevede un ritorno per il querelato in caso di ragione. E questo è già un bel danno per chi ha dovuto sobbarcarsi spese legqali e anni di attenzione a queste cause (ricordate i conti che la povera Milena Gabanelli fece a Fazio?).</p>
<p>Aggiungiamoci ora queste vette apicali di denaro in caso di condanna e siamo alle prese con un vero monstrum: in queste condizioni guai a toccare i sancta sanctorum, sembra di essere tornati ai tempi di Valletta negli anni ’50 quando i comunisti venivano licenziati, gli scioperi vietati, le auto erano tutte nuove e geniali, poco importa che ci fossero a Turin decine e decine di migliaia di  immigrati che fatti venire in città vivevano come bestie. In quella città allora l’Einaudi rifiutò di pubblicare il libro di Goffredo Fofi sull’immigrazione meridionale a Torino, il libro dovette uscire a Milano da Feltrinelli. Figuriamoci.</p>
<p>Saranno  tre o quattro le trasmissioni in cui si parla ormai di cose serie. E allora? Dalli a questi rompiscatole. Magari ha sbagliato Formigli, certo, ma presentargli un conto così?E sarà un caso che Santoro non è più in Rai e  Formigli neanche?</p>
<p>Solidarietà dunque a Formigli per una sentenza tra l’altro esecutiva, indipendentemente dal ricorso in appello. Ha la faccia del buono Formigli, qualcuno come è successo al Dal Verme pensa che gliene si possano fare di tutte.</p>
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		<title>Una legge elettorale &#8220;macellum&#8221; che sanzioni tre uniche forze in campo (Pdl, Pd e Centro) e poi Passera come presidente. Così Berlusconi cerca l&#8217;intesa col Pd</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 10:02:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo brogi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<div></div>Che dire del reddito di Corrado Passera, il ministro che Berlusconi vorrebbe come successore a Mario Monti in un progetto di legge elettorale cannibalizzatrice della democrazia? Il ministro della dello Sviluppo Economico Corrado Passera ha uno dei redditi più alti tra i ministri, 3,5 milioni di euro all’anno su cui &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.brogi.info%2F2012%2F02%2Funa-legge-elettorale-macellum-che-sanzioni-tre-uniche-forze-in-campo-pdl-pd-e-centro-e-poi-passera-come-presidente-cosi-berlusconi-cerca-lintesa-col-pd.html&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p><p>Che dire del reddito di Corrado Passera, il ministro che Berlusconi vorrebbe come successore a Mario Monti in un progetto di legge elettorale cannibalizzatrice della democrazia? Il ministro della dello Sviluppo Economico Corrado Passera ha uno dei redditi più alti tra i ministri, 3,5 milioni di euro all’anno su cui ha pagato 1,4 milioni di tasse (è solo secondo alla guardasigilli Severino con 7 mln di euro). Fin qui il reddito di Passera, pazienza, è un uomo decisamente abbiente. Poi però c’è il futuro dell’uomo abbiente, che ripropone la figurina sbiadita del milionario ridens come governante.</p>
<p>Su questo signore piuttosto ricco si concentrerebbero infatti ora gli sforzi del Pdl e di Berlusconi in particolare tesi a convincere il Pd a dare una stretta definitiva al sistema elettorale tale da lasciare deentro solo Pdl, Pd e Centroi casiniano. Più che un sistema elettorale un “macellum”.</p>
<p>Fantascienza? E’ stato Libero, uno degli house organ berlusconiani, due giorni fa, a rivelare che Berlusconi starebbe lavorando insieme agli ormai ex avversari per approvare una nuova legge elettorale con uno sbarramento elevatissimo, che possa mettere &#8220;fuori gioco&#8221; addirittura partiti come la Lega Nord e l&#8217;IDV. L&#8217;ipotesi è quella di presentare agli italiani una larghissima coalizione tra PD, PDL e terzo polo, proponendo Passera come premier, dando così continuità al governo Monti. Nonché alle  banche ovviamente, di cui Passera è accusato di essere una diretta emanazione. Fantascienza o dobbiamo preoccuparcene seriamente? E’ questo che la Corte Costituzionale ha chiesto al Parlamento bloccando i referendum per cui aveva firmato oltre un  milione di italiani?</p>
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		<title>Mamme tunisine a Palermo e Roma in cerca dei loro figli &#8220;scomparsi&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Feb 2012 22:01:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo brogi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Harragas]]></category>
		<category><![CDATA[Madri]]></category>
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		<description><![CDATA[<div></div>Mamme tunisine in cerca dei loro desaparecidos Sono 800 i migranti scomparsi dopo essersi imbarcati per l’Italia La Stampa, 20-02-2012 Laura Aniello Sono detective a caccia di fantasmi. E quei fantasmi sono i loro figli, nipoti, fratelli. «Il mio Mohamad, 19 anni, è partito a marzo dopo essere stato colpito &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.brogi.info%2F2012%2F02%2Fmamme-tunisine-a-palermo-e-roma-in-cerca-dei-loro-figli-scomparsi.html&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p><p><strong>Mamme tunisine in cerca dei loro desaparecidos</strong><br />
Sono 800 i migranti scomparsi dopo essersi imbarcati per l’Italia<br />
La Stampa, 20-02-2012<br />
<em>Laura Aniello</em><br />
Sono detective a caccia di fantasmi. E quei fantasmi sono i loro figli, nipoti, fratelli. «Il mio Mohamad, 19 anni, è partito a marzo dopo essere stato colpito da una pallottola a una gamba durante la rivoluzione. I suoi cugini in Germania l’hanno riconosciuto in un filmato televisivo a Lampedusa», dice Mahrzia Raufi mostrando la foto di un ragazzo sorridente. Il velo bagnato dall’acqua che viene giù dal cielo, gli occhi fissi sul portone del consolato tunisino di Palermo, al collo l’appello alle autorità: «Aiutateci a trovarli».<br />
Sono i nuovi desaparecidos, inghiottiti nel vortice delle rivolte arabe, delle migrazioni, degli assembramenti sui barconi, dei respingimenti in mare. Tutti partiti l’anno scorso, la gran parte spariti tra gennaio e marzo. I fantasmi del Mediterraneo: finiti in un Cie, in un carcere, in un bassifondo di qualche città o &#8211; peggio &#8211; negli abissi di quel grande cimitero che è il canale tra la Sicilia e il Maghreb. O forse ancora nascosti da una nuova identità (etiope, eritrea, palestinese) dichiarata per ottenere il permesso d’asilo. In Tunisia ne mancano all’appello 800 &#8211; trecento dei quali solo nella capitale &#8211; quasi la metà dei 1.500 partiti dal Nord Africa che anche l’Alto commissariato delle Nazioni unite qualifica come «missing».<br />
Perduti, scomparsi nel nulla. Sei di quelle famiglie che protestano laggiù da mesi sono venute a Palermo con le fotografie dei loro ragazzi nelle mani per poi bussare alle porte dell’ufficio migrazioni di Agrigento &#8211; quello da cui dipende Lampedusa &#8211; e per andare infine a Roma, dove domani saranno ricevute al nostro ministero degli Interni. Tutti aggrappati a una voce smozzicata sentita sopra a un barcone &#8211; «Mamma, sono partito, ci sentiamo quando arrivo, evviva la libertà» &#8211; al fotogramma confuso di qualche tv, alle immagini pubblicate dai giornali. «Non c’è dubbio, guardate &#8211; dice Mahrzia &#8211; quello è sicuramente mio figlio, non si può sbagliare. Magari non può telefonare, non ha i soldi, è prigioniero. Non sa che sua madre è qua e che non si rassegnerà mai». Accanto a lei c’è Imed Soltani, che cerca i suoi due nipoti, Slim e Belahsen. «Hanno pagato mille ciascuno per imbarcarsi, sono arrivati sicuramente in un gommone con 22 persone a Linosa il 2 marzo, lo hanno confermato i carabinieri» spiega Adel Laid, dell’associazione Arca, che segue da vicino il caso insieme con Zaher Darwish della Cgil immigrazione, l’anima dei senza diritti di Palermo. Noureddine M’Barki è qui per il figlio Karime, vent’anni. «Era su un barcone arrivato a Lampedusa insieme con tanti altri, ho la foto. È vivo». Chiedono, i genitori dei desaparecidos, un confronto tra impronte digitali: quelle impresse in Tunisia dai ragazzi al momento del rilascio delle carte d’identità, e quelle rilevate all’arrivo nei Centri di identificazione e di espulsione. Una petizione che ha raccolto oltre 1.500 firme e ottenuto un’interrogazione parlamentare di Livia Turco e Gianclaudio Bressa. Dopo giorni di silenzio, il governo tunisino ha battuto un colpo, aprendo uno spiraglio di dialogo. Ma restando irremovibile sulla chiusura dei cordoni della borsa per quel che riguarda le spese di ospitalità. «I primi giorni ha pagato l’albergo &#8211; racconta Zaher Darwish &#8211; poi hanno dormito in una moschea e nelle case di amici». Nadia Ajmi, che ha visto il figlio di 21 anni, Rami Ghrissi, vendere prima il computer e poi la moto per pagarsi il biglietto per Lampedusa. Lì, in Tunisia, adesso spera come Sameh, che l’ultima volta ha sentito la voce di suo figlio già in mare: «Mamma, siamo partiti da un’ora, chiamami domani», e poi per giorni, per mesi, è impazzita dietro al messaggio automatico del telefono staccato. Nessuno vuole pensare a tutti quelli che sono partiti senza mai arrivare, alle tombe dei senza nome a Lampedusa, se tomba è una gettata di calce bianca con la scritta: extracomunitario. Nessuno vuole pensare ai naufragi che si susseguono anche in questi giorni. Perché a poche miglia di distanza da quell’isola dove i migranti sono al centro della campagna elettorale per il nuovo sindaco, si muore ancora. Il 14 gennaio &#8211; racconta Fortress Europe, il blog che tiene la conta delle vittime quattro imbarcazioni sono salpate dalla costa a est di Tripoli, due sono state salvate dalla guardia costiera maltese, una dai militari italiani. La quarta, che era partita carica di 55 uomini, è stata ritrovata alla deriva con un solo passeggero a bordo. Morto. «L’altro giorno &#8211; racconta Darwish &#8211; a un anziano in Tunisia è arrivata la notizia che suo figlio fosse tra le vittime. Lui non ha retto al dolore ed è morto sul colpo. L’indomani abbiamo saputo che il ragazzo era vivo».</p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.brogi.info%2F2012%2F02%2Fmamme-tunisine-a-palermo-e-roma-in-cerca-dei-loro-figli-scomparsi.html&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p><fb:share-button href="http://www.brogi.info/2012/02/mamme-tunisine-a-palermo-e-roma-in-cerca-dei-loro-figli-scomparsi.html" type="button_count"></fb:share-button>]]></content:encoded>
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		<title>La Rai oltre l&#8217;articolo 18: vuole già licenziare le collaboratrici &#8220;incinte&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Feb 2012 21:23:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo brogi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Gravidanza]]></category>
		<category><![CDATA[Rai]]></category>

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		<description><![CDATA[<img src="http://www.brogi.info/wp-content/uploads/2012/02/Clausola-Graidanza-300x225.jpg" alt="La Rai oltre l&#8217;articolo 18: vuole già licenziare le collaboratrici &#8220;incinte&#8221;" /><div></div>La Rai, quella pagata col canone di tutti noi, è già oltre l’articolo 18. SE la prende con un classico bersaglio della più retrograda intolleranza, la donna incinta. La rai infatti nei suoi contratti di collaborazione  applicva una clausola in cui decide di licenziare una collaboratrice se incinta. La scoperta &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.brogi.info%2F2012%2F02%2Fla-rai-oltre-larticolo-18-vuole-licenziare-le-collaboratrici-incinte.html&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p><p>La Rai, quella pagata col canone di tutti noi, è già oltre l’articolo 18. SE la prende con un classico bersaglio della più retrograda intolleranza, la donna incinta. La rai infatti nei suoi contratti di collaborazione  applicva una clausola in cui decide di licenziare una collaboratrice se incinta. La scoperta fatta nei nuovi contratti predisposti dall’ente è di Errori di stampa, l’associazione dei giornalisti precari. Perché ad accorgersene solo loro? E i sindacati in Rai, l’Usigrai ecc?</p>
<p>Ecco il testo: “Nel caso di sua malattia, infortunio, gravidanza, causa di forza maggiore o altre cause di impedimento insorte durante l&#8217;esecuzione del contratto, Ella dovrà darcene tempestiva comunicazione. Resta inteso che, qualora per tali fatti Ella non adempia alle prestazioni convenute, fermo restando il diritto della Rai di utilizzare le prestazioni già acquisite, le saranno dedotti i compensi relativi alle prestazioni non effettuate. Comunque, ove i fatti richiamati impedissero a nostro parere, il regolare e continuativo adempimento delle obbligazioni convenute nella presente, quest&#8217;ultima potrà essere da noi risoluta di diritto, senza alcun compenso o indennizzo a suo favore».</p>
<p><a href="http://www.brogi.info/wp-content/uploads/2012/02/Clausola-Graidanza.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-15810" title="Clausola Graidanza" src="http://www.brogi.info/wp-content/uploads/2012/02/Clausola-Graidanza-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Ecco la lettera inviata al dg Lorenza Lei da Errori di stampa (la trovate sul sito dell’associazione):</p>
<p>Cara direttrice,</p>
<p>a scriverle è un gruppo di giornalisti precari riuniti nel coordinamento &#8220;Errori di stampa&#8221;.</p>
<p>Quando è stata nominata come direttore generale della Rai abbiamo sperato che questo cambio al vertice nella più grande azienda editoriale italiana potesse essere il segno di una volontà di miglioramento rispetto al passato. Più precisamente, abbiamo sperato che la sua nomina fosse l&#8217;inizio di un&#8217;inversione di rotta nelle politiche interne all&#8217;azienda, anche e soprattutto nei confronti di chi, di questa azienda, è l&#8217;anima e lo scheletro insieme: i suoi lavoratori. Molti dei quali, circa 1600, sono precari.</p>
<p>Sappiamo che più della metà dei &#8220;precaRAI&#8221; sono giornalisti, ma è impossibile conoscere il numero esatto. La politica di via Mazzini, infatti, da anni, è quella di assumere i giornalisti che lavorano per i programmi di rete e non di testata con contratti-truffa come quelli da &#8220;consulente&#8221;, &#8220;presentatore-regista&#8221; o &#8220;programmista-regista&#8221;. Etichette dietro alle quali, nella gran parte dei casi, si celano redattori che svolgono attività puramente giornalistica. Assunti però senza uno straccio di tutela, pagati a partita iva e a puntata, a fronte di fatture in cui è vietata inserire la voce Inpgi, l&#8217;istituto di previdenza sociale giornalistica.</p>
<p>Non dimentichiamo la sua firma sull&#8217;accordo sindacale che stabiizza i bacini A e B di precari interni, segnale in sè positivo e rivoluzionario rispetto al passato. Ma crediamo che per parlare davvero di miglioramento nel servizio pubblico nazionale qualcosa in più debba essere fatto.</p>
<p><strong>Per questo le chiediamo di porre fine al proliferare di contratti &#8220;ultraleggeri&#8221;, di sostituirli con scritture più&#8217; serie, realisticamente rispondenti alle mansioni del lavoratore. E di stralciare dal testo la penosa &#8220;clausola gravidanza&#8221; contenuta al punto 10 del contratto di consulenza</strong>.</p>
<p>Sull’interpretazione di quel punto non ci sono dubbi: se una donna rimane incinta la Rai potrà valutare l&#8217;incidenza della gravidanza sulla produttività  della lavoratrice e, se questa ne risultasse compromessa, si riserva sostanzialmente di risolvere il contratto.  In Rai, quindi, l’azienda editoriale che lei dirige, non solo i giornalisti sono “consulenti”, pagati a cottimo e costretti a versare Inps o Enpals al posto dell&#8217;Inpgi. Ma hanno anche l’umiliazione di sapere che scegliere un figlio potrebbe implicare la rinuncia coatta al lavoro.</p>
<p>Noi riteniamo che quella clausola sia retrograda e illegale. È un ostacolo formale vergognoso al raggiungimento di condizioni di reale eguaglianza fra lavoratori (precari) e lavoratrici (precarie): una palese violazione dell’articolo 3 della Costituzione. Siamo convinti che lei non può non essere d’accordo con noi.<br />
Per questo, Direttrice Lei, le chiediamo non solo di eliminare i contratti-truffa di consulenza, ma anche di cancellare da tutti i contratti Rai l’insopportabile &#8220;clausola gravidanza&#8221;. Sarebbe un gesto di civiltà concreto e tangibile di un direttore-donna nei confronti delle tante lavoratrici già sufficientemente umiliate da un&#8217;azienda che le paga a gettone.</p>
<p>Direttrice Lei, in riferimento ad Adriano Celentano presente sul palco dell’Ariston, lei ha chiesto che l’ultima sera del Festival prevalessero “buon senso e correttezza”. Noi crediamo che buon senso e correttezza debbano prevalere non solo in una serata, ma in tutte le trasmissioni e per tutti i contratti della Rai.</p>
<p>Restiamo in attesa di un suo positivo riscontro.</p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.brogi.info%2F2012%2F02%2Fla-rai-oltre-larticolo-18-vuole-licenziare-le-collaboratrici-incinte.html&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p><fb:share-button href="http://www.brogi.info/2012/02/la-rai-oltre-larticolo-18-vuole-licenziare-le-collaboratrici-incinte.html" type="button_count"></fb:share-button>]]></content:encoded>
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		<title>Sul grilletto ha pesato anche il sequestro di una nave gemella dei D&#8217;Amato liberata a Natale con 11,5 milioni di riscatto?</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Feb 2012 18:24:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo brogi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[D'Amato]]></category>
		<category><![CDATA[Enrica Lexie]]></category>
		<category><![CDATA[Marò]]></category>
		<category><![CDATA[Savina Caylyn]]></category>

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		<description><![CDATA[<img src="http://www.brogi.info/wp-content/uploads/2012/02/enrica_lexie_fi-400x300-300x225.jpg" alt="Sul grilletto ha pesato anche il sequestro di una nave gemella dei D&#8217;Amato liberata a Natale con 11,5 milioni di riscatto?" /><div></div>Alla vigilia di questo Natale si era conclusa per gli armatori Fratelli D’Amato  l’odissea della nave gemella della Enrica Lexie, la Savina Caylyn un oil tanker anch’essa da 105 mila tonnellate: sequestrata dai pirati somali in febbraio, a 500 miglia dall’India, è stata probabile oggetto di riscatto. La cifra circolata &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.brogi.info%2F2012%2F02%2Fsul-grilletto-ha-pesato-anche-il-sequestro-di-una-nave-gemella-dei-damato-liberata-a-natale-con-115-milioni-di-riscatto.html&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p><p>Alla vigilia di questo Natale si era conclusa per gli armatori Fratelli D’Amato  l’odissea della nave gemella della Enrica Lexie, la Savina Caylyn un oil tanker anch’essa da 105 mila tonnellate: sequestrata dai pirati somali in febbraio, a 500 miglia dall’India, è stata probabile oggetto di riscatto. La cifra circolata e che qui il corriere.it aveva raccolto era di 11,5 milioni di euro. Un mese prima si era conclusa anche la vicenda di un’altra nave sequestrata, la Rosalia D’Amato, appartenente a un altro ramo dei D’Amato.</p>
<p>La decisione di mettere a bordo delle proprie navi i marò è frutto degli ultimi mesi e del resto l’accordo che la consente è del 2011. Qui di seguito corriere.it del 21.12.2011 con la vicenda del rilascio della Savina Caylyn (e a seguire la soluzione per la Rosalia D’Amato)</p>
<p>La petroliera italiana Savina Caylyn, sequestrata lo scorso febbraio da pirati somali con a bordo 22 persone di equipaggio tra cui cinque italiani, è stata liberata. I 22 membri dell&#8217;equipaggio, tra cui cinque italiani, hanno trascorso 11 mesi prigionieri dei pirati. La petroliera era stata sequestrata l&#8217;8 febbraio. A bordo cinque marinai italiani: Giuseppe Lubrano Lavadera, comandante della nave, e Crescenzo Guardascione, terzo ufficiale di coperta, entrambi di Procida ; Gianmaria Cesaro, allievo di coperta, di Sorrento; Antonio Verrecchia, direttore di macchina, di Gaeta, ed Eugenio Bon, primo ufficiale di coperta, di Trieste.</p>
<p><strong>SODDISFAZIONE </strong>- La nave, dell&#8217;armatore Fratelli D&#8217;Amato Spa di Napoli, era stata sequestrata dopo un attacco effettuato da un barchino di pirati con granate e armi da fuoco, a 500 miglia nautiche dall&#8217;India e 800 dalla Somalia. Trasportava un carico di greggio, era partita dal Sudan e diretta in Malaysia. In una nota diffusa da Palazzo Chigi, il presidente del Consiglio Mario Monti ha espresso «la sua più viva soddisfazione» per il rilascio.</p>
<p><strong>RISCATTO</strong> &#8211; La Farnesina e la società armatrice Fratelli D&#8217;Amato sottolineano che nell&#8217;operazione «non c&#8217;è stato nessun blitz, nè tantomeno pagato un riscatto». Il governo italiano, recita una nota del ministero degli Esteri, ha «evitato qualsiasi azione di tipo militare» per garantire la sicurezza dei 5 italiani e non ha «mai contemplato» l&#8217;ipotesi di una «trattativa con i pirati» o il «pagamento di riscatti» per la liberazione della nave. I pirati somali affermano invece che per la liberazione dei cinque italiani e di 17 indiani hanno ricevuto «11,5 milioni di dollari» in due tranche. Dopo aver recuperato «8,5 milioni di dollari lanciati da un elicottero», gli indiani sono stati rilasciati su piccole barche. Successivamente «sono stati lanciati altri 3 milioni e abbiamo lasciato la nave e liberato i cinque italiani», ha detto un membro della banda di pirati che teneva la nave in ostaggio.</p>
<p><strong>NELLE MANI DEI PIRATI</strong> &#8211; In questi mesi si sono susseguiti appelli, cortei, fiaccolate per chiedere lo loro liberazione. Nelle mani dei pirati somali restano altre 200 persone, sottolineano i responsabili della missione navale antipirateria dell&#8217;Ue, Atlanta, che definiscono la situazione «una tragedia umanitaria». «Ci sono 199 uomini e una donna attualmente ostaggio delle bande di pirati in Somalia», si legge in una nota dell&#8217;organizzazione. Dall&#8217;inizio della missione, a dicembre del 2008, sono stati complessivamente presi in ostaggio 2.317 marinai, rimasti in ostaggio mediamente cinque mesi, 19 mesi in casi record. Almeno 60 di loro sono morti, mentre altri «hanno subito torture e sono stati vittime di abusi». Atlanta mette in guardia contro la &#8216;nuova tecnicà utilizzata dai pirati somali: rilasciare le navi ma tenere in ostaggio parte degli equipaggi per scambiarla con i compagni arrestati.</p>
<p>25.11.2011</p>
<p>La nave Rosalia D&#8217;Amato liberata dopo sette mesi di sequestro<br />
„</p>
<p><strong>Il cargo Rosalia D&#8217;Amato</strong>, dal 21 aprile scorso in mano dei pirati al largo della Somalia<strong>, </strong><strong>è stato </strong><strong>liberato</strong><strong>.</strong> Il rilascio è avvenuto a seguito della positiva conclusione della trattativa avviata da tempo con i pirati dall&#8217;armatore, <strong>la Perseveranza Navigazione spa di Napol</strong><strong>i.</strong></p>
<p>Il cargo, con a bordo sei italiani e 16 filippini, era stato sequestrato sette mesi fa con un agguato scattato a 350 miglia dalle coste dell&#8217;Oman, nell&#8217;Oceano Indiano. L&#8217;equipaggio è in buone condizioni di salute e ha salutato la liberazione facendo suonare la sirena di bordo.</p>
<p>Ecco i nomi degli italiani, tra cui alcuni campani: Orazio Lanza, comandante di Messina; Antonio Di Girolamo, direttore di macchina di Mazara del Vallo (Trapani); Gennaro Odoaldo, terzo ufficiale di coperta, Vincenzo Ambrosino, allievo ufficiale di macchina, entrambi di Procida (Napoli); Giuseppe Maresca, secondo ufficiale di coperta di Vico Equense (Napoli), Pasquale Massa primo ufficiale di coperta di Meta di Sorrento, ma residente in Belgio.</p>
<p>&#8220;Stiamo tutti bene&#8221;: queste le primissime parole che Orazio Lanza, comandante della Rosalia D&#8217;Amato, ha riferito a telefono a Carlo Miccio, vertice della società armatrice Perseveranza Navigazione. &#8220;Per noi non è ancora avvenuta la liberazione visto che la nave è ancora nelle acque somale&#8221;, ha riferito all&#8217;Ansa Miccio. &#8220;Stiamo lavorando con la Farnesina per poter aver notizie più certe, per noi <strong>la certezza della liberazione ci sarà solo quando la nave sarà in completa sicurezza</strong><strong>&#8220;.</strong></p>
<p>In questi mesi diverse volte la società armatrice a Napoli è riuscita a contattare la Rosalia D&#8217;Amato e ogni volta c&#8217;é stata la rassicurazione che l&#8217;equipaggio era in buona salute. (Ansa)</p>
<p>“<a href="http://www.brogi.info/wp-content/uploads/2012/02/enrica_lexie_fi-400x300.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-15805" title="enrica_lexie_fi--400x300" src="http://www.brogi.info/wp-content/uploads/2012/02/enrica_lexie_fi-400x300-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
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		<title>Affitti in nero, cinque studenti di Bologna si ribellano all&#8217;inganno del &#8220;comodato&#8221;. E un giudice li sbatte fuori</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Feb 2012 17:14:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo brogi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Affitti]]></category>
		<category><![CDATA[Casa]]></category>
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		<description><![CDATA[<div></div>Caro Presidente Monti, ecco come si evadono gli affitti a Bologna. E come cinque coraggiosi studenti che denunciano questa situazione siano sbattuti fuori casa da un giudice che &#8220;non capisce&#8221;. Ecco la loro storia, credo che sia fotocopiabile cin chissà quante altre.  La lettera: Affitti in nero a Bologna: il &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.brogi.info%2F2012%2F02%2Faffitti-in-nero-cinque-studenti-di-bologna-si-ribellano-allinganno-del-comodato-e-un-giudice-li-sbatte-fuori.html&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p><p>Caro Presidente Monti, ecco come si evadono gli affitti a Bologna. E come cinque coraggiosi studenti che denunciano questa situazione siano sbattuti fuori casa da un giudice che &#8220;non capisce&#8221;. Ecco la loro storia, credo che sia fotocopiabile cin chissà quante altre.  La lettera:</p>
<p>Affitti in nero a Bologna: il primo Giudice che si schiera con l’evasione fiscale</p>
<p>Siamo a Bologna, una città famosa per l’università che attira tanti studenti da ogni parte dell’Italia e del mondo. Altrettanto famosa per la fortissima evasione fiscale praticata dai proprietari degli appartamenti affittati in nero agli studenti.</p>
<p>Il gioco è semplice: il padrone di casa stabilisce un rapporto di fiducia con un tramite, potremmo definirlo un ospite – esattore, che, pattuita una tariffa a posto letto o a camera, si incarica di raccogliere mensilmente l’affitto dagli altri ospiti. A volte paga regolarmente come gli altri ragazzi, a volte fa valere una sorta di diritto del primo arrivato per cui pratica agli altri un affitto maggiorato per ricavarne un suo vantaggio economico… e il gioco è fatto. La proprietà chiude un occhio così l’OE (ospite esattore) è sempre motivato a tenere occupate tutte le camere e gli garantisce una certa  costanza del reddito ricavato dall’appartamento. Niente seccature dei rapporti diretti con gli studenti, tutto rigorosamente in nero. Garanzia di impunità un finto contratto di comodato gratuito tra la proprietà e l’OE.</p>
<p>La legge nota come “ cedolare secca” (D. Lgs. 23/2011)  che cerca di favorire l’emersione dei redditi reali da fabbricato,  contiene (art. 3) una norma che cerca di mettere fine a situazioni del genere dando facoltà all’inquilino al nero di recarsi autonomamente all’Agenzia delle Entrate e stipulare un normale contratto 4+4 anni, senza il consenso del proprietario evasore. Il premio per la regolarizzazione è una sensibile diminuzione dell’affitto che viene calcolato secondo la rendita catastale dell’immobile. La legge  prende in considerazione la difficoltà di dimostrare il pagamento al nero, schierandosi dalla parte del più debole. Il Comune di Bologna è in prima linea in questa campagna anti-evasione e noi siamo tra i primi, se non i primi, ad aver agito in tal senso. -</p>
<p>Scenario:</p>
<p>5 studenti,  noi, appartenenti al gran numero dei vessati da proprietari e intermediari che speculano sulla mancanza di alloggi pubblici destinati agli studenti universitari si recano  all’agenzia delle entrate muniti dei documenti in loro possesso che dimostrano la loro posizione di “ospiti paganti” di un appartamento privato e stipulano contratti di affitto individuali come stabilito dalla legge.</p>
<p>Firmati i contratti (con relativo esborso delle tasse di registrazione non pagate), con curiosa sincronia, &#8211; nello stesso giorno – la proprietà sporge querela per appropriazione indebita d’immobile verso ignoti, qualificando i ragazzi come “sconosciuti abusivi”.</p>
<p>Trascinati in tribunale siamo andati in causa forti del nostro diritto ma il Giudice con provvedimento immediato ha brutalmente ordinato il rilascio dell’appartamento (entro una settimana!). Quindi senza tenere in considerazione l’evasione fiscale che si protraeva dal 2008, senza considerare il nostro nuovo contratto regolare, senza considerare i bonifici di pagamento al tramite, il giudice si è basato esclusivamente sulla mancanza di prove di pagamento diretto tra noi e la proprietaria. Ma il canone in nero è illegale e non rintracciabile per definizione. L’Art. 3 della “cedolare secca” è stato creato apposta per questo.</p>
<p>Di nuovo, chi paga? Naturalmente noi, la parte debole che la legge avrebbe dovuto garantire (capite cosa significa essere messi fuori casa da un momento all’altro in periodo di corsi e di esami!)</p>
<p>Insomma, siamo stati denunciati da un evasore fiscale per aver portato alla luce il suo illecito e ci ritroviamo ad essere puniti per questo.</p>
<p>In questi tempi, in cui l’evasione fiscale è al centro del dibattito pubblico e politico, in cui la crisi economica mette in difficoltà le famiglie che devono mantenere un figlio fuori sede nella speranza di un futuro migliore, in cui la lotta all’evasione si è riaffermata come dovere morale di noi cittadini prima di tutto, chiediamo il vostro sostegno per far luce su questa vicenda ingiusta: non deve rimanere taciuta! Diffondete!</p>
<p><em>Una perfetta storia italiana</em>: nell’atto giudiziario, la proprietaria afferma di aver ceduto gratuitamente un grande appartamento in pieno centro a Bologna al figlio di un amico del suo agente immobiliare (sic), stante l’impossibilità a vendere a causa della stagnazione del mercato in quel periodo (la famosissima crisi immobiliare bolognese del 2008….ora ridete pure!), e non ci sarebbero stati pagamenti di canone.</p>
<p>Questa è la vicenda nei dettagli:</p>
<p>Noi 5 studenti fuori sede ci ritroviamo a subentrare nella stessa casa in periodi diversi. Stanchi delle “particolari” quanto ambigue modalità di pagamento ci rivolgiamo ad un’associazione che si occupa di promuovere la campagna contro gli affitti in nero, per chiedere informazioni sui rischi e/o le opportunità della nuova legge che avevamo noi stessi consultato via internet. L’associazione ci prospetta esclusivamente uno scenario idilliaco, senza alcun pericolo per noi (“siete protetti dallo Stato… è una campagna contro l’evasione fiscale che si basa su una legge e su un vostro diritto…pagheremo noi anche le spese legali in caso di causa civile”)… ma questa è un’altra storia.</p>
<p>Il ragazzo “tramite” – all’estero in erasmus fino a ottobre 2011 &#8211; era titolare di un contratto di comodato d’uso gratuito (cioè: la proprietaria “regala” per 4 anni l’appartamento in centro a Bologna a un ragazzo semi-sconosciuto) palesemente finalizzato all’evasione fiscale: un canone mensile veniva pagato alla proprietaria fin dal 2008.</p>
<p>Uno di noi ha conosciuto personalmente la proprietaria &#8211; o chi si qualificava come tale – che veniva direttamente in casa a prelevare l’affitto. In seguito effettuavamo bonifici bancari (di cui abbiamo prove inconfutabili) all’ OE, il quale girava i soldi alla proprietaria.</p>
<p>Decisi ad avvalerci dell’Art. 3 della “cedolare secca” abbiamo cercato di coinvolgere nella nostra azione anche il ragazzo “tramite” (OE)</p>
<p>Al suo rifiuto, abbiamo deciso coraggiosamente di andare avanti nonostante temessimo che lui stesse organizzando delle contromosse in accordo con la proprietaria per mandarci fuori di casa e continuare il nero: Il 7 novembre siamo andati all’Agenzia delle Entrate.</p>
<p>Come per miracolo, in poche ore, <em>diventiamo</em> titolari di un contratto regolare, naturalmente dopo aver</p>
<p>pagato una ragionevole quota di tasse di registro arretrate. La nostra proprietaria di casa, venuta a conoscenza della situazione dal nostro “tramite”, ha sciolto il contratto di comodato e ci ha denunciato il giorno stesso per violazione di domicilio e appropriazione indebita di immobile. Nella denuncia depositata in caserma  (dei carabinieri) afferma di aver ricevuto una telefonata dal ragazzo-tramite che, tornato dall’erasmus, dichiarava di aver trovato nell’appartamento 5 persone a lui sconosciute che lo occupavano illegalmente.</p>
<p>“La proprietaria è potente e non sapete in che guaio vi siete messi!!”- è stata una delle ultime frasi del</p>
<p>ragazzo prima della fuga dall’appartamento!</p>
<p>I carabinieri, due giorni dopo, sono venuti a controllare se ci fossero o meno segni di effrazione in casa: li</p>
<p>abbiamo accolti un po’ increduli un po’ preoccupati spiegando al momento tutta la situazione . Non hanno</p>
<p>trovato tracce di effrazione e sono andati via &#8211; tra l’altro le porte dei due appartamenti insistenti sul pianerottolo sono dotate di cancellate in ferro ed è difficile pensare che potessimo aver forzato il cancello senza lasciare tracce di effrazione -. La mattina seguente siamo stati chiamati in caserma.</p>
<p>Il Luogotenente, lo stesso del giorno prima, si è mostrato molto comprensivo: la situazione era abbastanza</p>
<p>chiara, eravamo tutt’altro che abusivi. Ci disse che la proprietaria, saputo che si trattava di giovani studenti,</p>
<p>ci avrebbe voluto contattare al telefono per giungere a “un accordo”, chiaramente alle sue condizioni.</p>
<p>Sconvolti per la denuncia insensata e per la richiesta della proprietaria che perdona degli abusivi in quanto</p>
<p>”sono ragazzi” decidiamo di continuare a far i valere i nostri diritti.</p>
<p>La vicenda continua: le nostre famiglie, nelle rispettive città, ricevono una lettera dai toni minacciosi dal legale della proprietaria: se non ce ne andiamo ci aspettano migliaia di euro da pagare e addirittura il carcere. A quel punto l’associazione che ci consigliò fino ad allora, dopo la fretta per ottenere una donazione (di circa 1300 euro), ci mette in contatto con un legale.</p>
<p>La “signora” proprietaria non solo si è arricchita per anni con i soldi delle nostre famiglie e di tutte le famiglie degli studenti che dal 2008 sono transitati in questo appartamento, adesso dopo la risposta alle diffide, prosegue con l’atto per la comparizione in tribunale. Vuole i danni morali e non solo!!</p>
<p>L’atto giudiziario è di per sé incredibile: la proprietaria avrebbe ceduto gratuitamente la casa al figlio di un</p>
<p>amico del suo agente immobiliare (sic) stante la stagnazione del mercato in quel periodo, e non ci</p>
<p>sarebbero stati pagamenti di canone..</p>
<p>Ci vengono chiesti “danni morali per la violenza con cui l’abbiamo spogliata della sua proprietà e</p>
<p>Per l’appropriazione di bottiglie di vino pregiate presenti nell’appartamento (?)” e vengono chiamati a</p>
<p>testimoniare la violenza: il titolare di un agenzia immobiliare (?), il “tramite” e, dulcis in fundo, il</p>
<p>Luogotenente dei carabinieri (!). Le tesi avanzate, si contraddicevano anche con ciò che la stessa</p>
<p>proprietaria ha detto al processo! I lapsus della proprietaria, tra l’altro, erano continui:… “il canone di</p>
<p>affitto…ehm…il comodato gratuito…” ; “io non ho mai ricevuto soldi…1600 euro erano per il condominio!.. il condomino non è stato mai pagato”…etc. I testimoni al momento non erano presenti, quindi non sappiamo se i suoi testimoni fossero realmente a conoscenza di essere stati citati. Dell’elenco dei testimoni della difesa nessuno è stato ascoltato. Alcuni avrebbero testimoniato di essere stati loro stessi già inquilini paganti dell’appartamento..</p>
<p>Al processo che, si è tenuto il giorno 16 febbraio, solo l’accusa è stata ascoltata e presa in considerazione.</p>
<p>La proprietaria non ha fatto altro che parlare di un fantomatico incidente e della sua impossibilità di controllare prima chi abitasse la sua casa (vatti a fidare dei parenti!): “giudice guardi il dito!! Me lo sono rotto!!</p>
<p>Giudice! Un pirata della strada mi ha travolto sulle strisce pedonali! Guardi ho la stampella!”. Se anche</p>
<p>fosse vero, ci dispiace per la disavventura della signora, ma noi che colpa abbiamo? Premetto che la signora</p>
<p>era perfettamente in forma…o perfettamente guarita.</p>
<p>Ma se degli abusivi avevano sfondato la porta, come mai i suoi parenti che hanno uno studio notarile sul</p>
<p>nostro stesso pianerottolo non se ne sono mai accorti? (Un giorno, tra l’altro, la sorella si è rivolta a uno di</p>
<p>noi dicendo: “ tu sei una delle nuove inquiline, che bello! Tutti studenti vero?”) (??!)</p>
<p>Dopo questa farsa al limite dell’assurdo, Il giudice ha sorriso con sufficienza alla nostra dichiarazione</p>
<p>che il canone veniva ritirato a mano dalla proprietaria stessa (mentre lo dicevamo la proprietaria ha detto al suo avvocato bisbigliando “era mia sorella…!”),  ci ha chiesto cosa studiavamo…e basta!!</p>
<p>Il Giudice in questione è stato rapidissimo a sbrogliare l’intricata faccenda: già il giorno dopo (venerdì 17) con una e-mail di un rigo comunica al nostro avvocato che dobbiamo lasciare immediatamente l’appartamento, dando la possibilità alla proprietaria di averne completa disponibilità in via di giudizio (quindi tra mesi, anni, mai??)</p>
<p>Adesso dobbiamo lasciare l’appartamento?</p>
<p>Sottostare a questa pronuncia ingiusta, fondata esclusivamente sulle dichiarazioni di una parte, senza</p>
<p>prendere in considerazioni le prove a nostro vantaggio?</p>
<p>Vorremmo andare avanti sperando che la verità trionfi e i nostri diritti riconosciuti!</p>
<p>La paura è che ancora e per l’ennesima volta solo i potenti verranno ascoltati… e questo ci tiene in un</p>
<p>clima di tensione…</p>
<p>Ci siamo appellati a un nostro diritto e chi di dovere non ha seguito le legge e ha basato l’intero processo</p>
<p>sui dei racconti contraddittori di una parte senza considerarci! Una battaglia ad armi impari…</p>
<p>Grazie per averci dato voce,</p>
<p>Giulia, Edoardo, Greta, Francesco, Emanuele.</p>
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		<title>I pescatori erano in alto mare perché cacciano squali. Per questo li hanno presi per pirati</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Feb 2012 13:26:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo brogi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>

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		<description><![CDATA[<img src="http://www.brogi.info/wp-content/uploads/2012/02/enricaLexie_929197e2-300x172.jpg" alt="I pescatori erano in alto mare perché cacciano squali. Per questo li hanno presi per pirati" /><div></div>Il St Anthony, il peschereccio dei due pescatori rimasti uccisi nel Kerala, è una imbarcazioine dedita alla pesca di squali in alto mare. E’ questo che deve aver fatto scambiare per pirati i pescatori: che ci potevano mai fare dei pescatori a quell’altezza di mare? Pescavano squali. Ma sulla Enrica &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.brogi.info%2F2012%2F02%2Fi-pescatori-erano-in-alto-mare-perche-cacciano-squali-per-questo-li-hanno-presi-per-pirati.html&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p><p>Il St Anthony, il peschereccio dei due pescatori rimasti uccisi nel Kerala, è una imbarcazioine dedita alla pesca di squali in alto mare. E’ questo che deve aver fatto scambiare per pirati i pescatori: che ci potevano mai fare dei pescatori a quell’altezza di mare? Pescavano squali. Ma sulla Enrica Lexie proviene da Singapore e diretta in Egitto chi ne sapeva nulla?</p>
<p>A rivelare questo dato è il sito del movimento di solidarietà dei pescatori indiani NAFSO (National fisheries solidarity movement).</p>
<p>Scrive Thomas Kocherry (<a href="mailto:thomasksa@gmail.com">thomasksa@gmail.com</a> +91 936064 5772):</p>
<p>“Il St Anthony registrato come tn15mfd 208 appartiene a Fredy S/O John Bosco Poothuraj, distretto di Kannyakunari, nel Tamilnadu. E’ un’imbarcazione da alto mare per catturare squali. Questo tipo di battelli operano nell’intera EEZ(esclusive economic zone) dell’india. Tradizionalmente sono piccole imbarcazioni. Perfino Goi (government of India) e il Settore Navale non conoscono queste barche”,</p>
<p>Kocherry dà meglio anche i nomi e le origini delle vittime:</p>
<p>Valentine Jalastine era di  Moothakara (Kerala) e Ajeesh Pinku di Iramenthurai (Tamilnadu).</p>
<p><a href="http://www.brogi.info/wp-content/uploads/2012/02/enricaLexie_929197e2.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-15792" title="enricaLexie_929197e2" src="http://www.brogi.info/wp-content/uploads/2012/02/enricaLexie_929197e2-300x172.jpg" alt="" width="300" height="172" /></a>nella foto il console  e i due marò</p>
<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.brogi.info%2F2012%2F02%2Fi-pescatori-erano-in-alto-mare-perche-cacciano-squali-per-questo-li-hanno-presi-per-pirati.html&amp;layout=button_count&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p><fb:share-button href="http://www.brogi.info/2012/02/i-pescatori-erano-in-alto-mare-perche-cacciano-squali-per-questo-li-hanno-presi-per-pirati.html" type="button_count"></fb:share-button>]]></content:encoded>
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