Un terremoto nel Tirreno meridionale, al largo della Calabria, torna ad attirare l’attenzione sul vulcano sottomarino Marsili.
Al largo della Calabria, a 150 km a ovest, e al nord della Sicilia per 140 km, si colloca questo colosso lungo 70 km, largo 30 e alto dal fondo del mare e dalla piana abissale 3mila metri.
Come categoria è uno stratovulcano attivo caratterizzato da attività idrotermale, degassamento e sismicità di bassa magnitudo.
È considerato un vulcano attivo, ma le eruzioni più recenti risalgono a circa 3.000–5.000 anni fa.
L’Ingv lo monitora costantemente e valuta per il rischio tsunami lo stato dei costoni laterali del massiccio. Il terremoto più forte magnitudo 4.6 è avvenuto nella notte del 21 marzo 2026.
Nota storica: Il vulcano prende il nome dallo scienziato e naturalista italiano del 600 Luigi Ferdinando Marsili, pioniere della geologia marina. Il vulcano sottomarino fu scoperto e mappato per la prima volta negli anni ’20 del Novecento grazie alle campagne oceanografiche della Regia Marina Italiana. I geologi decisero di battezzarlo così proprio per onorare la memoria di Marsili, uno dei padri fondatori dell’oceanografia moderna.

