“Cher Silvio…”. L’ultima lettera di Gheddafi a Berlusconi, il 5 agosto. Uno scoop di Paris-Match

lunedì, ottobre 24th, 2011

Più che l’’ultima lettera di Gheddafi verso l’Occidente è la lettera a un socio diventato improvvisamente strano. Gheddafi chiama Berlusconi. Una lettera del 5 agosto, rivelata ora da  “Paris-Match”. L’ha recapitata a Palazzo Chigi il gestore di un’attività di hostess in via Veneto, a Roma, Alessandro Londero (nella foto a destra con Gheddafi, a Roma) . Ti pareva! Destinatario lo “cher Silvio…”. Gheddafi è sorpreso dal comportamento dell’amico, osserva fin dalle prime righe…Il socio si sta comportando male, anche se Gheddafi sa bene che non è d’accordo con le iniziative prese…Ma ecco il testo:

« Cher Silvio.
Je te fais parvenir cette lettre par l’intermédiaire de tes concitoyens, qui sont venus en Libye nous apporter leur soutien dans un moment aussi difficile pour le peuple de la Grande Jamahiriya.
J’ai été surpris par l’attitude d’un ami avec qui j’ai scellé un traité d’amitié favorable à nos deux peuples. J’aurais espéré de ta part au moins que tu t’intéresses aux faits et que tu tentes une médiation avant d’apporter ton soutien à cette guerre.
Je ne te blâme pas pour ce dont tu n’es pas responsable car je sais bien que tu n’étais pas favorable à cette action néfaste qui n’honore ni toi ni le peuple italien.
Mais je crois que tu as encore la possibilité de faire marche arrière et de faire prévaloir les intérêts de nos peuples.
Sois certain que moi et mon peuple, nous sommes disposés à oublier et à tourner cette page noire des relations privilégiées qui lient le peuple libyen et le peuple italien.
Arrête ces bombardements qui tuent nos frères libyens et nos enfants. Parle avec tes [nouveaux (rayé)] amis et vos alliés (1) pour parvenir à [une solution qui garantisse au grand peuple libyen le choix en totale liberté de qui le dirige (rayé)] ce que cesse cette agression à l’encontre de mon pays (1).
J’espère que Dieu tout-puissant te guidera sur le chemin de la justice [dans le but d’arrêter ce bain de sang que subit mon pays la Libye (rayé)]. » 

 

“Caro Silvio,

ti invio questa lettera per mezzo dei tuoi connazionali, che sono venuti in Libia per portarci il loro sostegno in un momento così difficile per il popolo della Grande Jamahiriya.

Sono rimasto sorpreso dal comportamento di un amico col quale ho siglato un trattato d’amicizia favorevole per i nostri due popoli. Avrei sperato da parte tua almeno che tu ti interessassi ai fatti e che tu tentassi una mediazione prima di portare il tuo sostegno a questa guerra.

Non ti biasimo per ciò di cui non sei responsaìbile perché so bene che non eri favorevole a questa azione nefasta che non onora né te né il popolo italiano.

Credo però che tu abbia ancora la possibilità di fare marcia indietro e di far prevalere gli interessi dei nostri due popoli.

Sii certo che io ed il mio popolo siamo disposti a dimenticare e a superare questa pagina nera delle relazioni privilegiate che legano il popolo libico e il popolo italiano.

Ferma questi bombardamenti che uccidono i nostri fratelli libici e i nostri bambini. Parla con i tuoi (nuovi (cancellato) amici e i vostri alleati per giungere a (una soluzione che garantisca al grande popolo libico la scelta in totale libertà di chi lo diriga (cancellato) che cessi questa aggressione nei confronti del mio paese.

Spero che Dio onnipotente ti guiderà sul cammino della giustizia (allo scopo di fermare questo bagno di sangue che subisce il mio paese la Libia (cancellato).”

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