Sul movimento dei forconi in Sicilia

mercoledì, gennaio 18th, 2012

Movimento dei forconi, Sicilia. Di che razza è? Alcuni segni sono inquietanti. Vediamo.
Si ripete al sud un vecchio copione delle crisi, la destra non più di governo che torna ad infiltrarsi tra le richieste degli strati in crisi.
A capo del Movimento dei Forconi c’è, pare, Mariano Ferro, ex Mpa e molto vicino a Lombardo. Spalleggiato dal sindacato degli autotrasportatori siciliani di Giuseppe Richichi il movimento dei forconi non usa mezzi termini: calci in culo per tutti. Peccato che alla manifestazione del 15 dicembre a Catania, a rivolgersi indisturbato ai manifestanti, fosse il leader della sezione etnea di Forza Nuova, Gaetano Bonanno. Sentite il video


Un altro leader del movimento dei Forconi, Martino Morsello è stato tra gli ospiti speciali del recente congresso di Forza Nuova tenutosi a dicembre a Tivoli (Roma).
Altro spunto: legato alla protesta c’è il presidente del Palermo Calcio, leader del “Movimento per la gente” e uomo tra i più ricchi d’Italia, Maurizio Zamparini, invitato d’onore ad un incontro del movimento dei forconi e del sindacato autotrasportatori, lo scorso 10 gennaio.

Insomma. Non tutto sembra poi così popolare e basista…

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One Response to Sul movimento dei forconi in Sicilia

  1. http://crisis.blogosfere.it/2012/01/forconi-la-storia-di-forza-nuova-e-una-fesseria-ecco-perche.html

    Invece di farci obnubilare dagli spauracchi, usiamo un po’ di buonsenso. Forza Nuova ha sempre contato come il due di picche: e ora organizza insurrezioni generali?

    Dal giorno 1 della rivolta dei Forconi, la Rete è stata inondata di articoli che lanciano l’allarme “Forza Nuova”. Secondo i latori di codeste notizie (tutti di una certa area, peraltro), il movimento dei Forconi sarebbe diretto e comandato dai noti fascistoni forzanuovisti, e per questo meritevole di disgusto generale e dissociazione immediata.

    Non mi spingo al complottismo, al chiedermi perché certe frange organiche alla nostra pietosa sinistra si affrettino tanto a disprezzare un movimento popolare di agricoltori, pastori, camionisti che sta protestando in piazza. Solo al pensiero inorridisco, e quindi evito.

    Ma mi domando se può esserci qualcosa di vero. E non vivendo in Sicilia, mi limito ad usare la logica.

    La teoria, propugnata con tanta convinzione, è la seguente:

    Forza Nuova avrebbe la capacità di mobilitare la più grande regione italiana; di portare decine di migliaia di persone in piazza, sulle autostrade, nei porti, nelle campagne più sperdute; avrebbe la forza di mantenerle in strada notte e giorno, di far poi chiudere i negozi, di svuotare i supermercati, di bloccare caselli e imbarchi, di fermare le forniture di benzina; nonché di estendere la protesta alle regioni limitrofe (Calabria e Sardegna).

    E allora mi chiedo: come mai, da anni, a tutte le manifestazioni di FN ci vanno in 12 gatti?

    C’è da licenziare subito, inoltre, tutti i dirigenti della Digos. Ma come, in Italia c’è una forza politica, per giunta fascista, per giunta rivoltosa, con un potenziale rivoluzionario del genere e nessuno ne ha saputo mai nulla? Tutti girati dall’altra parte, mentre Forza Nuova si infiltrava nei gangli vitali del Paese e si garantiva un appoggio popolare nell’ordine dei milioni? Grillo a confronto è un nessuno.

    Non so se vi rendete conto di quanto sia ridicolo tutto ciò. Di che razza di buffonata si stia mettendo su, approfittando del fatto che sventolando lo spauracchio la nostra mente si obnubila all’istante e depone il più elementare buonsenso. Non solo: imbastendo una tale montatura si insinua implicitamente, persino, che Forza Nuova sarebbe riuscita là dove la sinistra ha miseramente fallito, ovvero nell’incarnare la protesta popolare in un drammatico momento di crisi. Siamo certi che alla sinistra convenga, fare tutta questa (immeritata) pubblicità a fantomatici potentissimi fascisti? Non ci fa una bella figura.

    Per concludere, chissà quanti destrorsi ci sono tra i Forconi. I camionisti, si sa, non sono esattamente il Che Guevara. Ma le adesioni continuano ad arrivare oltre che dai centri sociali, anche dai comunisti. Io mi preoccuperei di questo, che si tratta di una rivolta che viene da uno stato di fatto e che non ha colore, in cui destri e sinistri depongono le armi per badare al sodo dell’emergenza.

    Ma forse è appunto proprio questo che preoccupa tanto.

    (E per coloro che si chiedono: “Si, ma dov’erano i Forconi quando c’erano Cuffaro e compagnia cantante?”, la risposta è semplice. Erano dove stavamo noi: sul divano.)

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