Ama in soccorso di Alemanno: sostiene che il piano neve è esistito solo fino al 2005. E il sistema a consuntivo fino al 2008?

martedì, febbraio 7th, 2012

C’era un contratto del Comune con l’Ama. Per la neve. Questo contratto è andato avanti finché c’è stato Veltroni. Poi subentrato Alemanno – maggio 2008 – l’Ama, che era il perno centrale di quel contratto, è stata messa da parte. E con lei il piano neve. Questa è la sostanza del problema. L’Ama significava una sessantina di punti in città per lo stoccaggio del sale e i mezzi (oltre 60) da trasformare in spazzaneve. Alemanno invece ha puntato invece su una serie di appalti con una decina di ditte. Sarà interessante approfondire sul tema, vedendo a chi appartengono. Intanto è stato importante nei giorni scorsi tramite la denuncia di Athos De Luca (Pd) aver messo il dito in questa piaga.

L’Ama – replicando oggi alle immagini pubblicate dal Corriere sulle “lame” per spazzaneve abbandonate in un deposito, uno scoop del collega Alessandro Capponi – se n’è uscita con una mezza verità: l’Ama sostiene infatti che il contratto Comune-Ama per la neve è esistito fino al 2005. Non dice però che successivamente, per problemi di bilancio del Comune, il contratto ha assunto la forma del pagamento a consuntivo (cioè l’Ama sarebbe stata pagata se fosse intervenuta per la neve). Insomma a cambiare –  dal 2005 fino al maggio 2008 – è stata solo la modalità di pagamento, non il sistema di intervento.
Conclusione: si tenta di nascondere così la scelta fatta da Alemanno, che come per le amministrate (Atac ecc) ha puntato solo su ditte esterne. Di chi siano queste ditte e quanto affidamento si possa fare su di esse questo è il problema successivo.
Lo stato della città dopo il venerdì nero la dice lunga sulle scelte fatte.

E ora veniamo a un problema mediatico: curiosamente Repubblica – che pure attraverso Curzio Maltese chiede online oggi l’impeachment di Alemanno e un “governo tecnico” anche per la Capitale – non si è resa conto del problema rappresentato dal fatto che Alemanno eliminando il vecchio piano neve ha creato le condizione ideali per l’attuale patatrac. Perché Repubblica non si occupa di questo nodo? Pare per il  vecchio problema che a sollevare la questione è stato per primo il corriere. Se è così, che tristezza…

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