Casson più 103 senatori del Pd, l’intero gruppo, chiede al governo perché non vengono perseguiti i criminali nazisti autori delle stragi in Italia e ancora vivi. Da luglio 2012 ancora nessuna risposta

martedì, aprile 16th, 2013

Stragi naziste e impunità: questa interrogazione è stata presentata nel luglio 2012 al governo Monti dall’intero gruppo del Pd al Senato, oltre cento senatori.

Non ha avuto finora alcuna risposta. Me l’ha appena confermato Felice Casson, promotore dell’iniziativa che prende le mosse dall’Armadio della vergogna.

L’Italia – cioè il governo Monti e i suoi ministri, a cominciare dalla Severino alla Giustizia – non persegue i macellai delle stragi che hanno fatto oltre 15 mila morti.

Perché?

Ce ne sono ancora vivi e tranquillamente vegeti nella loro Germania una quindicina di boia.

Perché l’Italia non li persegue e non ne chiede conto alla Germania, peraltro così attiva sullo scacchiere europeo e internazionale?

Ecco qui di seguito l’interrogazione dell’intero gruppo del POd al Senato. Il governo non risponde a un intero gruppo che peraltro lo appoggia nella fiducia.

Boh…
Atto n. 3-02963 (con carattere d’urgenza)

Pubblicato il 4 luglio 2012, nella seduta n. 757

CASSONFINOCCHIAROZANDALATORREADAMOADRAGNAAGOSTINIAMATIANDRIAANTEZZAARMATOBARBOLINIBASSOLIBASTICOBERTUZZIBIANCOBIONDELLI ,BLAZINABONINOBOSONEBUBBICOCABRASCARLONICAROFIGLIOCECCANTICERUTICHIAROMONTECHITICHIURAZZICOSENTINOCRISAFULLID’AMBROSIODE LUCA VincenzoDE SENADEL VECCHIODELLA MONICADELLA SETADI GIOVAN PAOLODONAGGIOD’UBALDOFERRANTEFILIPPI MarcoFIORONIFOLLINIFONTANAFRANCO Vittoria,GALPERTIGARAVAGLIA MariapiaGARRAFFAGHEDINIGIARETTAGRANAIOLAICHINOINCOSTANTELEDDILEGNINILIVI BACCILUMIAMAGISTRELLIMARCENAROMARCUCCI ,MARINAROMARINIMARINO IgnazioMARINO Mauro MariaMARITATIMAZZUCONIMERCATALIMICHELONIMONACOMONGIELLOMORANDOMORRIMUSINEGRINEROZZI ,PAPANIAPASSONIPEGORERPERDUCAPERTOLDIPIGNEDOLIPINOTTIPORETTIPROCACCIRANDAZZORANUCCIROILOROSSI PaoloRUSCONISANGALLISANNASCANU ,SERAFINI Anna MariaSIRCANASOLIANISTRADIOTTOTOMASELLITONINITREUVIMERCATIVITAVITALIZAVOLI – Ai Ministri della giustizia, degli affari esteri e della difesa. –

Premesso che:

nella seduta pomeridiana del 31 maggio 2012, l’intero gruppo del Partito Democratico del Senato ha presentato una interpellanza al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri degli affari esteri, della giustizia e della difesa (2-00477), in riferimento alle incresciose vicende connesse al cosiddetto armadio della vergogna, che per decenni ha tenuto nascosti i crimini nazifascisti risalenti alla seconda guerra mondiale, che hanno causato circa 15.000 vittime (oltre ad altre 15.000 vittime circa, in massacri i cui resoconti neanche finirono in quell’armadio: Massa Lombarda, Saonara, Trasaghis, Bologna, Arezzo, Onna, eccetera);

con l’interpellanza, oltre a cercare di impegnare il Governo in un’opera di trasparenza e di comunicazione di tutti i dati e di tutte le notizie, si chiedeva al medesimo anche di attivarsi al fine di risolvere la questione dei mancati risarcimenti per le vittime italiane delle stragi nazifasciste;

ancora tanti sono i dubbi ed i problemi non risolti, tra cui quello relativo alla mancata esecuzione delle pene dell’ergastolo inflitte dai tribunali militari italiani ad oltre venti cittadini stranieri, ex militari tedeschi, residenti all’estero;

considerato che:

alla fine del 2010 gli ergastolani condannati con sentenza definitiva dai tribunali militari italiani erano 21. Nel frattempo ne sono morti 6. I procuratori militari italiani che avevano condotto e stanno conducendo inchieste difficoltosissime, dati quasi settanta anni trascorsi dai fatti, e assai costose, al fine di ottenere l’esecuzione della pena, hanno compiuto tutti gli atti necessari attraverso Interpol e i rituali canali ministeriali. La Germania, però, non ha quasi mai risposto e in qualche caso si è limitata a comunicare che non si poteva ottemperare dato che si trattava di processi (quelli italiani) celebrati in contumacia;

nel 2009 il procuratore generale militare presso la Corte d’appello, Fabrizio Fabretti, all’apertura dell’anno giudiziario della magistratura militare che si tiene intorno alla metà del mese di febbraio, si rivolse al Ministro della difesa pro tempore, La Russa, chiedendo un intervento del Governo per questa situazione paradossale. Nemmeno lui, però, ricevette dal Governo alcuna risposta;

nel 2010, sempre il procuratore generale militare citato riformulò la richiesta al Ministro della giustizia pro tempore, Alfano, anche in questo caso senza ottenere alcun risultato;

i successivi procuratori generali militari sono tornati sull’argomento nel 2011 e nel 2012. La risposta è stata soltanto il silenzio;

rilevato che:

le norme europee prescrivono che le sentenze di condanna alla reclusione emesse da uno Stato membro devono essere rispettate, secondo una procedura ben nota, quanto meno facendo scontare, previa delibazione, la pena ai cosiddetti arresti domiciliari, trattandosi di persone in età assai avanzate, nel loro Paese;

si è sempre trattato di processi svoltisi ritualmente, secondo le norme del codice italiano, per di più alla presenza di funzionari dell’ambasciata tedesca. Ci sono state anche molte assoluzioni. E ciò, da una parte, conferma che tali processi si sono celebrati senza alcun pregiudizio, dall’altra, che ne è scaturita una vera e propria ulteriore ingiustizia, in quanto coloro che sono stati ritenuti colpevoli vengono ora, di fatto, trattati come innocenti;

inoltre, va ricordato che ci sono altre sentenze definitive in arrivo (Fivizzano, circa 500 vittime, Padule di Fucecchio, 184 vittime), oltre che alcune inchieste ancora in corso, come quella sul massacro di Borgo Ticino (con 12 vittime), dove agirono a fianco dei nazisti elementi della 10ª MAS, mentre a Fivizzano furono le brigate nere a sostenere gli uomini di Hitler. In questi giorni si è tenuta l’udienza preliminare a carico di uno dei massacratori, reo confesso, di militari italiani a Cefalonia;

è assolutamente inaccettabile che in un Paese civile, come l’Italia, avvengano, circondati dal più assoluto silenzio, fatti di eccezionale gravità come questi;

è assolutamente inaccettabile che non si voglia alzare la coltre del silenzio che avvolge ancora l’armadio della vergogna. Sembra quasi che i decenni (e la storia) siano passati invano,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti testè illustrati;

quanti e quali provvedimenti restrittivi della libertà personale risultino essere stati emessi dalla magistratura militare italiana nei confronti dei responsabili delle stragi nazifasciste, sia come provvedimenti cautelari, sia a seguito di sentenza definitiva;

quanti e quali di questi provvedimenti risultino essere stati trasmessi all’autorità tedesca;

quale risulti essere stata la risposta dell’Autorità tedesca;

in caso di risposte negative, quali iniziative il Governo intenda assumere per la riaffermazione della giustizia ed il rispetto dei provvedimenti giurisdizionali italiani citati.

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