Il 25 aprile degli ignoranti: “Che ci fanno qui le bandiere di Israele?”

giovedì, aprile 25th, 2013

Immancabile anche nel 2013: stavolta sono stati rappresentanti (ignorantissimi) dell’Anpi regionale del Lazio ad avvicinarsi allo striscione della Brigata ebraica e a chiedere: “Che ci fanno qui le bandiere di Israele?”.

Triste e già vista situazione nelle manifestazioni della Liberazione. Ecco qui di seguito riporto quanto già scritto il 25 aprile del 2010 nel mio blog, l’inizio di un pezzo su quel giorno (in memoria di un piccolo grande uomo che era amico dei miei suoceri, Alberto Nirenstein):

“Non è possibile vedere sempre la stessa scena: la bandiera della Brigata ebraica scambiata per quella di Israele, è uguale certamente ma è nata prima di Israele medesimo ed è nata come la bandiera di combattimento di cinquemila ebrei coraggiosi che si sono battuti contro i tedeschi liberando l’Italia. Erano gli ebrei che nessuno voleva tra i piedi: si erano riuniti ad Alessandria d’Egitto, da lì erano riusciti ad arrivare a Taranto e lì superando le contrarietà di Alexander si erano fatti inserire nell’VIII Armata con cui risalirono l’Italia sul lato Adriatico andando quasi sempre all’assalto di tedeschi con la sola baionetta…
Ecco non è possibile continuare a sentire, con ignoranza grave, ripetere gli stessi slogan di altri anni contro la Brigata ebraica. ..”.

(qui sotto il cimitero militare a Lugo)


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23 Responses to Il 25 aprile degli ignoranti: “Che ci fanno qui le bandiere di Israele?”

  1. massimo says:

    Caro Paolo, l’affetto e la stima che ho nei tuoi confronti mi spinge a “polemizzare” con te; non ero presente sul luogo del misfatto e non ho nessun motivo per dubitare della tua versione dei fatti, ma ho comprensibili dubbi sull’appartenza (peraltro genericamente individuata in rappresentanti dell’ANPI regionale del Lazio) dei contestatori all’associazione, se non altro perchè è noto il rapporto di collaborazione e reciproco rispetto tra i rapprentanti delle due associazioni; sono d’accordo invece sul termne che usi, ignorantissimi, ma nel senso nobile e stretto della parola “ignorante”, cioè di chi non sa, ignora. Ma proprio per questo trovo sciocco utilizzare l’episodio per fare polemica con l’ANPI, molto più corretto, come peraltro hai fatto, rendere noto cosa era e che ruolo ha avuto la Brigate Ebraica nel movimento della resistenza italiana; se poi l’ignoranza si somma con un sentimento – giustamente? – ostile nei confronti della politica dello stato ebraico, responsabile del genocidio (permettimi questo termine) del popolo palestinese, la scintilla è facile che si accenda, ma di questo non credo tu possa dare colpa all’ANPI, Ti saluto con affetto.Massimo

    • stefano says:

      Mi permetto di suggerire a Massimo di rileggere nel dizionario il significato della parola GENOCIDIO, soprattutto quando si fa riferimento a fatti concreti che proprio oggi ricordiamo. L’unico a polemizzare mi sembra sia proprio il signor Massimo, utilizzando una ricorrenza così solenne per agganciarla a fatti contemporanei e sporcandola con disinformazione e pressappochismo.
      NO NON LE PERMETTO DI USARE QUESTO TERMINE!

      • massimo says:

        riporto da wikipedia:
        “Costituiscono genocidio, secondo la definizione adottata dall’ONU, “Gli atti commessi con l’intenzione di distruggere, in tutto o in parte, un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso”. Anche la sottomissione intenzionale di un gruppo a condizioni di esistenza che ne comportino la scomparsa sia fisica sia culturale, totale o parziale, è di solito inclusa nella definizione di genocidio.” Negare che la politica dello Stato di Israele non persegua “l’intenzione di distruggere, in tutto o in parte, un gruppo nazionale” è indegno, vuol dire chiudere gli occhi su una realtà che ancora oggi continua; voglio essere libero di criticare la politica dello stato di Israele senza essere tacciato di antisemitismo, mi spiace ma il pressappochista è Lei, di genocidi purtroppo si sta riempiendo il mondo e non è un copyright di nessuno; mi spiace per lei, ma non permetto a nessuno di non permettermi qualcosa; la disinformazione la fa proprio chi non permette. Affronti il dialogo con più serenità. Le allego un link su uno dei crimini più efferati commessi nei confronti del popolo palestinese (http://nuke.alkemia.com/MedioOriente/LastoriadiSabraeChatila/tabid/756/Default.aspx), gli dia un’occhiata e poi riparliamo del genocidio.

        Il termine, derivante dalla greco γένος (ghénos razza, stirpe) e dal latino caedo (uccidere), è entrato nell’uso comune ed ha iniziato ad essere considerato come un crimine specifico, recepito nel diritto internazionale e nel diritto interno di molti Paesi. Il genocidio è uno dei peggiori crimini che l’uomo possa commettere perché comporta la morte di migliaia, a volte milioni, di persone, e la perdita di patrimoni culturali immensi. È pertanto definito dalla giurisprudenza un crimine contro l’umanità.

        • stefano says:

          Le allego il sito di Amnesty dove potrà leggere di centinaia di altre situazioni che nessuno cita mai, per il quale nessuno manifesta mai, per il quale nessuna bandiera è mai presente: http://www.amnesty.it
          Per quanto riguarda i crimini perpetrati una visione serena dovrebbe essere correlata ad un’analisi dei crimini da tutte e due le parti (ne troverà a centinaia in ambedue le fazioni).
          Ma il punto rimane lo stesso perchè parliamo del 25 aprile, non di una manifestazione politica: la Brigata Ebraica, che nulla aveva a che fare con Israele, era presente il 25 aprile 1945 insieme ai Partigiani (ha dunque tutto il diritto di esserci alle manifestazioni) i palestinesi erano alleati con Hitler (esistevano anche gruppi militari palestinesi inquadrati nell’esercito tedesco) ed è un’infamia che siano presenti vessilli a queste manifestazioni.

          • massimo says:

            diventerà uno sterile battibecco, ma la disinformazione è uno dei mali di questo periodo, quesi peggiore della malafede. La sua prima osservazione sui genocidi non fa che confermare la mia frase “di genocidi purtroppo si sta riempiendo il mondo e non è un copyright di nessuno”. Per seconda, non troverà mai da nessuna parte una mia affermazione contraria alla presenza della brigata ebraica; infine dubito che parlare degli alleati di Hitler – di tutti gli alleati di Hitler, ma anche di Mussolini – ci porti sa qualche parte. Riporto qui comunque un link di approfondimento sulla questione da lei descritta http://www.storiain.net/arret/num65/artic6.asp

        • Mojtaba says:

          Appunto sig. Massimo gli atti di israele non mirano alla distruzione dei palestinesi dato che sono vivi a milioni.

    • mirella says:

      leggo solo ora, e trovo indiscutibilmente ignorante ed offensivo l’uso IMPROPRIO del termine genocidio, rivolto ai palestinesi. Nessun ebreo di Israele ha mai avuto intenzione di annientare la popolazione palestinese (molti dei quali godono di diritti e passaporto israeliano), come invece é stato fatto nei confronti dei tatari, armeni e ebrei.
      Sono piuttosto palestinesi che vorrebbero gettare al mare gli ebrei e lo dimostrano con le loro cinture esplosive che usano contro cittadini inermi e bambini sullo scuolabus. Per non parlare di madri incinte assassinate ea freddo da pochi centimetri didistanza. Vere esecuzioni. Ma si sa…la disinformazione della stampa italian, el’ignoranza, mi permetta, Massimo, la fanno da padrona.
      Legga e non si riempia la bocca di idiozie gratuite solo per esser in linea con la propaganza…

  2. ANPI Roma says:

    tra gli iscritti dell’Anpi ci sono varie posizioni e sensibilità diverse, ma se qualcuno ha contestato la presenza delle bandiere di Israele certamente non lo ha fatto rappresentando l’Anpi di Roma. I rappresentanti della Brigata ebraica sono sempre i benvenuti alla Festa della liberazione.

    • leo says:

      a si siamo sempre i benvenuti?ma come ci avete detto di metterci al lato del corteo,e quando a porta san paolo sono venuti con le bandiere palestinesi a provocarci voi dove eravate?non siamo venut alle mani solo per un senso di responsabilita’e le posso garantire di gente di religione ebraica in quel momento c’e ne era tanta.anche i miei zii erano partigiani nel nord italia,e ci hanno cresciuti con i nostri e vostri ideali.giovedi tutto cio’ e’ mancato.avete permesso di sfilare a chi e parlo del gran mufti si alleo’ con il nazismo.

  3. maria fausta says:

    Nella foto in alto vedo la bandiera dello Stato d’Israele. Forse Paolo Brogi la confonde con quella della Brigata Ebraica? Le due bandiere sono simili ma non identiche…

    maria fausta adriani

    • massimo says:

      La bandiera è quella che usa lo STATO d’ISRAELE da quando è nato ad oggi, quindi non vedo il problema. Non ci sarebbero dovute essere quelle palestinesi che con la liberazione NON C’ENTRAVANO NULLA, anzi erano alleati di hitler.

  4. Felice Cipriani says:

    La Brigata Ebraica
    Gli ebrei non subirono soltanto l’onta della vergogna del razzismo, delle deportazioni, delle stragie dei campi di concentramento, ma furono attivi nella collaborazione con la Resistenza e con gli eserciti alleati.
    Nella guerra di liberazione il loro contributo più significativo avvenne attraverso la “Brigata Ebraica”. E’ nell’autunno del 1944, che il Gabinetto presieduto da Churchill acconsentì alla creazione di una unità combattente ebraica; la “Jewish Brigate”, nell’ambito del- la ottava armata, che combatté sotto il segno distintivo del Magen David, la stella celeste a sei punte sul fondo bianco che costituirà in seguito la bandiera dello Stato d’Israele.
    Essa era composta da circa 5000 volontari ebrei, tra cui reclute tratte dalle fila dell’”Haganah” e singoli volontari provenienti da formazioni degli eserciti inglese, sudafricano, australiano, canadese e palestinesi, già militanti nel “Palestine Regiment”, presente dal 1941 in Palestina; tutti Paesi sotto mandato britannico. La Brigata partì da Alessandria d’Egitto, sbarcò a Taranto e risalì l’Italia lungo il versante adriatico, fino al Tarvisio, per poi combattere fino alla fine della guerra in Europa. Essa contribuì allo sfondamento della linea gotica nella valle del Senio, nei pressi di Imola. felice cipriani “Roma 1943-1945” Racconti di Storia e Lotta di Liberazione.

  5. paolo brogi says:

    A Maria Fausta Adriani,non capisco l’osservazione. Come si vede dalla foto di guerra quella è la bandiera della brigata ebraica che con le due strisce orizzontali e il magen david è la stessa dello stato d’Israele. Detto questo, qual è il sottile problema sollevato? Che chi si richiama alla Brigata Ebraica può essere accettato (anche se obtorto collo, mi pare) e chi invece si richiama ad Israele no?

    • massimo says:

      D’accordissimo con lei, purtroppo le persone ANCHE davanti alla realtà dei fatti si OSTINANO a NON vedere.

    • maria fausta says:

      La mia osservazione non è nè sottile nè di poco conto. Infatti chi accusa gli altri di “ignoranza” (cioè Lei, Paolo Brogi, che è un professionista dell’informazione) mostra di essere “ignorante” lui stesso, non essendo in grado di distinguere la bandiera dello Stato d’Israele, che tutti conosciamo, da quella della Brigata Ebraica, che ha il Magen David giallo e le strisce azzurre verticali.
      Cordialmente
      maria fausta adriani

  6. Luisa Basevi says:

    Caro Paolo, mi complimento con te per aver parlato in modo chiaro e coraggioso della manifestazione di ieri, sottolineandone l’ importanza. Mostrare addirittura un cimitero dove sono sepolti dei giovani ebrei caduti per liberare l’Italia è d’impatto.
    La polemica sulle bandiere sembra esprimere per l’ennesima volta l’antipatia per tutto ciò che è ebraico, anche se pertinente, giusto, storico, adatto alla giornata di ieri.
    L’anno prossimo 25 aprile a Lugo!
    Grazie

  7. Fabio says:

    Credo che Maria Fausta si sbagli. Nel documentario The Spielberg Jewish Film Archive – Road to Liberty (qui http://www.youtube.com/watch?v=8u87dEy-9rE) si vede bene la mostrina con il Megen David e le strisce verticali sul braccio dei soldati della Jewish Brigade, ma la bandiera che usano al momento della sepoltura di un caduto è quella “classica” a righe orizzontali che noi potremmo tranquillamente considerare “israeliana” (ma che non lo è evidentemente). La stessa bandiera a righe orizzontali appare esposta al tavolo degli ufficiali come mostra la foto postata qui che c’è anche nel filmato che cito.
    La bandiera (definita la “bandiera nazionale del popolo ebraico”)viene poi issata sul pennone e salutata dagli ufficiali.
    In conclusione Maria Fausta ha ritenuto che le mostrine fossero anche la bandiera della Brigata, ma questo non risulta. Quella che viene usata e salutata come bandiera è quella a righe orizzontali.

  8. Fabio says:

    La polemica evidentemente è finalizzata a negare agli ebrei l’uso della bandiera “di Israele” nelle manifestazioni del 25 aprile.
    La cosa appare non solo inconsistente dal punto di vista storico, ma anche una subdola violenza verso un popolo che, a prescindere da quanto si riconoscesse in mostrine e bandiere, finiva nelle camere a gas nello stesso periodo in cui le élite palestinesi brindavano con Hitler. Un minimo di rispetto (almeno per i morti, se non per i sopravvissuti) vorrebbe che – casomai – le bandiere palestinesi NON comparissero in questa occasione (magari tutti gli altri giorni, ma non il 25 aprile e il 27 gennaio).

  9. leo says:

    buon giorno,io ero presente all’arco sin dalle 8,30 e prima che cominciasse ad arrivare la gente ,erano presenti bandiere palestinesi,ad un certo momento e’ arrivata la delegazione della brigata ebraica,che aveva striscione e bandiere della brigata ebraica e NON quella dello stato d’israele,il presidente dell’anpi ci a chiesto subito di non aprire le bandiere,e di poci al lato del corteo,nel momento in cui sono apparse molteplici bandiere palestinesi con il volto di arafat,abbiamo sventolato con orgoglio la bandiera israeliana.ero anche presente a porta san paolo quando persone con bandiera palestinese ,sono venuti a provocarci.ma i servizio d’ordine che ci a marcato stretto sul percorso in quel momento dove era ?

  10. maria fausta says:

    Il discorso è complesso, ma in poche parole la mia opinione sulla questione è la seguente: non trovo opportuno l’uso della bandiera dello Stato d’Israele in occasione della celebrazione della ricorrenza della Liberazione dell’Italia del 25 aprile 1945 per 2 motivi:
    1)lo Stato d’Israele ancora non esisteva (la Brigata Ebraica, se non sbaglio, era inquadrata nell’esercito inglese);
    2)si da’ adito allo sventolio di altre bandiere;
    Ben venga invece il ricordo della partecipazione alla Liberazione dal nazifascismo da parte della Brigata Ebraica ed è deprecabile che il suo rappresentante non sia stato fatto parlare.

  11. Fabio says:

    la mia opinione invece è in sintesi questa: la bandiera del popolo ebraico ha tutti i diritti di sventolare sia perché era la bandiera della Brigata Ebraica che ha partecipato con i suoi volontari alla guerra di liberazione, sia perché era il simbolo dei resistenti ebrei di tutta europa.

    Quelle palestinesi non hanno alcun diritto di esserci in quanto simbolo nazionale dei vecchi alleati mediorientali dei regimi nazifascisti.

    Dal momento che quelle bandiere sventolano sempre e comunque, ci si rassegni, se si vuole. Ma che l’ANPI si dia una svegliata perché non è possibile che il popolo che maggiormente ha pagato per il nazifascismo si trovi di nuovo con il cappello in mano a questuare un posticino laterale e senza disturbare. In fondo e con il cappello in mano ci vada chi con la Liberazione non c’entra una mazza.

  12. rino giuliani says:

    ho avuto la prima volta la tessera “amici dell’Anpi” nel 1968. a bergamo da Salvi Parigi capo partigiano delle brigate Matteotti(allora se ne davano poche ed erano viventi molti combattenti). l’ho avuta in questi ultimi anni dall’anpi di Roma. Non sono andato alla manifestazione di porta san paolo perchè i recenti dirigenti, sbagliando per il secondo anno consecutivo, mostrano insofferenza alla presenza delle istituzioni del lazio il giorno del 25 aprile.Le istituzioni, chiunque le rappresenti sono le nostre istituzioni democratiche. La loro assenza il 25 aprile rende più debole la commemorazione. Questi dirigenti hanno un punto di vista politico che caratterizza un sodalizio,l’Anpi di Roma, che non dovrebbe essere caratterizzato.Qualcuno, dal suo interno, si assume così la responsabilità di isolare una associazione importante nel tessuto democratico della città di Roma.
    Non cadiamo però nell’errore di contrapporre all’infinito le ragioni del popolo israeliano a vivere in sicurezza e di quello palestinese ad avere un suo stato addirittura attribuendo ai palestinesi di oggi la responsabilità dei comportamenti del Gran Mufti di Gerusalemme e via andando a ruota libera.
    Se poi entriamo nella sfera dei giudizi sui governi anch’io ho la mia opinione sugli ultimi dello Stato di Israle e palestinese ma ritengo sbagliato usarla come arma contundente parlando del 25 aprile e dei dirigenti dell’anpi di roma.
    Il 25 aprile deve essere la festa della liberazione del paese alla quale i giovani della Brigata Ebraica hanno dato generosamente il loro contributo che va sempre ricordato

  13. anna says:

    Continuate cos

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