Nunzia Di Girolamo e la lontra volatile

domenica, aprile 28th, 2013

Giornalettismo ha riunito al volo alcune recenti gaffes del neoministro dell’agricoltura, Nunzia Di Girolamo. Ecco:

VENETO DEI CONTADINI – Chissà cosa diranno gli agricoltori veneti, quando si troveranno di fronte il nuovo ministro loro interlocutore. Nunzia De Girolamo, durante una puntata di inizio febbraio di Agorà, aveva affermato sbuffando che il Veneto era una “terra di contadini”. La gaffe aveva subito sollevato lo scherno di Twitter, con tanto di hashtag#siamotutticontadini. La De Girolamo non aveva nè precisato nè chiesto scusa, ed era stata “salvata” da una campagna elettorale che aveva cose più importanti delle sue “gaffe”. L’esponente campana del Pdl, che aveva esordito in Parlamento con bigliettini affettuosi mandati dal Cavaliere, ne aveva collezionato altre piuttosto note.

NUNZIA DE GIROLAMO IN TV CON FANTASIA – Da Santoro la De Girolamo si era esibita in uno show anti Marco Travaglio, sfidando il vice direttore del “Fatto Quotidiano” sulle sue posizioni sulla Tav. Una figura diventata ancora una volta celebre sulla rete, che spesso punzecchia la moglie di Francesco Boccia quando scivola nelle sue gaffe abituali. Un’altra battuta memorabile della De Girolamo ha palesato la sua scarsa conoscenza del mondo animale. Durante “Cominciamo Bene”, su Rai 3, l’allora semplice deputata del Pdl disse così:” ricordo ancora le riunioni del governo Prodi che si fecero a Napoli, li fu detto no per difendere un uccello la lontra”. La lontra ovviamente non è un uccello, come sicuramente sapranno dire alla neo ministro i funzionari, e non solo, del ministero delle Politiche agricole.

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One Response to Nunzia Di Girolamo e la lontra volatile

  1. leda says:

    va be’ che i/le ministri/e non devono necessariamente essere “competenti”, ma qui c’è qualcosa di peggio: precindendo dal razzismo implicito in quel ‘sono tutti contadini’ rivolto ai Veneti, vorrei sapere da Nunzia che cosa porta in tavola a casa sua, o che cosa ordina al ristorante: onnivora, vegetariana o vegana che sia, penso che, come tutti, si ritovi nel piatto pietanze e manicaretti (da una sempolice insalata verde ad un soufflé), che derivano dall’attività dei contadini: o no?
    Quanto alle lontre “alate”, questa fa il paio con il tunnel Ginevra/Gran Sasso dell’ineffabile Gelmini, però, bisogna ammetterlo, in tono minore. Ciò che fa bene sperare è il suo atteggiamento di operosa umiltà, nel quale si ripromette di “studiare”, dopo di che, forse, non farà volare le pecore ed imparerà a distinguere una quercia da uno stelo di gramigna.
    Auguri

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