Luigi Manconi e Giusi Nicolini hanno presentato a Napolitano un piano di protezione temporanea per gli immigrati

martedì, ottobre 22nd, 2013

Il sindaco di Lampedusa e Manconi

“Un piano di protezione temporanea”

Il progetto presentato in Senato. Proposta la “concessione della protezione temporanea di un anno rinnovabile definendo quote di accoglienza per ciascuno Stato Membro”. Sono stati ricevuti dal presidente della Repubblica Napolitano

Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha ricevuto nel pomeriggio al Quirinale il presidente della Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani del Senato della Repubblica, Luigi Manconi, che gli ha illustrato un documento di proposte sui temi dell’ammissione umanitaria nell’Unione Europea. All’incontro ha partecipato il sindaco di Lampedusa e Linosa, Giusi Nicolini, con la quale si è parlato dello stato attuale dei profughi accolti a Lampedusa e anche delle condizioni generali in cui opera l’amministrazione locale.

La proposta prevede quattro punti per l’ammissione umanitaria nell’Unione Europea attraverso la concessione di una misura di protezione temporanea e l’attuazione di un piano di resettlement con le organizzazioni internazionali e le associazioni umanitarie. E’ questo il piano presentato nel corso di una conferenza stampa in Senato dal presidente della commissione Diritti umani Luigi Manconi e dal sindaco di Lampedusa, Giusi Nicolini.

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L’Italia “si impegna affinchè il Consiglio Europeo del 24 e 25 ottobre prossimi applichi – si legge nel primo punto – quanto previsto in caso di ‘afflusso massiccio di sfollati’ nella Ue, vale a dire la concessione della protezione temporanea di un anno rinnovabile definendo quote di accoglienza per ciascuno Stato Membro”.

“Le modalità di individuazione dei beneficiari della protezione temporanea dell’Unione Europea potrebbe avvenire nei paesi di transito e potrebbero avere luogo – spiegano i promotori della proposta – attraverso le delegazioni diplomatiche del servizio europeo per l’azione esterna e la rete diplomatica-consolare degli Stati-Membri, con il coinvolgimento delle organizzazioni internazionali e delle associazioni umanitarie”

Occorre “realizzare presidi internazionali, creando le condizioni necessarie, nei Paesi rivieraschi della sponda sud del Mediterraneo e nei luoghi di partenza dei trafficanti di esseri umani, per l’avvio – si legge nella proposta – della procedura di concessione della protezione temporanea. I presidi vanno realizzati dalla stessa Ue d’intesa con le organizzazioni internazionali e le associazioni umanitarie, utilizzando tra l’altro, le risorse comunitarie destinate alla protezione civile”.

Infine “il trasferimento con mezzi legali e sicuri dal presidio internazionale al paese di destinazione, definito tenendo conto, tra l’altro, dal regolamento Dublino III in merito all’eventuale presenza di familiari, deve rientrare in un progetto coordinato europeo di ‘Ammissione Umanitaria’ con il coinvolgimento di tutti gli Stati Membri, rafforzando le risorse del Fondo europeo per i rifugiati. Il beneficio della misura di protezione temporanea non precluderebbe la presentazione della domanda per il riconoscimento dello status di rifugiato nei singoli Paesi”.

Da Repubblica – Palermo 21 ottobre 2013

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