Il Foglio negazionista propone di abolire la memoria della Shoah. Se ne è accorta solo Anna Foa?

lunedì, dicembre 23rd, 2013

Nessuno sembra essersi accorto che un editoriale del Foglio di venerdì propone nientedimeno che di abolire la memoria della Shoah. Basta musei, memoriali, scrive l’articolo, e pensiamo non agli ebrei morti, ma a quelli vivi: cioè agli israeliani, che per Il Foglio e i suoi amici gli ebrei sono solo gli israeliani. La proposta è, direi, radicale, perché non si riferisce solo all’impegno dello Stato nelle opere di costruzione dei memoriali e dei musei, come già aveva fatto Brunetta, ma rimette proprio in discussione la necessità di ricordare, di fare storia, di ricostruire fatti ed eventi, di trasformarli in pietre d’inciampo dell’indifferenza e dell’ignoranza dei più. E’ la prima volta, a quanto mi consta, a parte naturalmente il caso dei neonazisti o dei negazionisti, che una simile proposta di abolire la memoria viene avanzata. Ma forse non sarà l’ultima.

Anna Foa, storica

(23 dicembre 2013)

– See more at: http://moked.it/blog/2013/12/23/abolizioni/#sthash.SIpRB3b8.dpuf

tagged under: ...

About Paolo Brogi - View all posts by Paolo Brogi

This author has not fill out his/her bio, coming soon.

Follow paolo-admin on:

3 Responses to Il Foglio negazionista propone di abolire la memoria della Shoah. Se ne è accorta solo Anna Foa?

  1. Cesare says:

    Giuliano Ferrara è andato proprio fuori di testa (non che poi fosse tanto… fin dai tempi di Craxi)…

  2. Claudio says:

    Anna Foa sarà anche una storica…
    Ma pare proprio che non abbia letto l’articolo o, quantomeno, non lo abbia capito proprio!
    Meglio riproporglielo: http://www.ilfoglio.it/soloqui/21161

  3. Luca says:

    Ferrara non mi sta simpatico e il Foglio è carta sprecata ma non mi pare che l’articolo in questione sia scritto in questi termini:

    L’inutile polemica fra Renato Brunetta e la comunità ebraica sul memoriale della Shoah a Milano è un “classico dell’antisemitismo del passato”, come è stato definito dagli storici. Poi c’è “l’antisemitismo fattivo”, l’odio politico, morale e religioso per gli ebrei vivi, la Shoah che lancia riverberi agghiaccianti sul presente. A Gaza, Hamas ha cancellato letteralmente lo stato ebraico dai suoi libri di testo scolastici. La Torah e il Talmud vengono definiti come “falsi” e Israele come un usurpatore da annientare. Tutta la storia ebraica viene bollata come un “mito”, una cospirazione, una impostura che crollerà assieme alle linee di difesa dell’esercito israeliano. Attraversiamo una fase molto critica per la sopravvivenza dello stato ebraico, mentre si avvertono i segni di una ripresa fulminante dell’antisemitismo in Europa occidentale, nelle sue capitali, università e redazioni dei giornali.

    Non c’è più l’indifferenza morale della cosiddetta società civile. Ma c’è qualcosa di più. Si tratta della deformazione ideologica della verità in tempo e in tema di guerra e di pace, con la fatale separazione fra ebrei e Israele su cui giocano gli ayatollah. Questi ultimi costruiscono l’assedio a Israele e a quel che resta della diaspora europea tramite un movimento molto più robusto e ampio di quanto non sembri: il fronte della menzogna. E’ questo che ci dice la decisione di Hamas sui libri di scuola. Su questo dovrebbero riflettere e scaldarsi i nostri custodi della memoria.

    Perché la retorica pseudoeducativa sull’antisemitismo è spesso evocata per impedire, proibire, riconoscere la realtà attuale, di chiamare le cose con il loro nome. Mentre tutta la nostra vigilanza morale veglia sui sei milioni di ebrei morti, esponiamo i sei milioni di ebrei vivi alla violenza genocida. La Birkenau virtuale, museale e di plastica che stanno riproducendo nel cuore di Roma serve a poco. C’è quella vera, a Oswiecim, per chi volesse comprendere, con tanto di camere a gas diroccate. Occupiamoci, invece, della Birkenau nucleare che l’Iran e i suoi sodali vogliono costruire in medio oriente e dei rimpalli schiamazzanti dell’antigiudaismo nel nostro tempo.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *