Aldo Giannuli su: Matteo Renzi, Marco Carrai e Michael Ledeen

venerdì, febbraio 14th, 2014

Riprendo dal blog del professor Aldo Giannuli, grande esperto di trame eversive, queso brano su Renzi, Carrai, Ledeen:

E di sussurri non ne mancano nemmeno a proposito dello scoppiettante sindaco. Il “Corriere Fiorentino” del 6 settembre gli ha dedicato un articolo nel quale parla di suo dei suoi collaboratori più vicini, Marco Carrai, (finanziere membro di una quantità di consigli di amministrazione ed assai vicino a Comunione e Liberazione) che nel 2012 organizzò una cena di sostegno a Renzi con molti finanzieri e che è tanto amico di Michael Ledeen.

Per i più giovani, ai quali questo nome non dirà molto, ricordo che si è tratta di uno storico statunitense (per così esprimerci) a lungo residente in Italia. Grande amico di Licio Gelli e della sua P2, ha scritto un interessante volume su D’annunzio a Fiume, assai simpatetico con il vate pescarese, del quale ritiene assai attuale il modo di far politica soprattutto oggi, nella società dell’immagine. Ma non si è occupato solo di storia: ha messo becco anche in vicende come il caso Moro o la strage di Bologna e fu lui a scovare la foto di Billy Carter accanto a Gheddafi che costò la rielezione al fratello Jimmi Carter.

Siccome quando è troppo è troppo, persino l’accogliente Repubblica Italiana si decise a dichiararlo “persona non grata” ed espellerlo trattandolo senza troppi complimenti come una spia. Quel che, però non impedì che continuasse ad essere considerato-da chi di dovere- un “esperto di cose italiane”. Nel 2002 Ledeen previde che quella contro l’Afghanistan era solo l’inizio di una serie di guerre che gli Usa avevano intenzione di scatenare per provocare una profonda trasformazione di tutto il Medio Oriente. Previsione azzeccata. Però, ogni tanto le previsioni bisogna pure aiutarle un po’ a verificarsi, per cui l’uomo tornò attivo nella questione Nigergate, quando, con una perquisizione abusiva nella casa dell’ambasciatore del Niger, vennero trovati i documenti che provavano la preparazione di armi nucleari da parte dell’Iraq di Saddam e che costituirono la base legittimante l’attacco americano del 2003. Unico particolare: i documenti erano patacche falsissime.

Bell’amico eh?! A Renzi non mancano altre simpatie importanti come David Serra, capo di “Algebris”, uno dei più agguerriti hedge fund. Insomma, le amicizie giuste per il segretario di un partito di sinistra.

E questo sarebbe il “cavaliere bianco” che dovrebbe salvare il paese. Che fine ingloriosa per la seconda repubblica! Non si vede all’orizzonte un “cavaliere bianco” su un destriero: nel tempo della seconda repubblica non ci sono né maestosi destrieri né nobili cavalieri. Solo macilenti ronzini e volgari cocchieri.

Aldo Giannuli

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