Ancora su Koch e sul fatto che nulla ne ricorda le infamie in via Principe Amedeo 2 a Roma

giovedì, 21 Gennaio, 2010

Ancora sulla Pensione Oltremare di Koch, a Roma, e sulla mancanza di memoria. Come nacque quel luogo di tortura e sevizie in cui furono portati centinaia di antifascisti nel 1944? Pietro Koch fu autorizzato dalla Questura di Roma e dall’allora capo della polizia Tamburini ad aprire un reparto speciale di polizia nel gennaio del 1944. In sei mesi di attività Koch compì 633 arresti, di cui 435 solo a Roma. Durante la sua attività il reparto di Koch ha sicuramente provocato la morte di 44 persone, di cui 29 caduti alle Fosse Ardeatine. Il primo colpo messo a segno da Koch fu l’arresto del generale Mario Caracciolo di Feroleto, ex comandante della V armata. Numerose poi le retate contro il partito d’azione, ventitré le azionisti presi, ventuno quelli spediti alle Fosse Ardeatine. Altro arresto fu quello di Maurizio Giglio e della sua rete. Il reparto di torturatori guidati da Koch ebbe tre sedi: la prima in alcune stanze della pensione Oltremare, all’ultimo piano di via Principe Amedeo 2, nelle immediate vicinanze della stazione Termini. A fine aprile ’44 il reparto si trasferì alla pensione Jaccarino, in via Romagna 38. Poi Koch dopo l’arrivo degli Alleati si spostò a Milano, dove prese possesso di Villa Fossati. Tra gli infiniti mezzi di tortura Koch usava anche un impianto doccia con acqua a temperatura 70 gradi. Alcuni prigionieri sostennero che era meglio stare a via Tasso piuttosto che alla pensione Oltremare. Carlo Salinari testimoniando al processo a Koch disse: . Ferruccio Lanfranchi sul nell’immediato dopoguerra così descrisse il covo di Koch: .
Via Principe Amedeo 2 è ancora lì, a Roma, ma non c’è niente che ricordi la Pensione Oltremare del bandito fascista Pietro Koch.

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