Aledanno

domenica, 14 Marzo, 2010

Dal blog Italia 2013 riprendo questo “Aledanno”, sull’invasione di cartelloni pubblicitari e sul degrado nel centro storico.

Aledanno

Sono passati quasi due anni dall’insediamento del centro destra al governo di Roma. Un risultato abbastanza sorprendente, frutto tra l’altro di una campagna elettorale aggressiva, basata sulla denuncia di insicurezza, degrado e illegalità presenti in città. E’ riuscito il sindaco Alemanno a concretizzare nella pratica l’impressione positiva che aveva suscitato nell’elettorato? Per fornire una risposta, abbiamo scelto di analizzare due aspetti della vita cittadina, tra quelli che ci sembrano più influenzati dal comportamento della nuova Giunta Comunale.1) Anche a uno sguardo superficiale, Roma risulta invasa dalla pubblicità. Di ogni tipo: dai mega cartelloni 6×3, ai manifesti politici, ai pali con tanto di orologio finto, agli onnipresenti volantini: un fenomeno in aumento esponenziale. La precedente amministrazione aveva combattuto questo tipo di abusivismo, soprattutto nel periodo tra il 2001 e il 2006: proprio in quell’anno, dopo una proposta di Delibera popolare firmata da più di 10.000 persone, aveva adottato il nuovo regolamento in materia. Venivano vietati i cartelloni 6×3 e si proibiva l’istallazione di nuovi impianti pubblicitari di ogni tipo fino al riordino del settore, purtroppo non avvenuto prima del cambio di maggioranza del 2008. Il delegato del sindaco si guadagnò minacce di morte.

Dopo un anno di attesa, la giunta Alemanno prende posizione con la (ormai famigerata) delibera 37 del marzo 2009. Questo provvedimento sospende tutte le rimozioni di pubblicità abusive fino all’adozione del piano di riordino, previsto tra tre anni, ma non solo: condona automaticamente tutti gli impianti nuovi installati abusivamente, e considera illegali solo i 6×3. Una sanatoria che ha reso possibile l’invasione della città: addirittura, il Comune garantisce alle agenzie pubblicitarie un’autorizzazione previa, condizionata solamente al pagamento della tassa sull’affissione, senza alcuna verifica. Le strade di Roma sono quindi tornate a riempirsi di impianti, che anche se condonati, restano comunque abusivi perchè installati in spregio a tutti i regolamenti: tanto per fare un esempio, il codice della strada li proibisce a meno di 25 mt. da un incrocio. La realtà è ben diversa, denunciata da un numero impressionante di blog “antidegrado” dai nomi eloquenti (Roma fa schifo, Riprendiamoci Roma, Cartellopoli): ai bordi delle strade regna l’anarchia. Le elezioni regionali e l’arroganza di alcuni partiti hanno solo reso più evidente ciò che il Comune non sembra voler assolutamente contrastare.

Qualche giorno fa, Alemanno ha assistito, con le telecamere dei tg, all’abbattimento di alcuni cartelloni 6×3 illegali ai Parioli. Dopo la sua sanatoria, si contano ancora 123 impianti illegali. Quelli condonati dal comune, che non verranno abbattuti, sono più di 40.000, e ne spuntano a decine ogni giorno.

2) Un’altra politica in decisa controtendenza con il passato è quella verso il centro storico della città. Anche in questo caso, siamo di fronte a un misto di lasciar fare (come se una città come Roma fosse in grado di auto-regolarsi) e di provvedimenti mirati.

Alcune isole pedonali, faticosamente strappate alle auto dopo anni di litigi con commercianti, ristoratori, politici, ecc, sono semplicemente state abbandonate al loro destino: piazza Santa Croce in Gerusalemme, piazza Farnese, piazza Sant’Ignazio, e addirittura parti di piazza Navona e piazza di Spagna, sono altrettanti parcheggi: nessuno fa rispettare il divieto. Altrove è stata prevista una diversa soluzione: la gazebizzazione selvaggia. Villa Celimontana e il belvedere Cederna (quello al lato di via dei Fori Imperiali) sono stati occupati da strutture previste per l’estate romana, ma rimaste fino a gennaio 2010 senza autorizzazione. Nel caso del belvedere, la situazione era stata sfruttata da un omino che per l’elemosina di un euro apriva le recinzioni ai turisti. Anche piazza del Popolo è stata destinata a un’invasione perpetua di stand: in particolare, del Carnevale Romano della Tradizione (visibili qui), organizzati direttamente dal Comune, traducono in immagini il concetto espresso.

Anche le decisioni mirate fanno pensare a un ritorno del volemose bene nel centro storico. La ztl viene sospesa appena possibile, con l’obbiettivo che tutti la considerino qualcosa di temporaneo, fastidioso, e fondamentalmente inutile. Ed è stata riaperta alle minicar, bloccate dalla precedente amministrazione.

I pullmann stanno tornando nel cuore della città. Durante il Giubileo erano state previste aree nei pressi dei capolinea della metro, per regolare il flusso turistico con il trasporto pubblico. Il nuovo piano consente ai torpedoni di entrare per più di due ore, due ore o un quarto d’ora nel centro storico; i permessi di due ore sono liberalizzati senza limite di quantità: numero indefinito. Chi vorrà potrà scaricare i turisti davanti ai monumenti: via della Conciliazione è considerata parcheggio. Gli stessi albergatori, in favore dei quali è pensato questo provvedimento, pagando 500€ l’anno potranno immatricolare navette per far scorazzare i turisti dove credono. L’effetto su traffico e inquinamento è facilmente immaginabile.

Insomma, urge per il bene della città un cambio di direzione netto. Gli esempi qui trattati dimostrano che la destra che governa la capitale ha un concetto tutto particolare delle tanto sbandierate lotta al degrado e legalità: quello della legalizzazione dell’illegalità.

(Riccardo Pennisi)

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