Le “minchiate” di Lombardo secondo il boss Aiello. E i rapporti tenuti a voce tramite un corriere. Un articolo della Sicilia

martedì, 30 Marzo, 2010
Da “Sicilia web.it” queste novità sull’inchiesta a carico del “governatore” Lombardo e sui suoi presunti rapporti con boss mafiosi a Catania, in un articolo del 29 marzo. Lombardo sotto inchiesta
“Rapporti con i boss etnei”

Intercettazioni e rivelazioni di un pentito alla base del dossier della Procura di Catania. Coinvolti anche il fratello del governatore e il parlamentare regionale Fagone: per tutti le accuse sarebbero di concorso esterno in associazione mafiosa. Nelle conversazioni telefoniche le critiche del capomafia Aiello al presidente della Regione

CATANIA = Il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, e suo fratello, Angelo, parlamentare nazionale del Movimento per l'autonomia, sono indagati dalla Procura della repubblica di Catania per concorso esterno in associazione mafiosa.

La decisione è stata presa dalla procura etnea, guidata da Vincenzo D'Agata, sulla base di un corposo rapporto di tremila pagine confezionato dai carabinieri del Ros. Nel faldone top secret spiccherebbero le rivelazioni di un pentito e le intercettazioni telefoniche e ambientali che documenterebbero i contatti tra il capo della mafia catanese, Vincenzo Aiello, e i fratelli Lombardo.

Con loro sarebbero indagati anche un deputato regionale dell'Udc, Fausto Fagone, il sindaco di Palagonia, altri sindaci di comuni catanesi, numerosi amministratori comunali e provinciali, che sarebbero stati eletti grazie al "massiccio" appoggio e "impegno" delle cosche mafiose del clan storico di Cosa nostra che faceva capo a Nitto Santapaola e che ora è capitanato da Vincenzo Aiello.
Quest'ultimo è stato arrestato qualche mese fa durante un summit in cui si discuteva se aprire o meno una guerra contro le bande criminali catanesi, degli appalti da gestire e di come  "comunicare" con il presidente della Regione, Raffaele  Lombardo.

Secondo l'accusa il governatore, che avrebbe ottenuto appoggio elettorale dal clan, non avrebbe avuto contatti telefonici ma si serviva di un 'corriere' per parlare con Vincenzo Aiello, ritenuto vicino a Eugenio Galea, a sua volta indicato come una delle persone di maggior fiducia, nel settore economico, del capomafia Benedetto Santapaola.

Durante l'attività investigativa militari dell'Arma del Ros avrebbero anche messo delle 'cimici' nell'automobile dell'autista del fratello di Lombardo, per intercettare dialoghi all'interno della vettura, ma sarebbero state scoperte e distrutte.

Nelle conversazioni  intercettate dai carabinieri del Ros anche le "critiche" che il capomafia faceva a Raffaele Lombardo, per avere voluto nella sua giunta, magistrati-assessori, Massimo Russo, ex magistrato antimafia a capo dell'assessorato alla sanità, Giovanni Ilarda, ex assessore alla Presidenza della regione e Caterina Chinnici, figlia di Rocco Chinnici, capo dell'ufficio istruzione di Palermo, ucciso dalla mafia con un'autobomba nel 1983, definendo la loro nomina "una minchiata".

29/03/2010
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