L’eroina il core business della Banda della Magliana. Epicentro, Trastevere. Se ne è discusso per il libro della Camuso

mercoledì, 3 Marzo, 2010

Trent’anni di eroina a Roma? Tremila morti di overdose, a una media di 100 all’anno, sessantamila i tossicodipendenti “creati” dal flòagello che calò come un maglio sulla città negli anni ’70. Un’ecatombe nata e coltivata sotto gli occhi di tutti, è stato detto alla presentazione ieri di “Mai ci fu pietà”, la storia della banda della Magliana ricostruita da Angela Camuso per Editori Riuniti. Il vero salto di qualitàfu dunque l’eroiina. Non ni sequestri, non le rapine, non  i videopoker…L’eroina.Crocevia d’incontro tra mafie varie, camorra, ‘ndrangheta, P2, terroristi neri dei Nar, servizi deviati, riciclatori,la banda realizzò un perfetto controllo territoriale sullo spaccio della roba. Epicentro, Trastevere dove una come Fabiola Moretti arrivava con la roba presa a Garbatella nel bar di via Chiabrera. Avvolta nella sua pelliccetta e con un chihuahua sotto braccio, gli occhietti lucidi vivaci, la donna di Abbruciati era lì sotto gli occhi di tutti. E nessuno se ne occupò. E quando per il suo uomo rinchiuso a Regina Coeli e bisognoso di cocaina lei si ingegnava a trovare rifornimenti un giorno si sentì dire da Giuseppucci Er Negro: Non ti preoccupare più, ora la froba gliela portano quelli dei servizi. Pensa che l’altro giorno sono entrati da lui in cella in due e poi hanno pippato tuttio insieme..”
Tremila morti, quartieri rivoltati come guanti, distrutte le connessioni sociali d’un tempo: e nessuno che vedesse questo scatafascio…Anzi, c’era chi pippava insieme.

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