Milano, fiori per Ahmed Abdel Aziz El Sayed

martedì, 2 Marzo, 2010

A Milano Roberto Malini di EveryOne  e Steed Gamero hanno deposto due vasi di fiori – fiori bianchi e fiori rossi, come in una campagna EveryOne contro la discriminazione e a favore della vita – nel punto in cui sabato 13 febbraio è stato ucciso il giovane egiziano Ahmed Abdel Aziz El Sayed.

“Di fronte alla foto del povero Ahmed,” racconta Roberto Malini, “abbiamo incontrato egiziani, marocchini, sudamericani, cinesi e anche dominicani. Il dolore, così forte da aver provocato all’inizio accessi impetuosi, subito strumentalizzati dai razzisti, ora è divenuto un fatto intimo.  Adesso gli abitanti di viale Padova sono accomunati dal cordoglio. Sono uniti dal pianto e dal ricordo. C’è tanta povertà, ci sono tante differenze, qui in via Padova, ma c’è anche tanto coraggio, c’è anche tanta bellezza”. Le “mamme del Trotter” hanno esposto tre lenzuola, in spagnolo, italiano e arabo, su cui appaiono scritte che invitano alla solidarietà reciproca, perché un ragazzo che perde la vita nel fiore degli ani è una tragedia per tutti, al di là della razza, dell’origine, della religione. “Ci sono agenti armati dappertutto,” prosegue Malini, “ma non sanno che il nemico della città è l’intolleranza. Via Padova dovrebbe essere aiutata con piani di solidarietà, microcredito, piani di riattamento delle abitazioni, progetti di integrazione. Questi ragazzi in divisa che portano pistole e guardano tutti, noi attivisti compresi, con occhi pieni di livore, sono a propria volta vittima di questo clima di ostilità razziale che avvelena Milano e l’Italia. Questi ragazzi, spesso giovani come Ahmed, sono educati all’intolleranza dai loro cattivi maestri. Si sentono supereroi, ma si sono trasformati in ‘supercattivi’. I bambini – quelli con le pelli brune, quelli con gli occhi a mandorla, quelli con i capelli ricciolini – provano un tonfo nel cuore, quando vedono passare una volante e si riempiono di paura”. Secondo Malini, la propaganda anti-stranieri diffusa in questi giorni da tv e giornali ha attirato nuovo odio etnico verso la comunità di via Padova: “Si vedono svastiche tracciate con la vernice, si leggono messaggi che nessuno dovrebbe scrivere, in un Paese civile. Si respira paura, quando ci sarebbe bisogno di unione e fratellanza”.
Nelle foto, i rifugiati somali protestano a Milano; Roberto Malini depone fiori bianchi e rossi in memoria di Ahmed, il giovane egiziano assassinato in via Padova
Per ulteriori informazioni:
Gruppo EveryOne
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