Pedofilia nella Chiesa: chiederò l’incriminazione del vescovo

venerdì, 26 Marzo, 2010

IL PROCEDIMENTO CONTRO L’EX PARROCO DI SELVA CANDIDA, ACCUSATO DI PEDOFILIA

Processo a Don Ruggero Conti,
chiesta incriminazione per il vescovo

L’avvocato Marazzita: grave la posizione di monsignor Reali che sapeva degli abusi sui ragazzi e non fece nulla

ROMA – «Chiederò l’incriminazione per favoreggiamento del Vescovo Gino Reali, era perfettamente al corrente degli abusi compiuti da don Ruggero Conti e non ha fatto niente». L’avvocato Nino Marazzita è pronto a formalizzare la richiesta, lo farà alla prossima udienza quando il presule, responsabile della diocesi di Porto di Santa Rufina comparirà davanti alla corte della Sesta sezione del Tribunale di Roma nel processo in corso contro il parroco di Selva Candida.

Don Ruggero Conti
Don Ruggero Conti

«IL VESCOVO SAPEVA» – Nel processo iniziato nel giugno dello scorso anno e giunto all’undicesima udienza Marazzita, rappresentante dell’associazione antipedofilia «La Caramella buona», tutela due dei sette ragazzi che accusano il parroco. «Per molti altri casi precedenti è intervenuta la prescrizione – spiega Marazzita -. A Selva Candida gli abusi sono stati perpetrati per molto di più dei dieci anni presi in considerazione. E proprio per questo appare gravissima la posizione di chi aveva il dovere di sorvegliare, il diretto superiore di don Ruggero Conti, il vescovo». «Monsignor Reali è stato sentito dal pubblico ministero Francesco Scavo Lombardo il primo dicembre del 2008 – aggiunge Marazzita -. E’ una deposizione molto significativa. All’inizio il vescovo cade dalle nuvole, poi pian piano domanda dopo domanda ha dovuto ammettere che sapeva. Per questo chiederò che risponda di favoreggiamento. Lo farò non appena si siederà in aula per essere sentito dalla corte presieduta dalla dottoressa Russo».
IL LIBRO – Il caso di don Ruggero Conti è anche al centro di un libro appena pubblicato da Nutrimenti, Il peccato nascosto. Il curatore Luigi Irdi colloca questo caso sottoposto al dibattito giudiziario nel contesto degli altri gravi scandali che hanno attraversato la chiesa cattolica, partendo dai risultati della commissione Murphy in Irlanda che nel dicembre scorso ha reso pubblico il suo rapporto d’indagine sugli abusi sessuali commessi dai preti della Chiesa irlandese nei confronti di minori: sono stati presi in esame, nella sola diocesi di Dublino, i casi di 46 sacerdoti che, dal 1975 al 2004, hanno fatto 320 vittime.

Paolo Brogi

Corriere della sera 26.3.2010

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